Barrate 8 giorni sulla vostra agenda e preparatevi ad affrontare una magnifica traversata di 350 chilometri!
Niente paura, non serve essere atleti olimpici; basterà un po’ di allenamento e, dopo una prima tappa piuttosto dura, il resto verrà da sé, e sarà fantastico!
Tappa dopo tappa, incontrerete attrazioni imperdibili: il ghiacciaio e le sorgenti del Rodano, il Palazzo Stockalper a Briga, l’antico monastero di Saint-Maurice, Ginevra… E se deciderete di risparmiarvi una manciata di chilometri e un po’ di dislivello, ricordatevi di essere in Svizzera: bici su un treno, battello, autobus per riprendere fiato e ripartire come vi pare, e da dove preferite. Ecco le tappe e i riferimenti, buon viaggio!
Tappa 1: Andermatt – Oberwald
Immersa nel verde della Valle di Orsera (Urserental), Andermatt più che una stazione di partenza è un luogo in cui vi fermerete volentieri, per godere della sua offerta turistica. La dura salita ai 2430 metri del Furkapass parte dagli spogli pascoli alpini della valle; in cima però resterete a bocca aperta di fronte al ghiacciaio del Rodano che si mostra in tutta la sua magnificenza. Vi aspetta quindi la discesa, tutta d’un fiato, che sfila accanto alle grotte scolpite nel ghiaccio. Arrivati nel distretto di Goms incontrerete i tipici villaggi con le case in legno, tra i quali il pittoresco Oberwald è il più alto.
Tappa 2: Oberwald – Briga
Da Oberwald pedalerete accompagnati dai tratti caratteristici dei villaggi vallesani: Ulrichen è una graziosa meta, davvero perfetta se siete appassionati di sport all’aria aperta; in estate potrete fare rafting nel giovane corso del Rodano mentre, se deciderete di tornaci nella stagione fredda, troverete cento chilometri di piste di fondo, percorsi da affrontare con le ciaspole e piste per le slitte. La piccola località di Obergesteln vi colpirà, invece, per il grazioso nucleo di case in pietra.
Oggi si cambia aria, letteralmente; il profumo intenso dei fiori dei campi misto a quello di resina vi farà compagnia mentre sarete in sella lungo l’assolata alta valle. E prima di raggiungere Briga, attraverserete sui pedali una spettacolare, stretta gola. Se volete fare una deviazione senza incontrare auto, godetevi l’escursione a Bettmeralp centro di villeggiatura, accessibile solo con la teleferica, affacciato sul ghiacciaio dell’Aletsch, patrimonio UNESCO, oppure a Riederalp, anch’essa chiusa al traffico automobilistico, su un vasto altopiano a quasi 2000 metri di quota.
Tappa 3: Briga – Sierre
La valle si allarga, il sole riscalda i versanti delle montagne. Fate un giro per le strade di Visp, tra i suoi antichi quartieri: è uno dei siti culturali e viticoli più importanti del Vallese. Ad Ausserberg incontrate i “bisses”, gli antichi canali di irrigazione. Il villaggio è punto di partenza di impressionanti percorsi escursionistici proprio lungo le bisses; quella di Niwärch, costruita nel 1381, fiancheggia spettacolari pareti verticali di roccia.
A Leuk, splendida cittadina ricca di testimonianze storiche, scoprite il castello, oggi attivo centro culturale, che comprende una torre del primo periodo romanico, e la torre pentagonale sede del municipio. Non solo: il borgo è anche porta d’ingresso per il parco naturale Pfynwald, il più grande bosco di pini delle Alpi, circondato da prati fioriti e steppe. Le acque ora impetuose del Rodano e una distesa di filari d’uva riempiranno i vostri occhi mentre pedalate verso Sierre.
Tappa 4: Sierre – Martigny
Anche lasciare Sierre non sarà facile: vi innamorerete infatti di questo borgo che i romani chiamavano la “città delle cento colline”, ognuna con la sua fortezza; Rainer Maria Rilke la amò al punto di farne la sua residenza e, in un bell’edificio settecentesco, potrete vedere il museo a lui dedicato.
Ma la valle inferiore del Rodano, su cui domina lo scenario di alta quota dei Dents du Midi, sfodera il suo fascino man mano che vi avvicinerete a Sion. Capoluogo del Vallese, la città mostra fiera le sue fortezze storiche, le chiese e i palazzi signorili. La scorgerete da lontano, circondata da frutteti e vigneti, grazie alle rovine del castello di Tourbillon protese verso il cielo, e al complesso di Valère.
