Di Lino Garbellini e Antonio Castiglione
La storia dell’A.S.D. Anima e Corpo Orobica CF è una storia che va oltre la
passione per lo sport ed è fatta di orgoglio, dedizione, capacità nella gestione del gruppo e attaccamento al
territorio, il tutto a tinte rosa.
In un paese che vive di calcio e dove il pallone nella maggior parte dei casi è ritenuto una cosa da uomini,
esiste una favola italiana al femminile degna del celebre film Sognando Beckham, con il vantaggio di essere
reale.
L’A.S.D. Orobica Calcio Femminile fondata a luglio del 2004 e con sede in Via Stezzano, 33 ad Azzano San
Paolo (BG) è risalita dalla Serie D alla Serie A in anni che l’hanno vista protagonista in parallelo con
importanti iniziative sociali e sul territorio.
Marianna Marini, consigliere AIAC di Bergamo e rappresentante AIAC per il calcio femminile in Lombardia,
descrive in una breve intervista passato, presente e futuro dell’Orobica CF. Marianna in 22 anni di carriera
da calciatrice ha calcato i più importanti palcoscenici del settore femminile nazionale, portando nella sua
bacheca un discreto numero di successi e ora è a capo dello staff tecnico della prima squadra dell’Orobica
Calcio Femminile.
La serie A e lo sviluppo delle giovanili
La svolta per il club risale al luglio del 2008 quando un gruppo di amiche (Antonelli, Gritti, Marini, Signorelli,
Tammeo, Vezzoli e Zangari), calciatrici provenienti per la maggior parte dal Brescia Calcio Femminile, si
riunirono ad altre loro ex compagne (Bello, Grassi e Vavassori) già approdate all’Orobica e formano
l’organico della squadra che nelle stagioni successive segnerà la storia del giovane club con successi sportivi
e riconoscimenti in ambito sociale.
“Dal 2008 al 2009 è stato un momento importante, abbiamo cambiato la prima squadra con molti innesti,
io ho giocato fino al 2011-2012, poi l’anno successivo ho fatto prima da vice allenatore e poi da gennaio da
allenatrice”, racconta la Marini riguardo alla storia del club, “la cosa più importante nella mia vita da
allenatrice è il rapporto con le ragazze, cerco di trarre il meglio da ogni giocatrice cercando di farla
diventare un atleta, sia dal punto di vista atletico sia sportivo, ovvero relativo al calcio. Non è facile perché
le giocatrici sono tutte dilettanti e a questi livelli è richiesto un impegno da professionista, anche solo per
quanto riguarda il tempo, con tre quattro allenamenti settimanali più le partite, ma noi facciamo il
possibile”.
L’obiettivo della Società Mission principale dell’Associazione è organizzare, diffondere e promuovere la
pratica sportiva del calcio femminile attraverso il sostegno al movimento calcistico femminile che si
tramuta nella partecipazione ai Campionati organizzati dalla FIGC e nello svolgimento di iniziative volte alla
promozione e allo sviluppo ditale movimento (tornei, stage giovanili, percorsi formatici didattici,
formazione dei tecnici e dei dirigenti, incontri tra genitori e specialisti di vari settori – salute, scuola, scienze
motorie in ambito scolastico ed extra scolastico.
È solo l’inizio
Nel 2014/2015 per l’Orobica arriva la prima stagione in serie A, a cui segue l’attuale in B.
Quelli recenti sono anni importanti anche per il settore giovanile della società bergamasca.
Nel 2011/2012 prende vita la formazione della prima squadra Primavera (Juniores Regionale) che partecipa
al Campionato di competenza, nel 2012/2013 è la volta delle Giovanissime e di un ampliamento dello staff
sia tecnico sia medico e dirigenziale.
Nel 2013/2014 si aggiunge un’altra squadra, iscritta fuori classifica al Campionato Juniores Regionali del
Comitato Regione Lombardia. In tempi recenti le Allieve (anni 1999/2000) che partecipano al Campionato
maschile Giovanissimi e al contempo sono tesserate 15 ragazze under 12 con l’intenzione di sviluppare nel
breve futuro le squadre di esordienti e pulcini, probabilmente già con il campionato primaverile visto il
continuo crescere di iscrizioni.
