La seduta odierna
Minuto di silenzio per le vittime della nuova scossa di terremoto in Emilia.
Il presidente del Consiglio regionale Rosario Monteleone, dopo aver appreso del nuovo drammatico terremoto che ha colpito l’Emilia, ha chiesto all’Assemblea legislativa di osservare un minuto di silenzio per le nuove vittime del sisma.
Salvaguardia del consumo di uova di produzione locale
Francesco Bruzzone (lega nord Liguria-Padania) ha illustrato una interpellanza con la quale ha chiesto alla giunta di facilitare il percorso burocratico per i prodotti liguri di uova fresche e di tutelare la salute dei cittadini, imponendo la tracciabilità chiara per l’uso di uova in polvere e uova pastorizzate usate dai vari artigiani produttori di generi commestibili. Ha infine chiesto alla giunta di impegnarsi per un sostegno informativo sui prodotti locali. Bruzzone ha dichiarato: «A causa dell’eccessivo uso di uova in polvere di provenienza cinese o uova pastorizzate, prodotti la cui tracciabilità è tutt’ora da definire, rischiano di scomparire anche gli ultimi produttori di uova in Liguria. Ciò è dovuto – ha spiegato – ai bassi costi di questi prodotti derivati, contrapposti ai mille vincoli burocratici che incidono sui nostri produttori, rendendo i costi commercialmente non competitivi».
Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute, Claudio Montaldo, il quale ha innanzitutto sottolineato che viene tenuta alta l’attenzione da parte della autorità sanitarie competenti «In particolare nel settore della sanità marittima – ha detto – visto che i punti di arrivo di questi prodotti provenienti dall’estero sono in prevalenza le strutture portuali». Montaldo ha sottolineato che lo sforzo, attraverso puntuali controlli, delle autorità sanitarie competenti è verificare che siano garantita la tracciabilità del prodotto. Ha quindi evidenziato l’impegno che viene compiuto dalla Regione «per garantire supporto alla produzione locale, in Liguria portata avanti da piccole e piccolissime aziende, in modo che le uova liguri garantiscano sicurezza, anche contro il rischio salmonellosi, e igiene». Per raggiungere l’obiettivo, più che la via del controllo, come ha sottolineato Montaldo, è stata scelta quella del «supporto alla produzione locale, anche con azioni informative, relative, ad esempio all’alimentazione degli animali. Per garantire questo supporto abbiamo attivato una collaborazione tra l’assessorato regionale alla salute, quello all’agricoltura e le associazioni di categoria».
Bruzzone ha giudicato positiva l’attenzione al problema, ma resta perplesso sulle uova e i suoi derivati provenienti dall’estero, ed in particolare dalla Cina, per i quali, ha sottolineato, è assai difficile verificarne l’effettiva garanzia, tenuto conto che un ruolo importante viene giocato dall’alimentazione degli animali.
Carenza di posti letto negli ospedali del ponente
Alessio Saso (Pdl) ha presentato una interpellanza in cui ha denunciato che «a causa della ormai carenza cronica di posti letto nei tre presidi ospedalieri imperiesi, la direzione aziendale ASL 1 parrebbe aver disposto di accelerare le dimissioni e di ridurre i ricoveri programmati per lasciare posto alle urgenze del pronto soccorso». Secondo Saso tali disposizioni «potrebbero trovare giustificazione per i momenti di particolare urgenza, ma non per l’attività ordinaria, che vede proprio la mancanza di disponibilità di letti ripercuotersi sulle liste di attesa dei ricoveri programmati, con gravi disagi per l’utenza» e ha ricordato che il presidio di Sanremo dispone di un intero piano con 8 posti letto (l’ex otorino), chiuso da diversi mesi, mentre i reparti di medicina hanno ridotto i posti letto per carenza di organico. Il consigliere ha chiesto, quindi, alla Giunta come intenda intervenire per eliminare questi disagi, invocando un segnale di buona volontà per questa Asl.