Proseguendo, distraetevi a Saillon, villaggio medievale splendidamente conservato, famoso per la cava di marmo ai piedi della Grande Garde e per il centro termale, oltre che per la torre Bayard, risalente al 1260 e simbolo della città. Eccoci poi a Martigny, anch’essa circondata da vigneti e frutteti, con i suoi due millenni di storia, di cui restano splendide tracce nell’anfiteatro e nelle terme romane, nei templi e negli antichi quartieri residenziali. Prendetevi il tempo di visitare il Museo Gallico-romano e il Museo dell’Automobile, nell’edificio della Fondazione Pierre Gianadda, costruito attorno ai resti di un tempio gallico-romano. E se vi piacciono i cani? A pochi passi dall’arena, fate un salto all’allevamento dei San Bernardo…
Tappa 5: Martigny – Montreux
Il Rodano compie la sua curva, la valle è di nuovo chiusa tra gli alti versanti delle montagne; nel suo punto più stretto incontrerete Saint-Maurice, città di grande importanza storica e artistica circondata da un numero incredibile di edifici religiosi. All’Abbazia di Saint-Maurice, fondata nel 515, potrete ammirare una preziosa collezione di pezzi di oreficeria e reliquiari. Lasciata la città, sopra la Fortezza storica di Saint-Maurice, c’è la Grotta delle Fate, scavata dal lavoro millenario dell’acqua, che domina il panorama. Poi la valle si apre spiana e, nascosta dai canneti, vedrete finalmente il lago, su cui sembra galleggiare l’imponente castello di Chillon. Benvenuti a Montreux, giustamente definita la capitale della riviera vodese. Siete nella città del Festival Jazz, dei pini e delle palme, degli edifici della Belle Epoque (molti trasformati in magnifici hotel), nel posto ideale in cui fare una gita in battello sul lago o un’escursione approfittando del treno a cremagliera che si arrampica fino ai 2.042 metri della Rochers-de-Naye, per godere del fresco e di un panorama mozzafiato. Godetevi la città di Charlie Chaplin e Freddie Mercury, di Miles Davis e dei Deep Purple… e scoprite da soli i suoi tanti perché!
Tappa 6: Montreux – Morges
Tocca Losanna, ma non si può certo definire questa una tappa di città. La strada panoramica che collega Epesses a Lutry vi terrà immersi nei vigneti della Corniche de Lavaux. Trenta chilometri di terrazzamenti diligentemente ordinati dai muretti in pietra che rivestono il ripido crinale affacciato sul lago, creando un paesaggio così particolare da meritarsi l’inserimento nel Patrimonio dell’Umanità Unesco.
Losanna avrebbe da sola bisogno di una vacanza intera; ma se non vorrete fermarvi troppo, girate almeno tra le botteghe di Flon, il quartiere moderno e innovativo, che ha fatto rinascere l’area industriale del 1900, e in Rue de Burg dove, tra cioccolaterie e tabaccherie storiche, incontrerete tracce palpabili della presenza di personaggi famosi; poi visitate la Fondation de l’Hermitage e, soprattutto, il Museo Olimpico.
Tappa 7: Morges – Ginevra
In alto tra i vigneti terrazzati di La Côte, sul lago Morges, ai piedi del castello; qui, tra gli altri, non perdetevi il Museo dei soldatini con diecimila esemplari in stagno di battaglie storiche. Arriverete poi a Rolle, che pure sfoggia un castello medievale sull’acqua e un bel centro storico. Ancora oltre, ecco Nyon, una città tutta pendenze, con lo splendido lungolago e il Museo del Lemano, che ospita battelli e ogni altro oggetto riguardante la navigazione e la storia del maggiore lago svizzero. Poi le rive diventano sempre meno accessibili, le ville e le barche sempre più grandi, finché vi apparirà Ginevra, città internazionale con i boulevard e il suo «jet d’eau», la fontana sul lago che crea una colonna d’acqua alta 140 metri.
Tappa 8: Ginevra – Ginevra (Chancy)
Ginevra, capitale della Pace, ospita la sede europea dell’ONU e della Croce Rossa Internazionale. Giù dai pedali, tuffatevi nel centro storico, dominato dalla Cattedrale di St-Pierre, anche se, il cuore della città vecchia è Place du Bourg-de-Four, la più antica. Grand-Rue è invece una delle vie storiche che meglio ha conservato il suo fascino, lo stesso di un tempo, quando qui nacque Jean-Jacques Rousseau. Ma la città è anche un importante polo storico e culturale. Il cartellone del Grand Théâtre vi soddisferà se siete appassionati d’opera e di musica classica; il Museo Internazionale dell’Orologeria vi stupirà con una ricca collezione di carillon e orologi-gioiello; e per restare in tema di orologi, ecco uno dei simboli della Svizzera, l’Horloge Fleurie del Giardino Inglese, icona dell’industria orologiera ginevrina. Se volete vivere il lago dal lago, servitevi dei mouettes, praticamente dei taxi acquatici per passare da una riva all’altra, oppure concedetevi una crociera in battello.
Dal sobborgo occidentale vi farà di nuovo compagnia il corso del Rodano, tra i vigneti e i campi della campagna ginevrina che vi porteranno fino a Chancy, località di confine: prima di raggiungere il Mediterraneo, il vostro fiume deve ancora correre per 700 chilometri!
INFORMAZIONI
www.myswitzerland.com/it-it/suggerimenti/outdoor-swiss-made/percorso-del-rodano.html
COME ARRIVARE
Andermatt si raggiunge dall’Italia da Chiasso, lungo l’autostrada che continua per Lugano e poi per il passo o la galleria del San Gottardo (se la giornata è soleggiata, preferire il passo, spettacolare, su tornantoni ampi e con pochissimo traffico). Sull’autostrada svizzera è obbligatoria la “vignetta” acquistabile in frontiera.
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