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ATHLETIC CLUB, parola al Professor e Presidente della Scuola Calcio, Andrea Molinelli: “Mi piacerebbe che si valorizzassero di più i settori giovanili”

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L’amore e la passione per l’Athletic Club. I trascorsi calcistici tra gli albarini e un figlio militante nei Pulcini per tramandare la tradizione sportiva con i colori nero, verde e giallo addosso.

Il Professor Andrea Molinelli è il Presidente della Scuola Calcio dell’Athletic Club, un ruolo svolto con estrema professionalità e dedizione: “Sono molto legato a questa società, perché qui ho giocato per anni e il mio presidente di allora era il papà dell’attuale Sergio Imperato – spiega Molinelli – Uno dei tre miei figli gioca nei Pulcini, e quando mi è stato chiesto di dare una mano nella gestione della scuola calcio non ho avuto nessun dubbio nel dire di sì. C’era la necessità di creare un paio di figure che facessero da trait d’union tra la sfera della prima squadra/settore giovanile e quella dei più piccoli, per far sì che tutto funzionasse al meglio a livello organizzativo. Al mio fianco ho una figura eccezionale come Fulvio Ganci, che si occupa con bravura e merito della parte tecnica attraverso corsi, partite, allenamenti e tutto quanto necessario per consentire a questo movimento di crescere e lavorare giorno dopo giorno. Adoro questo mio compito, perché mi diverto davvero tanto nel seguire le gesta di questi numerosi, piccoli calciatori che giocano a pallone con spensieratezza, gioia e purezza: è gratificante sapere che abbiamo tanti bambini iscritti, seguiti con attenzione da allenatori selezionati, qualificati e prima di tutto educatori: e già, perché la nostra politica societaria è quella di formare il giovane calciatore dal punto di vista umano, attraverso il rispetto del prossimo, la socializzazione e la coesione del gruppo. E’ importante guidare ogni singolo elemento lungo un iter che dovrebbe – si spera – portarlo fino alla prima squadra, o magari in piazze professionistiche considerando che l’Athletic Club è un modello seguito da numerose realtà genovesi, liguri e fuori confine, tanto è vero che poco tempo fa siamo stati insigniti del riconoscimento di “Scuola Calcio d’Elite”. I risultati ci stanno dando ragione e ogni squadra è solita regalare numerose soddisfazioni all’intero ambiente. Tornando al mio compito, vorrei lanciare una sorta di appello ai vertici della Federazione: sarebbe importantissimo se si valorizzassero di più i settori giovanili, attraverso scelte diverse come ad esempio la valorizzazione delle tante giovani promesse italiane, perché reputo assurdo che nonostante numeri eccezionali nessuno o quasi riesca ad arrivare in fondo. Vorrei una politica più “nazionalista”, nel senso buono del termine, con la giusta integrazione tra italiani e stranieri. Qui in Liguria esistono tante realtà importanti in termini di numeri e blasone, ma purtroppo nonostante gli sforzi profusi tantissimi calciatori arrivano fino a un certo punto e poi smettono. Da padre, professore e docente, mi permetto di dare il mio piccolo consiglio a un movimento in espansione e meraviglioso. Sono un sognatore, forse tutto ciò resterà utopia, ma io continuerò a crederci!”. 

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