L’assessore alla salute, Claudio Montaldo ha replicato: «Dobbiamo tenere botta. Il nostro obiettivo quest’anno è arrivare in fondo al 2012 senza dover modificare l’imposizione fiscale e per fare questo dobbiamo agire su tutti gli elementi a disposizione: il personale è uno di questi. Concediamo le autorizzazioni alle assunzioni soltanto per l’emergenza, contemporaneamente si cerca di garantire il più possibile i servizi, ma bisogna mandare avanti i processi di riorganizzazione forti, che devono essere risolutivi. L’apporto che si chiede all’ Asl 1 quest’anno è modesto rispetto ad altre aree, siamo già vicini alla soglia prevista. Complessivamente dobbiamo recuperare diverse decine di milioni per raggiungere l’equilibrio. Alla Asl 1 si potrà ancora chiedere un ulteriore sforzo di un milione – un milione e mezzo, circa. Il resto riguarderà l’area del genovese e del savonese. Ma lo ribadisco: voglio venga salvaguardata l’emergenza. Non si possono fare decine e decine di assunzioni perché non ci sono le risorse sufficienti».
Saso ha ribadito l’emergenza della Asl 1 ed ha pertanto invitato l’assessore a rivedere la sua posizione e a verificare se c’è la possibilità di dotarla di qualche infermiere in più, a suo avviso necessario per sopperire ad una reale emergenza.
Trasferire l’ortopedia di Recco nell’ospedale di Rapallo
Ezio Armando Capurro (Noi con Claudio Burlando) ha presentato un’interpellanza alla giunta per conoscere quali iniziative intenda intraprendere per migliorare la funzionalità del reparto di ortopedia dell’ospedale di Rapallo. Ha sottolineato il consigliere: «Rapallo doveva diventare, secondo quanto previsto, un centro ortopedico di eccellenza per frenare le fughe. Si parlava, lo ricordo, dell’arrivo nel nosocomio dell’equipe diretta dal dottor Federici» e ha aggiunto: «Chiedo di conoscere il quadro sulla copertura di organici dell’ortopedia di Rapallo e degli interventi effettuati nell’ultimo anno. Chiedo, in particolare, se ci sono tassi di crescita sul numero degli interventi. Possiamo sperare su copertura più puntuale dell’organico? Mi giungono, infatti, notizie di sale operatorie solo parzialmente utilizzate».
Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute, Claudio Montaldo: «Non ci è stata chiesta nessuna integrazione. Le sale operatorie sono pienamente utilizzate, tutte le mattine e un paio di pomeriggi, ma resta spazio per un ulteriore sviluppo dell’attività. Vorrei, infatti, fossero utilizzati gli spazi anche in altri pomeriggi ed il sabato mattina». Ha quindi spiegato che il trend, per quanto riguarda il numero degli interventi è in crescita. E questo, tenendo anche conto degli interventi effettuati precedentemente da presidi della zona che, intanto, sono stati chiusi. Si è così passati da 3929 interventi del 2010 ai 4243 del 2011 e ai 1547 del 2012. Montaldo ha sottolineato la necessità che dalle strutture di ortopedia della Asl 4 alcuni interventi vengano dirottati su Rapallo, per contribuire così a snellire le liste d’attesa e le fughe.
Capurro nella replica ha sottolineato la necessità di far decollare anche il reparto di dialisi.
