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RETE A SINISTRA: PRIMO REPORT ANNUALE. UN’AVVENTURA LUNGA 18 MESI

Poco meno di 100 pagine per raccontare i primi diciotto mesi di Rete a sinistra in Liguria.

Gli inizi. La prima assemblea si tiene in un circolo ARCI di Molassana il 12 giugno del 2014, promossa dal Gruppo Liguria per Civati con l’intento di riaprire una discussione politica a sinistra, ha tra i principali interlocutori, che poi formeranno Rete a sinistra Liguria: Sel, lista Doria, Comunisti d’Italia, Rifondazione, civatiani e tra le associazioni Arci e Comunità San Benedetto, gli stessi che insieme ad un centinaio di cittadini parteciperanno all’assemblea in piazza Don Gallo il 25 settembre. Da questa piazza nasce l’idea del laboratorio permanente, un luogo dove discutere in modo orizzontale e aperto. I primi temi su cui si inizia a lavorare sono: lavoro, diritti, democrazia è ambiente.
Le elezioni regionali. La Rete non nasce con l’obiettivo di partecipare alle elezioni regionali, ma la vittoria alle primarie del Pd di Raffaella Paita cambia il panorama politico e sarà in una affollata assemblea al Teatro degli Zingari che a fine gennaio Rete a sinistra decide di scendere in campo e partecipare alla competizione elettorale. Prima si definisce il programma poi si cerca il candidato. La “scelta giusta” è quella di Luca Pastorino che esce dal Pd e insieme alle due liste Rete a sinistra e Lista Pastorino prenderà il 10% in Liguria e il 12% a Genova, fra i migliori risultati fatti da una formazione di sinistra negli ultimi anni.
In regione. Gianni Pastorino con 1934 preferenze nel collegio di Genova entra nel Consiglio regionale della Liguria. Le prime proposte di legge presentate sono i primi punti del programma elettorale: tagliare i costi della politica per investire quanto risparmiato in libri di testo da fornire in comodato d’uso (opportunità scuola). Il Piano verde che si contrappone al piano casa di Toti tutto all’insegna del cemento. Rete a sinistra presenta tre maxi emendamenti per fermare il cemento, investire nella rigenerazione degli immobili esistenti, sviluppare la partecipazione dei cittadini e abolire l’originale piano casa di Burlando. I numeri parlano chiaro, dal 1 luglio 2015, giorno dell’insediamento in Regione, Rete a sinistra ha presentato il 17% del totale degli atti consiliari: 19 interrogazioni in aula, 4 interpellanze, 10 mozioni, 8 proposte di legge. In questi giorni abbiamo presentato quella per istituire un garante dei detenuti.
Statuto, manifesto, i laboratori delle idee. Nel frattempo diverse assemblee stanno contribuendo ad ultimare uno statuto e un manifesto per scrivere nero su bianco i nostri obiettivi e darci una certezza di ruoli e regole. I laboratori delle idee saranno il luogo del confronto, punto di ascolto e serviranno per determinare le prossime campagne sul territorio.
Diamo i numeri. Nelle ultime pagine è a disposizione il bilancio della Rete con le spese sostenute per le elezioni regionali.
La sfida. Diversamente da quanto accade a livello nazionale, Rete a sinistra resta un laboratorio politico unico, per capacità di innovazione e di tenere insieme le diverse anime della sinistra.