
Risale al 1892 ed è il primo esemplare documentato di Sciacchetrà imbottigliato. Scoperta per caso, circa un anno fa, in un anfratto della cantina dell’ex sindaco di Bonassola, Andrea Poletti, la bottiglia di Sciacchetrà sarà presentata da Coldiretti Liguria sabato 27 giugno, alle 11,30, a Expo, nel padiglione dell’associazione nazionale che, per la settimana in corso, ospita la rappresentanza ligure.
«Si tratta non solo di una bottiglia di grande valore economico, quantificabile in diverse migliaia di euro – spiega Davide Zoppi, presidente dell’azienda agricola Ca’ du Ferrà di Bonassola, che ha prelevato un anno fa la bottiglia – ma anche di una testimonianza di come questo antica produzione vinicola, tipica delle Cinque Terre, possa avere messo le prime radici proprio a Bonassola oltre 123 anni fa». Secondo alcune ipotesi, la bottiglia potrebbe essere un ricordo dell’Esposizione colombiana genovese del 1892 (si tenne nell’area delle attuali piazza Verdi-piazza della Vittoria). In quell’occasione era presente una Galleria dei vini con 160 espositori; due di loro presentarono esclusivamente “vini delle Cinque Terre” a dimostrazione del successo dei prodotti enologici di quell’area già ben oltre un secolo fa.
La bottiglia varcherà oggi i cancelli di un’altra Expo, quella universale di Milano. Viaggerà con adeguate misure di imballaggio e sicurezza, e sarà “testimonial” della manifestazione insieme all’intera produzione dello Sciacchetrà che, proprio per l’occasione, sarà presentata al pubblico.
Lo Sciacchetrà viene prodotto nell’area compresa tra Levanto e Monterosso. Qui, le aziende della Cooperativa Agricoltori della Vallata di Levanto, che conta circa 250 soci di Bonassola, Framura, Levanto e Monterosso, con circa 2 mila bottiglie di vino all’anno. «Una produzione di nicchia – commenta Zoppi – ma di grande qualità ed estremamente tipica del nostro territorio. Per mantenere vivi questi e altri prodotti agricoli, che rappresentano anche una grande attrattiva per chi viene a visitare la Liguria dall’estero, è fondamentale il ricambio generazionale. Proprio per questo, insieme alle altre aziende della Cooperativa, stiamo cercando di sviluppare tra i nostri giovani il senso di appartenenza al territorio, l’attaccamento verso l’agricoltura e la volontà di recuperare i terreni incolti per trasformarli in attività economiche e che portino ricchezza».







