
Avrebbe dovuto essere per la Ducati un week end trionfale dopo che Iannone e Dovizioso avevano dominato sia nelle prove libere che nella superpole; avrebbe potuto essere un buon week end per Rossi che alla fine sabato aveva strappato un preziosissimo secondo tempo che gli permetteva di partire dalla seconda mattonella davanti a Marquez e sopratutto davanti a Lorenzo in crisi di gomme, di strategia e di…testa.
Invece é stato il trionfo per la Honda dell’australiano Jack Miller che probabilmente non dormirà per parecchie notti per continuare a vivere il sogno nato nel passare per primo sotto la bandiera a scacchi; al tirare delle somme é stata anche la giornata di Marquez che, dopo aver visto Dovizioso e Rossi lunghi e distesi sull’asfalto e preso atto dell’inconsistenza di Lorenzo, non ha voluto prendere il minimo rischio lasciando spazio a Miller e accontentandosi dei 20 punti da mettere in tasca. Venti punti che alla fine potrebbero essere pesantissimi e determinanti nella lotta per l’assegnazione del titolo.
Tutto questo lo si deve a Giove Pluvio che ha condizionato una gara che più pazza di così era difficilmente ipotecabile o preventivabile e come sale sulla coda c’é sul podio anche Scott Redding.
Partenza regolare e dopo meno di sei giri la pista sembrava destinata ad asciugarsi ma ecco che il tempo cambio e il diluvio si abbatte sul circuito di Assen , un torrente d’acqua che alla 15esima tornata induce la direzione gara ad esporre la bandiera rossa, ma prima si era visto di tutto: ma era già successo di tutto con Hernandez, che in sella alla Ducati GP14 si era addirittura trovato a condurre sino all’undicesimo giro per poi finire con una scivolata sino ain testa, restando autorevole leader fino al giro 11. La sua favola si è interrotta con una scivolata in curva 1 e al suo posto ecco , Danilo Petrucci,.
Alla ripartenza Petrucci si ferma per un guaio alla sua moto intanto si sono autoeliminati Pedrosa e Cal Crutchlow, Dovizioso e Rossi. Si ritrova in testa Marc Marquez che si arrende intelligentemente alla scalata di Miller che non sbaglia, una volta tanto, nulla e si invola verso il traguardo lasciando all’arrivo, di stucco tutti quanti , tecnici e spettatori… Miller non è mai andato oltre l’undicesimo posto, e guida la Honda clienti del team Marc VDS.
Alle spalle di Redding e Espargaro, in quinta posizione Iannone fortunato nel poter riprendere la moto dopo la caduta in cui era incappato prima della bandiera rossa. L’abruzzese ha regalato un brodino al team di Bologna ma in fin dei conti era partito dal fondo….. alle sue spalle Barbera e Laverty, mentre Stefan Bradl ha portato l’Aprilia in ottava posizione. Ma per la casa di Noale poteva andare ancora meglio, visto che all’ultimo giro Bautista è incappato nell’ennesima caduta odierna quando era sesto.(Norman Berg)
Hanno detto:
Alvaro Bautista: “Nella prima parte di gara stavo guidando bene, nonostante le difficoltà. Alla ripartenza sono rimasto calmo, cercando di capire le condizioni della pista giro dopo giro e prendendo il mio ritmo. Mi sentivo bene, anche quando Iannone mi ha sorpassato creando un pò di gap sono riuscito a ricucirlo. All’ultimo giro ero davvero molto vicino ad Andrea, in una curva lui ha allargato leggermente la traiettoria ed io mi sono inserito per superarlo. Purtroppo sono scivolato, ma in quelle situazioni l’istinto del pilota è sempre quello di puntare al miglior risultato possibile. Sono dispiaciuto innanzitutto per i ragazzi del mio team e per Aprilia, ora l’unica cosa da fare è guardare avanti e continuare a crescere”.
Andrea Iannone:“In generale credo che sia stato un weekend positivo per noi perché sull’asciutto siamo sempre stati competitivi e avevamo buone possibilità per poter concludere bene il weekend nonostante la pioggia, che fino a ieri era un problema per me perché non avevo molta fiducia, e il fatto che sono dovuto partire dall’ultima posizione. In MotoGP non è mai facile recuperare, però sono contento di entrambe le mie partenze: nella prima dopo il primo giro ero undicesimo e poco dopo già sesto, e quindi forse partendo qualche fila più avanti mi sarei potuto giocare il podio. Anche alla seconda partenza ero molto indietro, in diciassettesima posizione, ma sono riuscito a recuperare bene e a tagliare il traguardo in quinta posizione. Alla fine il risultato di oggi è stato abbastanza positivo per noi e siamo riusciti a portare a casa dei punti importanti.”