Convenzione annuale Regione-Villa Azzurra
Roberto Bagnasco (Pdl) ha presentato una interpellanza con la quale, dopo aver ricordato che la convenzione tra la Regione Liguria e “Villa Azzurra” di Rapallo è stata rinnovata per un solo anno e che «tale scelta rischia di mettere in crisi una struttura che ha oltre 115 dipendenti e avrà gravi ripercussioni sui servizi sanitari della regione per l’aumento di fughe verso altre regioni nel settore della cardiochirurgia»., ha chiesto alla Giunta i motivi «che hanno portato alla firma della convenzione annuale con “Villa Azzurra” e come la Giunta intenda giustificare le gravi e negative ripercussioni sul personale della struttura e sui cittadini che rischiano, di perdere fra breve un importantissimo servizio sanitario di cardiochirurgia». Bagnasco ha sottolineato, infatti, che più di 400 liguri ogni anno vengono operati in ospedali non regionali, con una spesa per il Servizio sanitario regionale di un milione di euro e ha chiesto «la reale intenzione del presidente Burlando e dell’assessore Montaldo di prendere in considerazione e favorire l’eventuale interessamento del privato, che potrebbe inserirsi nella gestione dell’ex ospedale di Santa Margherita Ligure, per garantire la doverosa risposta sanitaria a questa cittadina». Ha concluso Bagnasco: «Non si capisce per quale ragione non si possa fare una convenzione per più anni con Villa Azzurra».
Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute, Claudio Montaldo: «C’è una profonda differenza tra l’attività svolta dal San Martino e quella di Villa Azzurra: quest’ultima è dedicata soltanto all’attività elettiva. – ha premesso – Villa Azzurra si occupa di casi che possono essere preventivamente studiati ed hanno pertanto indici di complessità più bassi, rispetto a quelli trattati al San Martino che opera 24 ore al giorno, per l’ emergenza. Si tratta, purtroppo, molto spesso di pazienti in condizioni disperate. Complessivamente il numero degli interventi, per quanto riguarda la cardiochirurgia è di circa 1400-1450 all’anno. In discesa, grazie soprattutto al servizio di emodinamica e all’utilizzo di tecniche meno invasive rispetto a quelle tradizionali. Gli interventi di cardiochirurgia sono così ripartiti: circa 300 a Villa Azzurra, 670 a San Martino e 4-500 fuori regione. Significativo il numero dei pazienti spezzini che ricorrono all’ospedale di Massa, molto vicino». Ha quindi precisato: «Ci siamo dati un obiettivo: portare San Martino a mille interventi l’anno, una cifra sfiorata, ma mai pienamente raggiunta. Per farlo occorrono due condizioni: il rinnovo delle sale operatorie, degli spazi di degenza e l’assunzione di due primi operatori formati. Stiamo cercando i necessari finanziamenti». E’ quindi entrato nel dettaglio degli indirizzi della nuova convenzione con Villa Azzurra: «E’ stata ridotta la cifra a disposizione di Villa Azzurra, passando da 10,3 milioni di euro a 8,3 milioni. – ha detto – Si potrà incrementare del venti per cento se la struttura collaborerà attivamente nella riduzione delle fughe. La verifica sarà fatta a consuntivo». Montaldo ha chiarito che si tratta di un contratto annuale, rinnovabile fino a tre.
Polemico Bagnasco che ha criticato l’utilizzo parziale, a suo avviso non completo, delle potenzialità di Villa Azzurra da parte della Regione.
Mancanza di ortopedici nelle strutture spezzine
Luigi Morgillo (Pdl) ha illustrato un’interrogazione con la quale ha chiesto alla giunta come intenda intervenire per sopperire alla mancanza di specialisti ortopedici e più in generale medici presso le strutture sanitarie spezzine. Morgillo ha chiesto, inoltre, «se risulta vera la notizia secondo la quale un medico ortopedico, che rientrava in servizio da una aspettativa concessa per motivi politici istituzionali, è stato assegnato a compiti amministrativi anziché ai reparti sanitari o agli ambulatori carenti di personale».