“L’Orobica è l’ultima squadra in cui ho giocato e la prima in cui ho allenato, quindi per me rappresenta
questo importante passaggio” spiega Marianna, “l’A.S.D. è nata grazie allo sforzo di vari soci genitori delle
atlete, per questo è cresciuta rimanendo una grande famiglia, ed è un aspetto che mi piace molto. Ora
abbiamo 100 tesserate, 15 persone nello staff tecnico e 20 dirigenti, rappresentiamo un punto di ritrovo e
riferimento per molti. Sono rimasti dei genitori nella struttura, mio padre per esempio è Presidente, prima
in quel ruolo c’era la madre del Capitano della Prima Squadra Vezzoli. Abbiamo lavorato molto perché
l’Orobica potesse essere un posto dove trasmettere dei valori. Domenica 26 settembre aderiremo alla
manifestazione per Yara Gambirasio, “Sport contro la violenza di genere”. Da settembre 2015 abbiamo
anche cominciato a lavorare con le scuole, ma vorremmo fare di più in questo senso e ci stiamo
organizzando”.
Come dice il motto del team, “è solo l’inizio”, le ambizioni dell’Orobica sono importanti, l’idea è svolgere un
ruolo sempre più importante per il calcio femminile in provincia e su scala più ampia.
Calcio e innovazione
Non solo società e territorio per l’Orobica, anche eccellenza per quanto riguarda la tecnologia e la ricerca
scientifica. La società ha lavorato con il Lita (sezione CNR (consiglio nazionale di ricerca) – IBMF – (Istituto di
bioimmagini e fisiologia molecolare) e con l’Università Cattolica di Milano per una sperimentazione che
rappresenta un’anteprima europea per l’innovazione e la ricerca nello sport al femminile. La squadra
infatti, è stata la prima tra le donne ad utilizzare i sensori Gps durante diverse gare amichevoli e nel corso
degli allenamenti, con uno studio
coordinato dal Prof. Marzorati, dal Dr. Porcelli, dal loro staff medico, eseguito dal Dr. Bellistri e dalla Dr.ssa
Giudici (preparatrice atletica dell’Orobica), e che ha dato vita ad una ricerca di prossima pubblicazione
presentata a Malmoe (Svezia) in questi mesi.
A luglio 2015 nasce l’Orobica CF Academy: ad oggi infatti l’A.S.D. ha due accordi con le società sportive
Immacolata Alzano (di Alzano Lombardo) e AC Comun Nuovo 2003 (di Comun Nuovo) per sensibilizzare le
persone sul tema del calcio femminile, questa pratica per le ragazze è infatti spesso osteggiata dagli addetti
ai lavori e talune volte dai genitori mentre Marianna e i dirigenti dell’Orobica sono intenzionati invece a far
vedere quello che questo sport è in grado di dare anche in “rosa”.
“Le persone ci ascoltano, siamo molto seguiti, anche sul Web, la nostra pagina Facebook ha più di 5000
iscritti. Il nostro messaggio principale è proprio quello sociale, non facciamo selezioni anche se giochiamo in
serie B, facciamo giocare tutti e se è necessario creiamo nuovi team per dare spazio alle persone”,
testimonia l’ex calciatrice, “la nostra squadra di Allieve gioca nel campionato maschile con una deroga, è la
prima volta in Lombardia, ed è un modo d’operare che va incontro ad un modello europeo pensato per
l’integrazione di maschi e femmine Under 16”.
Una nuova casa per il calcio femminile italiano
L’A.S.D. Orobica ora cerca una nuova casa, più adatta al suo ruolo attuale e agli sviluppi futuri, una struttura
moderna e più agevole per partite e allenamenti destinata a diventare un riferimento sul territorio, grazie
anche al fascino e all’attrattiva che le serie maggiori (A e B) rappresentano. L’impianto individuato è quello
di Comun Nuovo, ma per il nuovo ruolo si rende necessaria una riqualificazione dell’intero centro con il
rifacimento in erba sintetica del campo a 11 e del campo di allenamento, l’ampliamento della tribuna
esistente e l’adeguamento degli spogliatoi atleti e arbitri.
