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THE CHEMICAL BROTHERS LIVE AL MARKET SOUND DI MILANO

Il Market Sound quest’anno ha deciso di non deludere nessuno e di accontentare tutti, proponendo una sfilza di nomi e di generi di un certo calibro.

Da Neil Young agli Offspring, dagli Afterhours ai Tame Impala, da Slayer ai Pennywise..
Lo scorso Venerdì 22 Luglio, si sono esibiti sul mega stage del Market i Chemical Brothers, il noto duo inglese di musica elettronica, che dal 1992 ad oggi ha sfornato una serie di tracks, che … possiamo dirlo senza girarci troppo intorno… hanno fatto la storia della musica elettronica; quella musica che non piace a tutti, ma che si fa amare dai veri intenditori. Un genere che nasce dalla sperimentazioni di suoni messi insieme secondo un filo logico… perchè gli stessi suoni, se messi a casaccio, creerebbero solo confusione.
I Fratelli Chimici, insieme a gruppi come Prodigy, Fatboy Slim e Crystal Method, sono una di quelle band che negli anni ’90 ha esplorato questo mondo e sperimentato fino in fondo questi suoni. Artefici di quei big beat e di quei live-set di alta qualità, sono stati da sempre in grado, durante i loro live, di buttarti alla scoperta di un mondo nuovo; un mondo, che ai tempi del loro debutto, era ancora poco conosciuto, ma che con gli anni ha preso sempre più piede, soprattutto tra le nuove generazioni.
Nonostante i tanti anni di attività, il duo chimico continua a bazzicare in giro per il mondo… ed è sempre pronto a lanciare una bomba a mano durante l’apertura del loro concerto.
E’ così che parte il loro live a Milano…con la famosissima e attesissima “Hey Boy, Hey Girl”. Ed ecco che il pubblico italiano – che ai live è sempre molto poco sveglio – comincia a muoversi, urlare e, utilizzando un termine un po’ alla GheebryPonte, gasarsi..
Anche perchè, suvvia… come puoi non conoscere il loro pezzo più famoso? Da lì in poi una serie di passaggi di brani, molti dei quali dell’ultimo album, Born In the Echoes, riprodotti lì sul momento e un po’ diversi dalle tracce originali dell’album. E così via… per, più o meno, un’ora e mezza.. fin quando i fratellini han deciso di fare la solita cagata (passatemi il termine) del scompaio/ricompaio sul palco… accompagnati da due grandissimi robottini appesi a un filo, il cui compito era quello di riprodurre visual fighissimi. Ebbene sì, amici…gli ultimi dieci minuti di live sono stati UNA BOMBA.
In quest’ultima parte del live il duo elettronico è riuscito a tirare su una situazione di totale confusione, un situazione però, che io personalmente, parlando dei Chemical Brothers, mi sarei aspettata per tutto il live.
Purtroppo, così non è stato e rimasta un po’ delusa dal tutto, ho pensato che 60 euro per una roba del genere sono veramente ESAGERATI. In ogni caso, sono i Brothers, paghi il nome e anni di storia musicale … e non ci si può assolutamente lamentare.
Se non ci fossero stati evidenti problemi di audio, probabilmente questo live sarebbe stato tantaroba. L’audio, però, mi è sembrato scadente e mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca. Ah che poi… Tom.. Ed.. ma i bassi, a sto giro, dove li avete lasciati?
In cambio, però, sono rimasta colpita da Gramatik, classe 1984, sloveno, che già conoscevo, ma che non ho mai approfondito più di tanto. Dal piccolo stage, con il suo mixture di hip hop, jazz ed elettronica ha chiuso la serata in grande. Chapeau!

http://www.rocktargatoitalia.eu