Per la giunta ha risposto Claudio Montaldo, assessore alla Salute, politiche della sicurezza dei cittadini: «Nella Asl spezzina c’è una sofferenza generale ed in particolare di medici ortopedici. Abbiamo difficoltà a garantire il trend di assunzioni, di sostituzioni per persone che lasciano l’incarico per raggiunti limiti di età. E’ una difficoltà dovuta alla sostenibilità economica. Per garantire ai dipendenti le ferie estive, la Asl cinque ha disposto un periodo di sospensione per alcune settimane delle attività elettive. Viene garantita l’attività assistenziale e la traumatologia, ovviamente». Ha quindi aggiunto: «Per quanto riguarda il medico rientrato in servizio dopo cinque anni di inattività, è stato assegnato a compito di direzione delle strutture, di direzione sanitaria. E’ evidente che si tratta di una misura che avrà, immagino, carattere transitorio. Dopo cinque anni di assenze di un medico dall’attività chirurgica diretta, si può presentare qualche problema nella ripresa in sala operatoria e può essere necessario un periodo transitorio, prima di ritornare all’attività svolta precedentemente. Obiettivo, questo, che credo l’Asl e lo stesso medico vogliano traguardare».
Morgillo si è detto insoddisfatto ed ha accusato l’assessore di dare risposte burocratiche. «L’assessore conferma il fatto che mancano medici ortopedici, ma in passato, quando la Regione ha deciso di chiudere alcuni reparti e in campagna elettorale, lo stesso Montaldo ha promesso che sarebbe stato potenziato il servizio di ortopedia a Sarzana. Lo stesso servizio, invece, chiuderà i battenti, non per alcune settimane, ma per mesi, da giugno a settembre, con conseguenze che si ripercuoteranno anche sull’ospedale della Spezia, dove aumenteranno le liste d’attesa. A fronte delle promesse dell’assessore, si aggiunga anche il fatto che due medici ortopedici sono andati via nel 2011 e altri due andranno via nel 2012. L’Asl chiede deroghe per assumere, ma non vengono concesse. Per quanto riguarda invece il medico ortopedico rientrato dopo cinque anni – si tratta di un ex amministratore che ha terminato il mandato – in ballo non c’è solo il cambio di mansione, ma una promozione: va a far parte dello staff della direzione generale. Questa non è programmazione. Non mi pare che la promozione sia il modo ideale per il reinserimento. Per il graduale reinserimento del medico, ricordo che ci sono carenze anche nelle strutture ambulatoriali territoriali. Lo dico senza alcuna acredine personale: ho stima per la persona in questione. Sono critico sui metodi».
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Incremento dei malati di leucemia nei distretti socio-sanitari dell’ASL 4 farsela dare
Matteo Rosso (Pdl) ha illustrato un’ interrogazione sull’incremento dei malati di leucemia nei distretti socio-sanitari dell’ASL 4. «Il tema era stato affrontato in Consiglio regionale il 17 maggio 2011 grazie ad una nostra un’interrogazione – ha ricordato il consigliere – e in quella occasione l’assessore alla salute si era preso l’impegno di fornire, entro due mesi, una relazione dettagliata in merito alle possibili cause del problema».
I dati dell’Agenzia regionale sanitaria evidenziano, infatti, un incremento fra il 2001 e il 2005, nei territori dei distretti socio-sanitari 15, 16 e 17, dei casi di leucemia e dei decessi per neoplasie del sistema emolinfopoietico e leucemia. Nell’interrogazione Rosso ha chiesto al presidente della Giunta e all’assessore competente «quali siano i dati del quinquennio 2006 – 2010 relativi all’incidenza ed alla mortalità per leucemie nei distretti socio sanitari 15, 16 e 17 dell’Asl 4, dato che la relazione dell’Ars, l’Agenzia regionale sanitaria, è riferita solo al periodo 2001 – 2005».
Per la Giunta ha risposto Claudio Montaldo, assessore alla Salute, politiche della sicurezza dei cittadini: «I dati Istat disponibili si riferiscono al 2005 , quelli della Regione al 2006. I dati non suggeriscono fattori di allarme. L’assenza di aumento di incidenza di casi di leucemia nei distretti 15 e 16, la disomogeneità nei decessi per leucemie nei due sessi e l’assenza di incrementi nel numero di decessi nei periodi precedenti e successivi depongono contro l’ipotesi di un incremento reale del rischio di leucemie per una esposizione ambientale e, soprattutto, non suggeriscono una situazione di allarme specifico. I cluster di decessi osservati potrebbero quindi essere attribuibili a problemi di codifica o, molto più, probabilmente, essere puramente casuali. L’eccesso di mortalità può essere attribuito al fatto che i decessi si siano concentrati in un determinato periodo. Dal punto di vista operativo verrà mantenuto uno studio epidemiologico sull’incidenza di neoplasie del sistema emolinfopoietico che verranno forniti dal Registro Mortalità e dal Registro Tumori della Regine Liguria.
