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Regionali Liguria, Pellerano (Liguria Libera): “Il futuro è nei giovani: servono politiche concrete per il rilancio dell’occupazione”

«Il flop di Garanzia Giovani, la disoccupazione giovanile che ha sfondato il tetto del 47% in Liguria, ben 4 punti percentuali sopra la media nazionale, la crescita negli ultimi sei anni del 7,5% di giovani che né lavorano né studiano, la dispersione scolastica più elevata dell’intero Nord Ovest sono i dati che dimostrano il totale fallimento della giunta Burlando-Paita nel restituire alle ragazze e ai ragazzi una speranza di futuro a Genova e in Liguria».

Così Lorenzo Pellerano, candidato della Lista Civica Liguria Libera per la circoscrizione di Genova e provincia alle Regionali, a margine dell’incontro organizzato con un gruppo di studenti liguri nel proprio Point elettorale di via Luccoli.

«Nel confronto con tanti ragazzi ho trovato l’entusiasmo di una generazione che è consapevole che la strada sarà in salita ma non intende rassegnarsi – dice Pellerano – Negli ultimi anni le istituzioni hanno riconosciuto ai ragazzi un ruolo da protagonisti solo durante le emergenze, quando si sono attivati spontaneamente per spalare fango e risollevare le realtà colpite. Non è giusto, in una società sana la generazione under 35 deve essere protagonista anche fuori dalle emergenze: è quella che ha più energia, le idee più fresche e il sorriso sulle labbra. Durante l’incontro, sono emersi spunti interessanti: molti dei giovani che oggi studiano qui vorrebbero non essere costretti a lasciare la propria città per trovare un lavoro all’estero, se non per scelta. Oggi invece molti di loro non hanno alternativa, data la quasi totale assenza di opportunità occupazionali nella nostra regione, a trasferirsi all’estero o in altre città del Nord Italia. Per invertire la tendenza attuale occorre creare un canale di dialogo più stretto tra il mondo della formazione, della ricerca e dell’università con le imprese del nostro territorio. Ma non solo: è indispensabile gettare le basi per rendere la Liguria un territorio attrattivo partendo soprattutto dalle infrastrutture e dall’efficientamento dei collegamenti che oggi costituiscono un enorme ostacolo economico per la nostra regione e per la nostra città.

Dobbiamo inoltre portare la Liguria all’altezza degli standard europei. In base agli ultimi dati Eurostat e del ministero del Lavoro, in Italia i giovani under 25 impegnati in un percorso formativo scolastico o lavorativo sono il 63,7% della popolazione di riferimento. Ma solo il 2,2% della popolazione di riferimento è in formazione e nello stesso tempo occupato: il grado di integrazione tra il mondo del lavoro e la formazione risulta così di gran lunga inferiore al 13% della media Ue. Basti pensare che in Italia su 100 giovani in formazione solo il 3,5% è occupato, mentre in Germania il rapporto sale al 36,2%, al 33,5% nel Regno Unito e al 17,8% in Francia. Certamente su questi temi è indispensabile l’intervento diretto del governo, ma anche la Regione molto può fare. In realtà, come spesso ho denunciato, avrebbe già potuto fare molto in questi anni. Penso ai ritardi sulla promozione del Progetto Garanzia Giovani che dal 2014 può contare su una dotazione finanziaria per la Liguria di ben 27 milioni di euro per l’occupazione under 30, fondi che la Giunta Burlando pare intenda utilizzare anche per servizi prestati in passato mentre l’emergenza è oggi. Penso anche ai 57 milioni di fondi  statali 2007 – 2013 disponibili per progetti di innovazione e ricerca, di cui a fine 2013 neppure un euro era stato speso, benché per tale periodo fossero previsti investimenti su Erzelli, Distretto delle Tecnologie Marine, poli universitari e altri programmi di ricerca e l’innovazione. Soldi che avrebbero facilitato opportunità di occupazione, crescita professionale, trasferimento tecnologico, nascita di nuove imprese, possibilità di costruirsi un futuro migliore.  Il governo ligure non è stato capace di spendere quel che aveva previsto, sprecando così la possibilità di creare occupazione. Ora è giunto il momento di invertire la tendenza e puntare sui giovani che costituiscono il futuro della Liguria. Anche attraverso la mia attività politica in questi anni, dalla Circoscrizione alla Regione, ho dimostrato che la generazione degli under 35 è assolutamente in grado di competere con i “più grandi” e di dire la propria, spesso anche di dimostrare di avere ragione».