Dopo l’ennesima grande prova di Valentina Frasisti, due volte Campionessa Italiana Marathon e 6° classificata ai Campionati Mondiali, abbiamo incontrato Saverio Ottolini, preparatore atletico di Valentina e del Centro di Preparazione Atletica e Valutazione Funzionale Sport Attitude.
ES: Ciao Saverio. Sono molti anni che collabori con Ethic Sport e che lavori in modo mirato con i tuoi atleti. Quest’anno hai portato Valentina Frasisti a vincere nuovamente il Campionato Italiano Marathon e questa settimana è arrivato un sesto posto ai Mondiali Marathon.
Puoi raccontarci come sono stati preparati questi successi?
Saverio: Ciao a tutti, questo è il terzo anno che lavoro con Valentina e come ogni anno abbiamo iniziato il lavoro già dai primi mesi del periodo invernale. Partiamo sempre da Novembre per diluire molto i lavori e allo stesso tempo per sommare un grande volume di allenamento.
Poi, in accordo con il Team Manager Dario Fornasier, abbiamo impostato un calendario molto mirato. Quest’anno i Campionati Italiani sono stati anticipati per le Olimpiadi e quindi l’inizio della stagione era fondamentale. Io cerco sempre di non far correre troppo gli atleti che seguo, lasciando sempre dei week end di stacco. Abbiamo iniziato a correre le prime Gran Fondo Regionali, inserendo qualche marathon per verificare la condizione anche sulla lunga distanza.
Abbiamo monitorato sempre la condizione di Valentina, rinunciando anche a qualche gara pur di poter arrivare all’Italiano con ottima condizione e grandi energie. Il merito poi va assolutamente a Valentina che ha saputo condurre una gara esemplare, rimontando dopo un errore di percorso, per poi tagliare il traguardo con vantaggio.
ES: Ritieni che esista una differenza tra la preparazione per una gran fondo e la preparazione per una marathon?
Saverio: Sono due gare completamente diverse e prima di correre una marathon bisognerebbe prima prepararsi a bene per correre e gestire in modo ottimale una gran fondo. Attualmente la tendenza è di allungare molto le gare e tutti vogliono confrontarsi sulle lunghe distanze. Molti biker pensano che la mancanza di ritmo in gare brevi possa essere superata semplicemente allungando la distanza di gara. Accade invece che il ritmo delle marathon sia comunque sostenuto, e questo porta i biker a bruciare le proprie energie già nella prima parte di gara, costringendoli a terminare ad un ritmo lento ed accusando un notevole distacco.
ES: Cosa consigli a chi vuole preparare una marathon?
Saverio: Per prima cosa di fare almeno un anno correndo qualche gran fondo ed inserendo solo a metà stagione una marathon (magari una competizione non estrema) per iniziare a “sentire” la differenza. E’ necessario impostare un programma di allenamento che sviluppi in modo completo sia forza e potenza (indispensabili nella MTB) che la tenuta in gara. Con un buon programma un biker inizierà a migliorare il ritmo in gara e ad avere un buon finale. E’ poi fondamentale l’esperienza in gara: ogni errore servirà per capire come comportarsi in futuro per gestirsi meglio.
ES: Ritieni ci siano delle caratteristiche fisiche “necessarie” per poter correre gare così lunghe?
Saverio: E’ ovvio che ogni atleta ha caratteristiche e potenzialità differenti; di solito chi è particolarmente potente è più portato per gare XC, ma non è detto. In linea generale sono gli allenamenti che portano un biker a migliorare determinate variabili prestative e, soprattutto per chi è alle prime esperienze, è possibile sviluppare in modo netto alcune caratteristiche. Posso sicuramente affermare che tutti i biker possono raggiungere un discreto livello prestativo anche su gare lunghe, ma che ovviamente ci saranno alcuni atleti che riusciranno a migliorare in modo netto. Oltre alle caratteristiche fisiologiche e muscolari, queste gare richiedono anche una notevole “forza mentale” e concentrazione, oltre alla capacità di “fare fatica” per diverse ore.
ES: Quali altri aspetti sono fondamentali per correre una marathon?
Saverio: Sicuramente l’alimentazione e l’integrazione prima, durante e dopo la gara sono importantissime. Capita spesso che i biker, presi dall’agitazione e dall’adrenalina della gara, dimentichino di mangiare già nelle prime fasi di corsa, cosa che porta ad un calo di energie che compromette tutto il resto della gara. E’ necessario valutare la lunghezza del percorso e le caratteristiche per capire dove e quando mangiare e bere, programmando anche i rifornimenti che sono indispensabili durante una gara molto lunga.
Anche l’alimentazione dei giorni precedenti e della mattina di gara vanno ben studiate, così come è essenziale pianificare una corretta integrazione durante la gara (sali, zuccheri ecc. ecc.) e dopo la gara per un corretto recupero.
ES: Grazie Saverio e complimenti!
fonte: ethicsport