Insoddisfatto Rosso ha insistito sulla necessità di disporre di dati più recenti: Se si tratta di inquinamento ambientale occorre attivare una immediata verifica sui dati, non possiamo andare avanti con cinque o sei anni di ritardo, la invito ad una verifica per gli anni dal 2006 al 2012». Secondo Rosso, infatti, non si deve escludere che ci siano fattori di rischio ambientale: «Se così fosse – ha detto – molti cittadini sono tuttora esposti».
Possibilità di ricorrere al lavoro part time
Dopo un ampio dibattito, con 24 voti favorevoli e 4 contrari, è stata rinviata in commissione per approfondimenti una mozione sulla tutela del diritto per i lavoratori di ottenere contratti di lavoro part-time presentata dai consiglieri dell’Idv Stefano Quaini Nicolò Scialfa Maruska Piredda. La mozione ribadiva, con particolare riguardo ai dipendenti delle Asl, che l’accesso al part-time è un diritto dei lavoratori sancito da una direttiva europea recepita dall’ordinamento nazionale. Secondo Quaini – che ha illustrato il documento – invece si assiste, anche in conseguenza di disposizioni nazionali, in particolare nell’ospedale San Martino, ad una serie inadempienze e di comportamenti illegittimi che disconoscono tale diritto. A favore della mozione sono intervenuti Ezio Chiesa (gruppo Misto) che ha evidenziato la situazione della Asl 4, e Gino Garibaldi (Pdl) che ha parlato di diritto di tutti i lavoratori pubblici e privati.
Aldo Siri – Liste civiche per Biasotti presidente, Alessio Saso (Pdl) Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania) hanno richiamato ad evitare demagogie e strumentalizzazioni e a compenetrare le esigenze delle strutture e dei singoli tenendo in particolare conto le quelle delle strutture sanitarie strette fra la necessità di erogare servizi indispensabili, il blocco del tourn over e risorse sempre più scarse. Claudio Montaldo, assessore alla Salute, politiche della sicurezza dei cittadini, in particolare, ha sottolineato che il ricorso al part time verticale nelle strutture sanitarie se diffuso in condizioni di organici ridotti all’osso come quelli cui siamo obbligati dalla scarsità di risorse pubbliche rischia di bloccare servizi essenziali. Edoardo Rixi (Lega Nord) ha sottolineato le contraddizioni interne alla maggioranza.
Nascono gli accompagnatori turistici specializzati in cicloturismo ed ippoturismo
All’unanimità è stata approvata la proposta di legge avanzata dai consiglieri Pd Sergio Scibilia, Lorenzo Basso e Antonino Miceli: “Modifica alla legge regionale 23 dicembre 1999, n. 44 (Norme per l’esercizio delle professioni turistiche)”.
In base alla legge, agli elenchi regionali delle guide turistiche, delle guide ambientali e escursionistiche e degli accompagnatori turistici in cui sono inseriti coloro che hanno inviato la comunicazione di inizio attività alle competenti Province, viene aggiunta la specializzazione in cicloturismo e ippoturismo. D’ora in avanti, tale specializzazione farà parte ufficialmente del curriculum inserito negli appositi elenchi regionali.
