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SCATTA ALL’AUGUSTA NATIONAL IL 79° MASTERS TOURNAMENT

Prende il via il 79° Masters Tournament (9-12 aprile), primo major stagionale in programma sul percorso dell’Augusta National GC, ad Augusta in Georgia, dove non saranno presenti giocatori italiani, dopo cinque anni in cui ve erano stati in gara almeno due.

Nelle previsioni della vigilia il giocatore più gettonato è il nordirlandese Rory McIlroy, numero uno mondiale, al quale manca proprio il Masters per completare il “grande slam”, dopo che ha già vinto gli altri tre major (US Open, 2011, Open Championship, 2014, due US PGA Championship, 2012, 2014), ma a tener banco è ritorno alle gare di Tiger Woods. L’ex leader del world ranking (quattro Masters nel suo palmares), ora sceso oltre il centesimo posto (111°), si è già imposto per distacco nel major mediatico, ma naturalmente sarà ben altra cosa sul campo. I bookmakers lo danno a cifre tra il 40 e il 50 a 1, ma lui è estremamente fiducioso: “Sono molto eccitato per il fatto di essere di nuovo qui, ad Augusta, perché non c’è altro torneo al mondo simile a questo. Inoltre è un luogo che mi suscita tanti bellissimi ricordi. Sono felice, perché ritengo che il mio gioco sia finalmente adatto per competere a tali livelli. Come ho fatto? Semplice, ho lavorato dalla mattina alla sera, approfittando di ogni momento libero, anche quando i bambini dormivano o erano a scuola. E a questo punto ritengo che tanto lavoro abbia pagato. Scenderò in campo come ho sempre fatto in vita mia, per vincere”. A dare conforto alle convinzioni di Woods le parole del suo grande amico Mark O’Meara, che fece suo il Masters nel 1998. Dopo averci giocato insieme nove buche ha detto convinto: “Non sottovalutate mai Tiger Woods”.

McIlroy, che nel 2011 gettò al vento con un 80 finale un successo che sembrava scontato dopo tre giri, sembra abbastanza sereno. “Giocare il Masters – ha affermato – è motivo di grande emozione. Mi prende ogni volta che sono qui. Inoltre credo sia l’unica gara in cui si senta tanta pressione nell’eseguire il primo colpo da tee. Mi è accaduto nel 2009 da rookie e anche negli anni successivi. Sarà un torneo difficile dove per vincere occorrerà domare i par cinque: lo scorso anno Bubba Watson è stato impeccabile su quelle buche e anche quest’anno saranno fondamentali nella corsa al titolo”. E su Woods ha aggiunto: “Sotto l’aspetto mediatico non lo batterò mai”.

Quanto a Bubba Watson, campione in carica e con due giacche verdi conquistate in tre anni, probabilmente avrà solo vantaggi dal fatto di non essere al centro dell’attenzione. Ha tutto quanto occorre per puntare al tris, ma è difficile anticipare un suo comportamento. La regolarità non è il suo forte e può essere grande protagonista o finire nell’anonimato quasi con la stessa facilità, come racconta il 50° posto del 2013.

Sono attesi alla prova, in particolare, anche Phil Mickelson e Jordan Spieth, il campione che comincia ad avere qualche problema con il logorio di una splendida carriera e il giovanissimo emergente, neanche 22 anni, stabilmente in alta classifica, anche se ancora vince poco (due titoli ufficiali e uno non ufficiale) rispetto alla qualità del suo rendimento. Mickelson ha un ottimo rapporto con il Masters (tre vittorie e cinque terzi posti) e una spiccata tendenza a viverlo quasi sempre da protagonista. Spieth morde il freno. Si fosse imposto la scorsa settimana lo Houston Open sarebbe divenuto numero due mondiale, ma è stato fermato da J.B. Holmes nel playoff, probabilmente solo un rinvio di quanto dovrebbe avvenire tra breve. E lo scorso anno ad Augusta fu secondo.

Hanno un buon credito Keegan Bradley, Patrick Reed, Dustin Johnson, il cui rientro dopo il lungo stop per problemi personali, è stato ampiamente positivo, e l’australiano Adam Scott, mentre potrebbero essere frenati da una condizione non ottimale Matt Kuchar, Jimmy Walker, Webb Simpson, Jim Furyk, gli inglesi Luke Donald, Justin Rose e Ian Poulter, il tedesco Martin Kaymer, i sudafricani Louis Oosthuizen e Charl Schwartzel, il nordirlandese Graeme McDowell e lo svedese Henrik Stenson. Tra i possibili “guastafeste” Billy Horschel, Jason Dufner, Hunter Mahan e Rickie Fowler, lo svedese Jonas Blixt, anch’egli secondo nel Masters 2014, l’australiano Jason Day, il francese Victor Dubuisson e il giapponese Hideki Matsuyama. Difficile, invece, che possano prevalere l’inglese Lee Westwood, probabilmente destinato a chiudere una grande carriera senza titoli major, il sudafricano Ernie Els, l’irlandese Padraig Harrington e il fijano Vijay Singh. Il montepremi è di nove milioni di dollari.