Andrea Dovizioso:“Ovviamente sono molto deluso perché avevamo fatto un bel weekend e nella prima parte di gara ero primo in condizioni molto difficili, ma poi ha cominciato a scendere davvero troppa acqua ed è stata giusto fermare la gara. In realtà quello che è successo nella seconda partenza è che tutti abbiamo montato la gomma posteriore morbida, che aveva molto più grip ma ha creato ancora più problemi all’anteriore, che è il motivo di tutte le cadute che ci sono state tra ieri e oggi. Io e Valentino sapevamo di essere i più veloci e ci siamo spronati per andare più forte possibile, ma alla fine abbiamo sbagliato tutti e due. Non ci sono molte scuse quando uno cade, perchè vuol dire che hai fatto un errore, ma quando ci sono così tante cadute in due giorni sull’acqua è importante capirne la ragione.”
ALEIX ESPARGARÓ CON APRILIA
Aleix Espargaró, pilota spagnolo nato a Granollers il 30 luglio 1989, guiderà una Aprilia RS-GP nel Campionato del Mondo MotoGP. L’accordo siglato con Aprilia Racing ha durata biennale per le stagioni 2017 e 2018.
L’ingaggio di Espargaró è parte del piano di sviluppo di Aprilia – che punta a una crescita nella competitività, coerentemente coi progressi già mostrati quest’anno – e ribadisce l’impegno del Gruppo Piaggio in un progetto di eccellenza tecnologica e sportiva, volto a fare del marchio Aprilia un protagonista in pista e in strada.
ORDINE DI ARRIVO:
1.Jack Miller – Marc VDS (Honda) – 12 giri 22’17″447
2. Marc Marquez – Honda (Honda) – 1″991
3. Scott Redding – Pramac (Ducati) – 5″906
4. Pol Espargaro – Tech 3 (Yamaha) – 9″812
5. Andrea Iannone – Ducati (Ducati) – 17″835
6. Hector Barbera – Avintia (Ducati) – 18″692
7. Eugene Laverty – Aspar (Ducati) – 22″605
8. Stefan Bradl – Gresini (Aprilia) – 23″603
9. Maverick Viñales – Suzuki (Suzuki) – 26″148
10. Jorge Lorenzo – Yamaha (Yamaha) – 27″604
11. Tito Rabat – Marc VDS (Honda) – 1’21″830
12. Dani Pedrosa – Honda (Honda) – 1’54″369
13. Bradley Smith – Tech 3 (Yamaha) – 3 giri
Classifica campionato
1.Marquez 145; 2.Lorenzo 121; 3.Rossi 103; 4.Pedrosa 86; 5.Vinales 79; 6.P.Espargaro 72; 7.Barbera 58; 8.Iannone 52; 9.A.Espargaro 49; 10.Laverty 48
LA QUALIFICA:
1.Andrea Dovizioso – Ducati (Ducati) – 1’45″246
2. Valentino Rossi – Yamaha (Yamaha) – 1’45″961
3. Scott Redding – Pramac (Ducati) – 1’46″312
4. Marc Marquez – Honda (Honda) – 1’46″430
5. Cal Crutchlow – LCR (Honda) – 1’46″568
6. Yonny Hernandez – Aspar (Ducati) – 1’46″828
7. Pol Espargaro – Tech 3 (Yamaha) – 1’46″997
8. Aleix Espargaro – Suzuki (Suzuki) – 1’47″118
9. Andrea Iannone – Ducati (Ducati) – 1’47″567
10. Danilo Petrucci – Pramac (Ducati) – 1’47″601
11. Jorge Lorenzo – Yamaha (Yamaha) – 1’47″897
12. Maverick Viñales – Suzuki (Suzuki) – 1’48″415
13. Hector Barbera – Avintia (Ducati) – 1’48″830
14. Bradley Smith – Tech 3 (Yamaha) – 1’48″909
15. Alvaro Bautista – Gresini (Aprilia) – 1’49″163
16. Dani Pedrosa – Honda (Honda) – 1’49″364
17. Eugene Laverty – Aspar (Ducati) – 1’49″678
18. Stefan Bradl – Gresini (Aprilia) – 1’49″685
19. Jack Miller – Marc VDS (Honda) – 1’49″775
20. Tito Rabat – Marc VDS (Honda) – 1’49″779
21. Michele Pirro – Avintia (Ducati) – 1’50″204
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