L’accompagnatore turistico iscritto negli elenchi regionali e che esercita tale attività, potrà acquisire la specializzazione in cicloturismo ed ippoturismo attraverso un apposito corso di formazione professionale. Lo standard formativo, i contenuti minimi del corso di formazione e i requisiti per l’ammissione ai corsi e per il conseguimento della specializzazione saranno definiti dalla Giunta regionale. Gli elenchi degli accompagnatori turistici sono pubblicati annualmente sul Bollettino Ufficiale della Regione Liguria (BURL). La vacanza in bici o a cavallo sta diventando di sempre maggiore interesse per il pubblico e la Liguria, grazie al suo bellissimo entroterra e alle piste ciclabili anche recentemente inaugurate, può offrire ampi spazi a queste attività.
Eletti sei membri nell’Assemblea dell’Istituto Regionale per la Floricoltura
Pietro Sardo (indicato dal gruppo Sel), Roberto Fiumarea (PD), Luigi Marino (Noi con Claudio Burlando), Dino Rossi (Udc), con 22 voti ciascuno e Franco Castello (Lega Nord), 11 Roberto Aprosio (Pdl) 11 voti a testa sono stati eletti membri dell’Assemblea dell’Istituto Regionale per la Floricoltura (IRF) per il prossimo quinquennio. La nomina è avvenuta in base alla legge 39/2006, (Nuove norme per l’Istituto Regionale per la Floricoltura) che prevede, fra gli organi dell’Istituto, l’Assemblea, di durata quinquennale composta da sei membri nominati dalla Regione; un rappresentante di ciascun Ente pubblico partecipante; il rappresentante di ognuna delle associazioni e cooperative, sei membri designati dalle organizzazioni professionali degli imprenditori agricoli maggiormente rappresentative a livello nazionale.
L’IRF ha sede in Sanremo ed è un ente strumentale della Regione che si prefigge lo scopo di favorire lo sviluppo economico e la competitività del sistema delle imprese florovivaistiche liguri attraverso la promozione, la realizzazione ed il coordinamento delle attività di ricerca e sperimentazione. Fra i suoi compiti anche quello di favorire la valorizzazione dell’innovazione e fornire servizi specialistici nonché assistenza tecnica e tecnologica.
Aldo Siri – Liste civiche per Biasotti presidente ha obiettato: «Il candidato espresso dal gruppo Noi con Claudio Burlando non ha alcuna competenza specifica in materia agricola».
Programma triennale di sviluppo della Società dell’informazione 2012-2014
Con 18 voti a favore e 10 astenuti è stato approvato il programma triennale di sviluppo della Società dell’informazione 2012-2014
Il programma si propone quattro obiettivi strategici per il triennio 2012 – 2014:
1: infrastrutturazione del territorio per l’eliminazione del digital divid territoriale regionale.
La Regione Liguria identifica come obiettivo strategico il rafforzamento della rete di infrastrutture dispiegate sul territorio (connettività a larga banda, infrastrutture abilitanti di accesso, riconoscimento – identificazione, elaborazione, cooperazione applicativa e interoperabilità, multicanalità) per facilitare e supportare l’evoluzione in forma cooperativa dei servizi erogati dagli enti locali liguri nell’ambito di “Liguria in Rete”.
2: Attuare la completa dematerializzazione dei processi amministrativi degli Enti del sistema informativo regionale e degli Enti locali liguri sia tra di loro che con l’utenza esterna attraverso “Liguria in Rete”.
3: rafforzamento del canale digitale Web per l’erogazione dei servizi informativi, interattivi e transazionali a cittadini e ai soggetti economici assicurando il massimo livello di dematerializzazione dei flussi documentali di varia natura tra le Amministrazioni e l’utenza esterna.
4: attuare l’inclusione nella società dell’informazione attraverso la diffusione tra i cittadini ed i soggetti economici liguri degli strumenti culturali della Società dell’informazione favorendo l’alfabetizzazione digitale e l’accesso ai dati pubblici. Questo al fine di garantire la trasparenza del processo amministrativo e rendere disponibili tutti le banche dati prive di contenuti soggetti alle limitazioni normative, attraverso l’applicazione delle metodologie e delle regole degli “open data” .