L’idea è quella di far diventare questo centro un punto di ritrovo per il calcio femminile a livello italiano, un
luogo dove sia possibile fare ritiri e allenamenti, con strutture per ospitare atleti e tecnici per più giorni, una
sorta di Centro di Coverciano in versione femminile. “Il nuovo centro sportivo è importante per il suo
posizionamento, è vicino all’autostrada e all’aeroporto, oltre che a numerose scuole private e pubbliche. Di
centri gestiti da società femminili ne esistono solo tre o quattro in Italia e questo andrebbe ad ospitare
anche altri sport, oltre a delle manifestazioni e servirebbe per rendere più coeso il territorio”. Ma non è
finita qui secondo i progetti dell’A.S.D Orobica: “una volta ristrutturato vorremmo proporre l’impianto
come Centro tecnico e di formazione federale per il calcio femminile, farlo diventare non solo un posto
dove allenarsi, ma anche un luogo in cui le squadre possano mangiare e dormire, per ospitare degli stage
al femminile o partite internazionali. In questo modo, il calcio femminile in Italia e in Lombardia farebbe
un vero e proprio salto di qualità”.
Conclude la Marini: “Un progetto così ambizioso per poter essere realizzato necessita di concretezza, da qui
la convinzione che l’idea d’impresa o business idea è il punto da cui partire, ed è stata una delle motivazioni
che hanno spinto il Comune di Comun Nuovo, l’Orobica CF, l’AC Comun Nuovo 2003 e il pool di specialisti
ad elaborare questo progetto tanto ambizioso quanto studiato in ogni sua parte in modo da verificarne
oggettivamente la coerenza con l’ambiente/settore in cui si andrà ad operare. E’ stato fondamentale
cercare di progettare l’ottimizzazione e l’impiego delle risorse umane e finanziarie disponibili per
aumentare le probabilità di successo e limitare il rischio. Abbiamo ritenuto fondamentale investire tempo e
denaro nella fase di progettazione per partire con il piede giusto, piuttosto che improvvisare e avere
sorprese non gradite una volta avviata l’attività”.
La consegna del progetto e il sostegno della FIFA
Il progetto completo è stato presentato e consegnato nei giorni scorsi al Presidente Federale Carlo
Tavecchio e alle componenti tecniche della Task Force che governa il Calcio Femminile in Italia oltre che ai
responsabili FIGC dei progetti e delle relazioni con la FIFA.
Per la realizzazione del progetto, infatti, la FIGC potrebbe contare su vari finanziatori e sponsor reperiti
dall’Orobica Calcio Femminile e soprattutto dal Comune di Comun Nuovo, decisamente partecipe con i suoi
attenti Amministratori, e soprattutto potrebbe chiedere supporto alle istituzioni di riferimento: la FIFA in
particolar modo mette a disposizione delle somme a fondo perduto (FIFA Goal Programme – 600 mila
dollari all’anno – e altre somme reperibili grazie ai 9 Programmi specifici per lo sviluppo del calcio
femminile) per l’ottenimento delle quali le Associazioni Membro (FIGC) devono inviare domanda entro il 15
Ottobre di ogni anno.
Tutto è pronto, si resta in attesa del sì della FIGC per promuovere e sostenere il calcio femminile attraverso
l’approvazione e la trasmissione alla FIFA del progetto che vuole essere un progetto di sistema che
coinvolga tutte le componenti interessate.
L’idea di redigere un progetto che potesse essere fatto proprio dalla FIGC nasce dal momento storico in cui
si trova il calcio femminile. Dare una “casa” alle Nazionali Femminili creando per la prima volta un punto di
riferimento per il calcio femminile senza che questo comporti alcun onere di gestione da parte della FIGC
sarebbe l’importante svolta che il movimento femminile attende da anni.
La favola dell’Orobica potrebbe così continuare, verrebbe da aggiungere, e la realtà è molto meglio dei film.






