Iniziativa: Vetrine d’artista – sede BPER Banca, corso Italia, n. 10 a Savona
Espongono: MARIELLA TISSONE E FLAVIO FERRARIS
Periodo: dal 4 settembre al 30 ottobre 2026
Inaugurazione/apertura delle mostre: 4 settembre 2026, ore 10.00
Curatore: Dr.a Silvia Bottaro, presidente Associazione “Aiolfi” no profit, Savona e critico d’arte
Motivazione (a cura di Silvia Bottaro)
La BPER Banca ha concesso, sempre gratuitamente, l’uso di n. 4 vetrine collocate nel Palazzo della sua sede centrale in Savona, corso Italia, 10, agli Artisti, associati “Aiolfi” che potranno esporre (in due vetrine per ogni Artista inserito nel programma annuale) per due mesi.
Dal 4 settembre al 30 ottobre 2026 si potranno osservare le opere di
*** Mariella TISSONE, dopo l’addio alla vita lavorativa, si dedica appieno alle sue passioni: teatro e pittura. Il suo motto diventa “Una vita a colori fino all’ultimo minuto” e di colore e materia sono intrise le sue opere che spaziano tra “l’informale” e il “raffigurativo informale” e per le quali sperimenta continuamente nuove tecniche. “Il sogno affiora tra le pennellate lasciando intravedere una forza gestuale piena di vigore: le aspirazioni, sembra dirci l’artista ,vanno vissute consapevolmente, gli slanci vitali assecondati. Mariella Tissone usa l’arte per indagare ciò che sa di possedere: un’ardente passione per la vita (F. Bogliolo, studiosa e critica d’arte). Un tema molto caro alla Nostra sono le vele che solcano il mar ligure: colori accesi, rossi esplosivi, vitalità, tensione della gara come fosse una regata con gesti vibranti e pathos molto originale.
*** Flavio FERRARIS, si esprime con opere informali ricche di ricerca sulla combinazione di pigmenti (accesi, poetici, stridenti, feroci) con giochi, quasi pirotecnici, nelle combinazioni che solo apparentemente possono apparire, a un occhio distratto, occasionali ma che, invece, sembrano essere supportate da una grammatica originale che crea una stesura del testo pittorico accattivante, quasi un “mémoire” molto personale, pressochè una evocazione orale. Ferraris ci mostra un “cammino” che non è solo individuale. Appaiono vortici, nubi, aquiloni, danze e coreografie aeree, dialoghi silenti, geografie di terreni paludosi… e così via, lasciando all’osservatore il gioco, se vuole, di identificare e, quindi, di immedesimarsi con il gesto libero e originale dell’autore.







