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WWF: ad Albenga il rilascio in natura di 10 testuggini palustri

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WWF - Albenga rilascio di 10 testuggini palustri (WWF Italia)

Oggi ad Albenga il rilascio in natura di 10 testuggini palustri. Sono stati 10 i giovani individui, riprodotti e allevati in ambiente controllato, rilasciati questa mattina presso le aree Natura2000 IT1324909 “Torrenti Arroscia e Centa” e IT1324896 “Lerrone – Valloni”. Gli esemplari, di circa 2 anni di età, hanno una marcatura di identificazione e un microchip che consentiranno ai ricercatori di individuarli nei prossimi anni nelle fasi di monitoraggio periodico.

All’evento di rilascio erano presenti i rappresentanti degli enti e delle realtà impegnate nella conservazione di questa specie – WWF, Associazione Emys Liguria, Provincia di Savona, Pro Natura Genova, Università di Genova, Fondazione Acquario di Genova e Acquario di Genova-Costa Edutainment spa, ARPAL, Regione Liguria – oltre a tre classi della Scuola Primaria di Leca d’Albenga e alla classe 2 A del Liceo Classico, Scientifico e Sportivo Martin Luther King di Genova.

Il rilascio delle Emys è stata l’occasione per inaugurare due nuove aree create grazie al progetto Ri-Party-Amo del WWF Italia e al progetto LIFE URCA PROEMYS.

Il progetto Ri-Party-Amo, nato dalla collaborazione tra Intesa Sanpaolo, Jova Beach Party e WWF Italia, si pone l’importante obiettivo della coesistenza e della valorizzazione di aree ad alto valore naturale. Ad Albenga, nei pressi della confluenza Neva-Arroscia, è stato realizzato un intervento di ripristino ambientale attraverso la riapertura di una ex cava interrata, dalla quale è stata ricavata una zona umida di circa 3000mq.

A questa area si aggiunge un nuovo stagno, di circa 600 metri quadri, realizzato dal progetto LIFE URCA PROEMYS presso l’Oasi WWF “I Valloni” a Villanova di Albenga. Al momento sono già state osservate le prime ovature di Rana dalmatina e ci si aspetta a breve di vedere le prime testuggini crogiolarsi al sole.

La collaborazione tra i due progetti LIFE URCA PROEMYS e RI-PARTY-AMO rappresenta un esempio virtuoso e un passo fondamentale per la conservazione della testuggine palustre ingauna e per la protezione e il recupero delle ultime zone umide della Liguria occidentale.

Coordinato da WWF Italia, il progetto URCA PROEMYS è cofinanziato dall’Unione Europea attraverso lo strumento LIFE e vede la partecipazione di 7 partner italiani – Università degli Studi di Firenze, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Costa Edutainment con particolare riferimento all’Acquario di Genova, Università di Pisa, Centro Studi Bionaturalistici Srl, Parco Lombardo Valle del Ticino, Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Centrale – e 2 partner sloveni – Soline Pridelava Soli d.o.o e Javni Zavod Krajinski Park Ljubljansko Barje.

Il progetto ha l’obiettivo di migliorare lo stato di conservazione della testuggine palustre autoctona in Italia e Slovenia, mantenendo la diversità genetica delle popolazioni esistenti.

Gli esemplari rilasciati appartengono alla sottospecie Emys orbicularis ingauna, originaria del territorio ingauno, ma ritenuta virtualmente estinta fino agli anni ‘90 a causa delle fortissime alterazioni subìte dal suo habitat naturale a partire dagli anni ’60.

Dalla fine degli anni ’90 sono state avviate azioni per la sua conservazione che ha portato anche alla descrizione della nuova sottospecie, unico vertebrato esclusivo della Liguria. Nel 2001 grazie alla collaborazione tra importanti istituzioni viene realizzato, in un terreno di 150 metri quadrati messo a disposizione dalla Comunità Montana “Ingauna”, il Centro Emys di Leca d’Albenga con l’obiettivo di reintrodurre Emys orbicularis ingauna nella sua zona di origine e nel 2008 avviene il primo rilascio in natura di 10 esemplari di testuggine riprodotti in ambiente controllato in due diversi siti appositamente preparati in aree protette nelle zone di origine di questi animali.

Il Progetto LIFE URCA PROEMYS prosegue e incrementa le azioni a favore della sopravvivenza delle popolazioni di testuggine palustre europea in Italia e Slovenia attraverso il potenziamento di 7 centri di riproduzione in Italia, tra cui quello di Leca d’Albenga, per riprodurre esemplari di Emys orbicularis da rilasciare in almeno 13 siti oggetto di intervento, tra i quali quelli presenti nel territorio ingauno.

Le attività di ripopolamento saranno attuate con grande rigore scientifico e saranno effettuate indagini genetiche preventive al fine di garantire l’integrità e la vitalità delle popolazioni e conservare la diversità genetica delle popolazioni autoctone di Italia e Slovenia.

Altra azione importante del Progetto LIFE riguarda il miglioramento delle condizioni degli habitat naturali dove vive questa specie con progetti di ripristino in almeno 30 siti selezionati in Italia e Slovenia. Un recupero ambientale che favorirà anche la conservazione di altre specie minacciate di rettili e anfibi.

Saranno portate avanti anche attività di informazione e sensibilizzazione del largo pubblico con l’obiettivo di informare sui comportamenti corretti da utilizzare in contesti naturali protetti e disincentivare il rilascio in territori non propri di specie aliene che costituiscono una grave minaccia per le specie autoctone presenti.

Emys orbicularis

La testuggine palustre europea Emys orbicularis (L.) è una specie di testuggine presente in un ampio areale di distribuzione: Europa meridionale, occidentale e centrale, Asia occidentale e nord Africa.

Il suo habitat è costituito da ambienti umidi come stagni, laghi, fiumi e paludi. Ha una dieta mista erbivora e carnivora.

La diversità tra i sessi è evidente: i maschi adulti sono sempre di dimensioni minori rispetto alle femmine, con carapace meno rilevato rispetto a queste e piastrone concavo e nettamente più corto rispetto alla lunghezza del carapace, mentre nelle femmine è piatto e di lunghezza pari o (raramente superiore) a quella di quest’ultimo. Seleziona ambienti terrestri aperti e con terreno morbido per la nidificazione. La maturità sessuale è raggiunta a 5-6 anni di età nei maschi, mentre possono essere necessari anche 10-15 anni per le femmine. Esse depongono in media 7-8 uova per covata e coprono il nido con il terreno scavato prima di abbandonarlo. La maggior parte dei giovani emergono dopo 90-100 giorni di incubazione, ma nei casi di riproduzioni tardive i piccoli ibernano nel suolo all’interno del nido e fuoriescono all’inizio della primavera successiva quando le condizioni sono più favorevoli.

Comparata con molti altri rettili e anfibi, questa specie ha una aspettativa di vita relativamente lunga. La mortalità, tuttavia, è molto alta per i neonati, a causa dell’alto numero di predatori

Le minacce principali alla sua sopravvivenza sono, in aggiunta all’alterazione, alla frammentazione e alla distruzione degli habitat naturali, la presenza di specie di testuggini palustri aliene, il disturbo e la predazione di uova e giovani individui, la perdita di identità genetica delle popolazioni nei vari territori e, ad oggi, l’assenza di piani e di un forte coordinamento delle azioni per la sua conservazione.