Il torneo su Sky – Il Masters sarà teletrasmesso in diretta, in esclusiva e in alta definizione dalla TV satellitare Sky con collegamenti su Sky Sport 2 HD ai seguenti orari: giovedì 9 aprile e venerdì 10, dalle ore 21 alle ore 1,30; sabato 11, dalle ore 21 alle ore 1; domenica 12, dalle ore 20 alle ore 1. Le dirette saranno precedute da Studio Golf, della durata di trenta minuti.

Repliche (tutte su Sky Sport 2 HD): prima giornata, venerdì 10 aprile alle ore 7,30 e alle ore 16; seconda giornata, sabato 11 alle ore 7,30 e alle ore 15,45; terza giornata, domenica 12 alle ore 7,30 e alle ore 16; quarta giornata, lunedì 13 alle ore 7,30. Commento di Lia Capizzi, Silvio Grappasonni, Massimo Scarpa e di Nicola Pomponi.

CHALLENGE TOUR: CINQUE AZZURRI AL KENYA OPEN – Matteo Delpodio, Niccolò Quintarelli, Nicolò Ravano, Andrea Rota e Alessio Bruschi  prendono parte al Barclays Kenya Open (9-12 aprile) gara d’apertura del Challenge Tour 2015 – dopo la cancellazione del Madeira Islands Open  – che si svolge sul tracciato del Karen CC a Nairobi, in Kenya.. Tra i possibili protagonisti, insieme agli azzurri che hanno tutti ottime possibilità di competere ai vertici, il portoghese Ricardo Gouveia, lo scorso anno vincitore all’Olgiata dell’EMC Challenge, il belga Pierre Relecom,  gli inglesi Sam Walker, Max Orrin, Charlie Ford e Phillip Archer, il tedesco Bernd Ritthammer, il sudafricano Justin Walters, l’argentino Estanislao Goya e lo scozzese Peter Whiteford. Il montepremi è di  200.000 euro dei quali 32.000 euro andranno al vincitore.

SUNSHINE TOUR: LAPORTA E GRAMMATICA ALLO ZIMBABWE OPEN – Francesco Laporta e Alessandro Grammatica sono nel field del Golden Pilsener Zimbabwe Open (9-12 aprile), torneo del Sunshine Tour che avrà luogo al Royal Harare Golf Club, ad Harare nello Zimbabwe. I due italiani hanno entrambi la ‘carta’ per il circuito, Laporta per averla conservata lo scorso anno e Grammatica per averla conquistata alla Qualifying School. Tra i favoriti i sudafricani Desvonde Botes, Michiel Botma e Tyrone Ferreira e il brasiliano Adilson Da Silva.

R&A SCHOLARS: FILIPPO CAMPIGLI SESTO DOPO UN GIRO – Filippo Campigli è al sesto posto con 70 colpi nella classifica maschile del R&A Foundation Scholars Tournament in svolgimento sui due percorsi dell’Eden Course e del Castle Course a St. Andrews in Scozia. E’ al 22° con 73 Giacomo Garbin. In vetta con 64 Matthew Bacon seguito con 66 da Mathias Eggenberger e con 68 da Stuart Grehan e da James Wilson.

Nella gara femminile Barbara Borin è in sesta posizione con 74 e Camilla Aquarone in decima con 82. Al comando con 69 Hannah McCook che precede di due colpi Paloma Nunez Augsburger (71) e di tre Paula Grant, Jessica Rossi e Gemma Batty (72). Entrambi i tornei si disputeranno sulla distanza di 36 buche, anziché sulla 54 programmate, essendo stato annullato il secondo giro per maltempo.

INTERNAZIONALI DI FRANCIA AL FRANCESE PETIT E ALLA SPAGNOLA ITURRIOS  – Il transalpino Alexandre Petit e la spagnola Nuria Iturrios hanno vinto i Campionati Internazionali di Francia Nell’Internationaux de France U18 – Trophée Michel Carlhian, sul tracciato del Golf de Barbaroux (par 72) a Brignoles, Petit ha sconfitto in finale il danese Jonathan Goth-Rasmussen per 3/2 dopo aver estromesso in semifinale il connazionale Antoine Auboin (4/2). Goth-Rasmussen, invece, aveva avuto la meglio sul francese Thomas Boulanger (1 up).