Sulla base delle valutazioni effettuate il di fabbisogno finanziario previsto per attuare il programma è di 85 milioni di euro nel 2012, 72 nel 2013 e 71 nel 2014.
Alessio Saso (Pdl), annunciando la propria astensione, ha aggiunto: « E’ stato interessante l’approfondimento effettuato con l’esame di questo provvedimento perché abbiamo conosciuto la situazione di Datasiel ed è evidente che occorre invertire una tendenza affinché questa società agisca con più efficienza e efficacia, rispetto a realtà analoghe di altre regioni. Se le cose cambieranno noi potremmo anche votare a favore».
Modifiche alla legge sugli arenili
E’ stato approvato all’unanimità il Disegno di legge 209 “Modifiche alla legge regionale 28 aprile 1999 , numero 13 (Disciplina delle funzioni in materia di difesa della costa, ripascimento degli arenili, protezione e osservazione dell’ambiente marino e costiero, demanio marittimo e porti”.
Il provvedimento ha come obbiettivo garantire un servizio alla balneazione in aree decentrate con scarsa presenza di pubblici esercizi e stabilimenti balneari – attraverso il rilascio di nuove concessioni demaniali marittime per chiosco bar e per attività di deposito di attrezzature su area scoperta. Tale possibilità viene estesa anche ai Comuni che non abbiano raggiunto la percentuale del 40% di spiagge libere e libere attrezzate, secondo quanto previsto dall’art.11bis della l.r.13/1999 e s.m. Per consentire la richiesta di ampliare la gamma di servizi nelle aree in concessione, ma senza creare nuove concessioni atipiche, viene ammessa la locazione di attrezzature a supporto della balneazione, ma solo negli spazi già oggetto di concessione e senza incidere sulla quota di spiaggia libera.
Per permettere al gestore di spiaggia libera attrezzata che si trovi oggettivamente in condizioni di difficile organizzazione degli spazi per lo svolgimento dell’attività si propone di introdurre una nuova norma che gli consenta di occupare con le proprie attrezzatura fino al 60% dell’area in concessione e cioè un’area del 10% superiore rispetto all’ordinaria divisione del 50% – prevista dalle Linee Guida regionali – tra area a disposizione del gestore e area completamente libera.
Anche alla luce dei problemi causati dalle recenti mareggiate, relativamente alla realizzazione di manufatti su demanio si intende proporre una norma che disciplini la questione ammettendo in via generale la sola realizzazione di costruzioni e manufatti non in muratura. La realizzazione di manufatti in muratura o di strutture interrate è possibile solo in caso di opere pubbliche, di opere di rilevante interesse pubblico favorevolmente valutate nell’ambito della procedura di VIA nonché per opere di adeguamento tecnologico e igienico-sanitario, secondo l’originaria proposta.
E’ introdotta una procedura per la fase di adozione e di pubblicazione del Progetto di Utilizzo sia per i Comuni che per le Autorità Portuali. Si tratta di una norma che responsabilizza i Comuni all’ottemperanza alle prescrizioni regionali contenute nel nulla-osta demaniale, altrimenti valgono le limitazioni già vigenti per i Comuni che non hanno ancora adeguato il Progetto di Utilizzo (divieto di rilascio nuove concessioni su aree libere, di beneficiare di contributi regionali e divieto di autorizzare opere eccedenti l’ordinaria manutenzione).
Nel corso del dibattito sono stati approvati alcuni emendamenti fra cui quello sottoscritto da tutti i gruppi di maggioranza, primo firmatario Massimo Donzella (Noi per Claudio Burlando) , che esclude i nuovi insediamenti per le aree sottoposte a vincoli ambientali e paesistici e pone altre condizioni: le distanze fra tali strutture e altre concessioni a uso turistico ricreativo non deve essere inferiore a 100 metri; per ciascuna spiaggia libera decentrata non sono ammesse più di due concessioni del tipo indicato, i chioschi bar possono essere corredati di tavolini e sedie posti su impalcato in legno; i depositi su aree a scoperta devono avere un’estensione non superiore a 10 metri quadrati e posti il più lontano possibile dalla battigia e in aderenza ai percorsi pedonali pubblici di accesso alla spiaggia. Un altro emendamento della maggioranza, accolto in aula, riguarda il fatto che le opere in muratura di adeguamento tecnologico e sanitario debbano essere interrate e che, al fine di garantire da parte del gestore l’effettivo smontaggio e rimozione delle dotazioni il concessionario è tenuto a depositare una fideiussione al Comune.
