
Ieri un giorno molto importante per i diritti civili, e questo nonostante i limiti di questa legge.
Nel 1980 ero un giovane artista, avevo 31 anni. Mentre i paesaggisti paesaggiavano per prendere soldi. mentre i pittori professori se la tiravano, si consideravano gli unici depositari dell’arte. i galleristi, alleati col potere economico e assessori compiacenti, come diceva l’allora direttore della Galleria d’Arte Moderna di Bologna Franco Solmi. I professori per merito divino e della politica compiacente coi mercanti, facevano pure gli assessori. Dipingevano PUTTANATE artistiche masturbandosi mentalmente con elaborazioni teoriche stupide e banali, per coprire la loro incapacità di dipingere e scolpire. Io osservavo la società e le problematiche di quel tempo e di queste PUTTANATE sono pieni i musei locali. Ero etero e rimango etero, per me le donne sono l’invenzione più bella che c’è nell’universo. In quell’anno le discriminazione verso quelli che la società considerava “diversi” e non una variante della nostra complessità di umani, dipingevo quest’opera cercando di far capire che l’amore è amore, qualunque esso sia. Omosessuali costretti ad incontrarsi sotto la luce di un lampione o in incontri furtivi in luoghi chiusi. Io ero in sintonia col mio tempo, non lo era chi con quattro scarabocchi copriva vuoti sociali, mentali e artistici. E quanto è stato drammatico per la Società non avere grandi artisti che facevano opera di denuncia. E chissà, quando si affaccerà una generazione nuova, forse andrà a vedere che in quegli anni c’erano droga (quanti compagni di lavoro sono morti a causa della droga), terrorismo, emarginazione degli anziani, ambiente inquinato, incubo atomico, alienazione, problematiche del lavoro, ambienti malsani, manifestazioni operaie e studentesche ecc…E forse andranno a vedere anche chi ha dipinto tutto questo, noi pittori operai relegati in cantine a dipingere le problematiche di questo e quel tempo e la sufficienza dei “santoni” e critici d’arte che ti guardavano con sufficienza . Sono orgoglioso di quello che ho fatto.. Questo dipinto fa parte delle mie fatiche e dei mie sogni di giovane idealista che pensava che con l’arte impegnata si poteva cambiare il mondo. Un’illusione scardinare e rendere la Società più giusta attraverso l’arte, che però mi ha aiutato a vivere e a sperare.
Carlo Soricelli







