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Tom Mueller e Andrea Casero vincono il Premio Rebora 2015

Tom Mueller per la sezione Autore con Extraverginità.

Il sublime e scandaloso mondo dell’olio d’oliva, EDT, Andrea Casero come Giovane Ricercatore con la tesi di laurea triennale “Ristorazione spaziale: storia, esperienze, nuove tecnologie e sviluppi per una moderna ristorazione” e Carlo Petrini per la Carriera, hanno ricevuto il Premio Giovanni Rebora 2015, nato per onorare la memoria e l’opera dello studioso genovese, docente di Storia dell’Economia e dell’Alimentazione.
La cerimonia di premiazione è andata in scena martedì 16 maggio presso lo storico ristorante Manuelina di Recco, promotore dell’iniziativa in collaborazione con Federico Rebora, figlio di Giovanni. A decretare i vincitori, tra le opere finaliste selezionate dal Comitato Organizzatore, è stata la Giuria presieduta da Paolo Lingua, Presidente del Comitato Organizzatore, giornalista e scrittore e Gianni Carbone, Patron del ristorante “Manuelina” di Recco.
Anche quest’anno tre sono state le categorie di premio: quello rivolto all’Autore di un’opera sulla storia, letteratura, costume ed economia connesse alla gastronomia e alla civiltà della tavola, al Giovane Ricercatore autore della miglior tesi di laurea, incentrata sui medesimi temi e il premio “alla Carriera”.
Grande l’emozione per la consegna del prestigioso riconoscimento alla Carriera a Carlo Petrini per l’eccezionale percorso umano e culturale. Da sempre impegnato nella valorizzazione del cibo come patrimonio universale dell’umanità, assieme all’amico Giovanni Rebora tra gli ideatori di Slow Food, Petrini ha sempre manifestato interesse ed ammirazione per l’impegno del Premio condividendone i valori. «Sono particolarmente commosso nel ricevere questo riconoscimento – ha raccontato Petrini – non solo per il prestigio ma anche per la sentita amicizia che mi univa a Giovanni Rebora. Il mio ricordo di U Professu è legato soprattutto alla fondazione di Slow Food perché è stato uno dei testimoni iniziali della nostra avventura e ha stretto uno straordinario legame con me in particolare e con tutto il movimento. Una persona di grande umanità e intelligenza»
Vincitore della IV edizione del premio Rebora 2015, sezione autore, è risultato, con Extraverginità. Il sublime e scandaloso mondo dell’olio d’oliva, EDT, l’americano Tom Mueller, che da anni vive in Liguria. Giornalista freelance che collabora con alcune delle più prestigiose testate internazionali tra cui New Yorker, New York Times e National Geographic. Laureato ad Harvard e con un dottorato in Storia medievale a Oxford, Tom Mueller è diventato uno dei massimi esperti internazionali di olio d’oliva da quando nel 2007 la rivista New Yorker gli affidò uno scottante reportage sul mondo oleicolo. Extraverginity ha ottenuto uno straordinario successo nei paesi anglosassoni ed è stato tradotto in molte lingue.

Anche per la IV edizione un premio ai “Giovani Ricercatori”, per onorare il sentimento di grande passione che U Prufessu ha sempre cercato di trasmettere alle nuove generazioni. «Questa sezione, divenuta ormai tradizione del Premio Giovanni Rebora – ha dichiarato Federico Rebora – mi riempie di orgoglio perché rappresenta i valori che mio padre diffondeva ai suoi amati studenti. Un Premio per un giovane ricercatore era da tempo nei miei pensieri, grazie a Gianni Carbone ed alla sua famiglia è diventato realtà».
Vincitore della sezione “Giovane Ricercatore” è risultato Andrea Casero di Arese (Mi) con la tesi di laurea triennale “Ristorazione spaziale: storia, esperienze, nuove tecnologie e sviluppi per una moderna ristorazione” relatore prof. Antonio Montanari. Casero ha ricevuto un assegno del valore di mille euro devoluto da Manuelina, grande sostenitrice della valorizzazione dei giovani e del loro impegno nella ricerca.
Sulla scia dei valori che il Premio Giovanni Rebora, da ormai quattro edizioni, si impegna a veicolare e resi quest’anno ancora più intensi perché intrecciati all’attenzione mediatica mondiale sul tema dell’alimentazione di Expo 2015 e al riconoscimento a Carlìn Petrini, è stata lanciato per questa quarta edizione un concorso sul web: “Una Ricetta per la Biodiversità”. Il contest era dedicato al meraviglioso mondo dei food blogger, invitati a ideare e postare sul proprio blog una ricetta dedicata al tema della Biodiversità, utilizzando almeno un Presidio Slow Food Italiano proprio per esaltare i valori condivisi dal Premio Rebora e da Carlo Petrini. Vincitrice del concorso è risultata Valentina Scarnecchia, food blogger e giudice della trasmissione televisiva Cuochi e Fiamme, con la ricetta “Pappardelle di grano Khorasan cacio e pepe con bottarga di muggine su letto di pesto di Pistacchi verdi di Bronte”. Il piatto è stato cucinato durante la serata di Premiazione.
I vincitori, come da tradizione, hanno ricevuto un ‘testo’ in rame (la tipica teglia nella quale si usa cuocere la focaccia col formaggio di Recco) con incise le motivazioni del Premio. Non è un caso che sia stato scelto come riconoscimento proprio un simile oggetto; in questo modo, attraverso un simpatico gioco di parole, si ricorda non solo la teglia legata alla tradizione culinaria genovese, ma anche il ‘testo’ letterario.