Il forte vento non ha permesso lo svolgimento del gioco nella prima giornata di qualificazione, che è stata ridotta da 36 a 18 buche. Si è imposto con 72 (par) Thomas Boulanger davanti ai connazionali Quentin Saintillan (74, +2) e Charles Almeida (76, +4) e a Jonathan Goth-Rasmussen (76). Out tutti gli italiani. Sono rimasti fuori per un colpo Guido Migliozzi, che difendeva il titolo conquistato lo scorso anno, e Teodoro Soldati, 39.i con 82 (+10), e sono terminati più indietro Zenjiro Matsui, 50° con 83 (+11), Luca Gerolla e Alberto Castagnara, 60.i con 84 (+12), Diego Manzoni, 76° con 85 (+13), Andrea Badano, 103° con 88 (+16), e Leonardo Bellini, 112° con 90 (+18).

Il Trofeo delle Nazioni è stato conquistato da Germania 1 con 160 (+18) colpi, che ha preceduto Svizzera 1 (164, +20) e Italia 1 (Migliozzi, Soldati, Bellini), stesso score ma terza piazza per punteggio scartato più alto. In sesta posizione con 167 (+23) Italia 2 (Castagnara, Manzoni, Matsui). Hanno accompagnato il team gli allenatori Giovanni Gaudioso e Giorgio Grillo.

Nel French International Lady Juniors’ Amateur Championship, svoltosi sul percorso del Golf de Saint Cloud (par 71) a Garches in Francia, la Iturrios ha deluso le speranze francesi sconfiggendo nella finale del Trophée Esmond (in gara le prime 32 in qualifica) Agathe Laisne per 4/2. La spagnola era giunta all’atto conclusivo battendo per 3/2 la connazionale Ana Pelaez e la Laisne aveva avuto ragione della svedese Elin Esborn per 5/4. Si è giocato anche per il Trophée Claude Roger Cartier (al quale sono state ammesse le prime 16 giocatrici nate dal 1997 in poi classificate dopo il 32° posto in qualifica) dove si è imposta la francese Mathilda Cappeliez, che ha travolto in finale la svedese Julia Engstrom per 9/7.

Due le azzurre che hanno superato la qualificazione, Lucrezia Colombotto Rosso e Carlotta Ricolfi, entrambe uscite dopo due turni di match play. La prima, 21ª con 147 colpi (73 74, +5), ha disputato il Trophée Esmond. Dopo essersi liberata per 2/1 dell’olandese Dewi Weber ha trovato sulla sua strada proprio Nuria Iturrios, che comunque si è dovuta impegnare a fondo per avere partita vinta (2/1). Carlotta Ricolfi, 47ª con 151 (76 75), ha preso parte al Trophée Claude Roger Cartier dove ha eliminato la ceca Frantiska Lunackova per 4/3 e poi anche lei ha dovuto cedere il passo alla vincitrice, Mathilda Cappeliez, dopo un incontro molto equilibrato (1 up).

Al termine delle 36 buche di qualifica ha avuto il numero uno nel tabellone dei match play con 142 colpi (par) la francese Anne-Charlotte Mora, che ha preceduto nell’ordine la svizzera Albane Valenzuela, le transalpine Emma Grechi e Anyssia Herbaut e la ceca Marie Lunackova, tutte con 143 (+1). Sono uscite Virginia Elena Carta, 40ª con 150 (74 76, +8), Martina Flori (73 78) e Ludovica Farina (73 78), stesso 151 della Ricolfi, Angelica Moresco, 72ª con 154 (77 77, +12), Emilie Alba Paltrinieri, 105ª con 158 (80 78, + 16), Arianna Scaletti (78 85) e Ludovica Scandroglio (87 76), 122.e con 163 (+21), e Carolina Caminoli, 127ª con 168 (83 85, +26).

Il Trofeo delle Nazioni è andato a Spagna 1 (287 – 140 147, +3) con lieve vantaggio su Svizzera 1 (290, +6) e su Francia 1 (291, +7) Al sesto posto Italia 1 (Carta, Ricolfi, Flori) con 298 (147 151, +14) e al 20° Italia 2 (Moresco, Caminoli, Scaletti) con 317 (155 162, +33). Con le azzurre l’accompagnatore Stefano Sardi e l’allenatore Roberto Zappa.