Approvato anche un emendamento di Matteo Rossi (Sel) con cui nell’atto della concessione il Comune impone al concessionario la pulizia della spiaggia libera in un raggio di 25 metri dal bar e dalle attività di deposito delle attrezzature date a noleggio.
Respinto un emendamento di Marco Melgrati (Pdl) che permetteva l’occupazione fino al 60% dell’area in concessione al gestore anche nelle spiagge inferiori ai dieci metri di larghezza.
Nel dibattito è intervenuto Marco Melgrati (Pdl) , che ha definito questa «una buona legge che da una risposta ad una esigenza di servizio nell’ambito della balneazione nelle spiagge libere ed è una opportunità che i comuni possono cogliere, l’unico appunto alla giunta riguarda il fatto che è arrivata in ritardo in Consiglio regionale rispetto alla stagione in corso, ma varrà comunque per il futuro».
Anche Maurizio Torterolo (Lega Nord Liguria –Padania) ha annunciato voto favorevole aggiungendo: «Con questo provvedimento della giunta sono state recepite le esigenze che venivano dal territorio e sono soddisfatto che anche nel dibattito in commissione abbia prevalso il buonsenso del legislatore» .
Antonino Miceli (Pd) : «Nella nostra regione era possibile usufruire fino ad oggi di tre tipologie di utilizzo delle spiagge: in concessione, totalmente libera e e libera attrezzata. Con questa modifica si introduce nell’ambito delle spiagge libere la possibilità di usufruire di servizi minimali, di una struttura minima di servizi come il chiosco e un deposito di sdraio».
Matteo Rossi (Sel) ha aggiunto : «Questa legge potrà anche avere importanti ricadute occupazionali per i giovani, credo che alcuni emendamenti siao stati anche molto importanti per il bene comune».
Francesco Bruzzone e Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria- Padania) hanno però sottolineato l’assenza dall’aula, prima del voto, dei consiglieri della Federazione della sinistra: «Troppo spesso c’è qualcuno che preferisce uscire per scelta politica, senza spiegare in aula le motivazioni del suo gesto» ha detto Bruzzone. E Rixi : «I colleghi dovrebbero comunicare al Consiglio i motivi per cui non partecipano al voto». Stessa osservazione da parte di Saso (Pdl): «L’assenza della Federazione della sinistra potrebbe rappresentare un problema politico rilevante dentro la maggioranza, al di là degli aspetti tecnici della legge»
Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) ha sottolineato che con questa legge «c’è stata una difesa della socialità e una particolare sensibilità verso categorie meno abbienti».
Sostenere le reti provinciali contro la violenza di genere
All’unanimità è stato approvato un ordine del giorno sottoscritto da tutti i gruppi che invita la giunta a sostenere le “reti provinciali contro la violenza di genere là ove presenti, ed in particolare servizi quali i centri di ascolto e i servizi di centralini telefonico e di denuncia” e auspica che la Regione “faciliti l’accesso a fondi e spazi idonei che possano permettere a tali servizi di essere compiutamente fruibili al maggior numero di persone”.
Nel documento i consiglieri, dopo aver sottolineato che la violenza di genere sta ”assumendo dimensioni preoccupanti tali da produrre un vero e proprio allarme sociale”, ricordano che la legge 66 del 1996 considera la violenza sessuale “un reato contro la persona” e la violenza alle donne mette in “discussione il principio basilare dell’uguaglianza fra le persone scritto nell’articolo 3 della Costituzione”.
Quorum 21 voti






