Mentre in Italia sono pochi i giornalisti che si occupano di artisti emergenti, se non quelli che scrivono di interpreti e cantautori emersi dai talent show, all’estero si dà molto più spazio ai giovani talentuosi come il nostro Dan Cavalca, il cui album di debutto, Cinematic, è stato appena recensito in modo entusiastico dal noto giornale americano Something Else!
Ecco la recensione:
Versione Italiana
Batterista, tastierista, compositore e architetto del suono italiano, Daniele Cavalca si era già fatto notare per la sua collaborazione con Claudio Scolari, un altro batterista, multi-strumentista e compositore italiano. Insieme hanno composto brani sperimentali e improvvisati di musica elettronica con influenze jazz, come Colors of Red Island e Synthesis.
Dopo quella collaborazione, Cavalca ha completato i suoi studi al prestigioso Berklee School of Music a Boston, facendo tesoro delle influenze che il nuovo ambiente gli offriva, “americanizzando” anche il suo nome in Dan. La sua educazioni formale non lo ha comunque allontanato dai suoi punti di forza, ma, anzi, gli ha dato strumenti per ampliare la sua visione musicale e per imparare a usare la tecnologia come un vero e proprio strumento e non come un semplice sostegno. Nell’usare gli strumenti elettronici però non ha mai trascurato la sua grande abilità nel suonare la batteria, le percussioni e tanti altri strumenti, che riesce a combinare abilmente.
Il suo primo debutto come artista solista è avvenuto nel 2014 con un EP di 4 canzoni, The 4 Seasons. Nel 2016 ha poi realizzato un album intero, Cinematic (pubblicato da Terzo Millenio, l’etichetta discografica di Divinazione Milano), che mixa suoni organici e digitali. La particolarità di questo progetto è che Cavalca può riprodurre tutte le canzoni live con il solo aiuto di suo fratello Michele, che suona il basso elettrico.
A discapito del titolo, non ci sono colonne sonore all’interno dell’album ma c’è un fil rouge che unisce tutte le canzoni dell’album. Questa è un’impronta che accomuna Cavalca a Scolari e che una volta abbiamo descritto come “misteriosa e con molte sfaccettature, è una colonna sonora di un film immaginario”. Michele Cavalca ancora una volta suona il suo basso all’interno di Cinematic mentre Dan è responsabile di tutto il resto: la sintetizzazione, il piano, le percussioni e, ovviamente, la batteria.
Life Time Lapse, il primo singolo estratto dall’album, riesce a lanciare il disco con quella che è chiamata una “canzone da cuffie”. Un ascolto così intimo (quello con le cuffie, appunto), non svela solo la bellezza della canzone nella sua completezza ma anche la precisa sonorità della batteria che è suonata con strumenti elettronici. Noise invece è una versione di questa prima canzone con un ritmo lussureggiante che permette di immergersi completamente nel ritmo. Red Eclipse è invece costruita su un riff della tastiera ripetuto: questo potrebbe risultare ordinario se mixato con un ritmo meccanizzato ma Cavalca riesce a tirarne fuori un groove che nessun macchinario avrebbe potuto replicare.
Cavalca non ha subito svelato interamente l’anima elettronica di Cinematic ma i beat vengono introdotti in modo graduale, affiancati a un ritmo computerizzato. Iceland è un nome adatto per pezzo con un sound creato grazie a sintetizzatori, che richiamano un’atmosfera di pace. Serve inoltre come un ponte verso You and The Rising Sun, con cui condivide le stesse radici ma che è molto più vivace. Blues In E(lectronic) è molto più di quello che ci si aspetterebbe: è un blues inaspettato che include un uso creativo della voce e di ritmi percussivi che fanno venir voglia di ballare e che, a tratti, rischiano di mettere in ombra la vena blues della canzone.
Ancora agli inizi della sua carriera musicale e con un album di debutto più che appropriato al suo talento, Dan Cavalca può vantare un approccio completamente maturo alla musica strumentale e riesce a mettere insieme molti elementi semplici e a creare un’alchimia che li rende fuori dal comune.
English Version (Original)
Italian percussionist, keyboardist, composer and sound architect Daniele Cavalca first got our notice with his collaborations with Claudio Scolari who is also a forward-thinking primarily drummer multi-instrumentalist and composer from Italy. Together, they made records of highly experimental, improvisational electronica-infused jazz fusion such as Colors of Red Island and Synthesis.
Since then, Cavalca has completed studies at the prestigious Berklee School of Music in Boston and in keeping with the foreign environs also goes by the Americanized name “Dan.” His formal education didn’t transform him away from his strengths, but perhaps gave him more tools to flush out his musical vision and flair for using technology as a creative instrument and not a crutch in a stew of downtempo electronica, jazz, classical and pop. In using electronics he never leaves behind his proficiency on the drums, percussion, keyboards and other assorted instruments; instead, he rather skillfully uses each side at once to complement each other.
His first foray as a solo artist came with a 4-song EP, The 4 Seasons in 2014 but now comes his debut full-length release. Cinematic (from the Italian label Divinazione Milano Srl) mixes the organic and the digital but with all the artistry of the former; as illustrated in a cover of “Twisted Nerve,” (not on this album) Cavalca can do it all ‘live’ with the only help coming from his brother Michele on electric bass.
And speaking of movie soundtrack songs, the title Cinematic doesn’t mean there are any of those on this record — Cavalca writes all these songs — but it does have a soundtrack pulse to it. That’s a Scolari/Cavalca hallmark, which I once described as “mysterious, winding and nuanced, (it’s) soundtrack music to some imaginary movie.” Michele Cavalca once again lends his bass for Cinematic while Dan is responsible for everything else: synth, piano, percussion, and of course, drums.
“Life Time Lapse” launches the album and it’s what I call a ‘headphone’ song. Such an intimate listen not only reveals the full effect of the synth ambience washing over the ears but also the precise, hand-delivered drumming playing apace with the electronics. The “Noise” version of this is luxuriantly immersive. “Red Eclipse” is constructed around a repeating keyboard riff that might have ordinarily included programmed beats but Cavalca metes out a groove no machine could quite replicate.
Cavalca lets the electronic motif “Cinematic” sink in first, then gets the beat going, his dynamic drumming going right alongside a computerized pulse. “Iceland” is the right name for a sound with icy synth contours with a remote but peaceful feel. Though brief, it serves as a perfect bridge into “You & The Rising Sun” which shares the same root and some electronic sounds but is also spirited. “Blues In E(lectronic)” is also much as advertised, a blues form transmitted in Space Age blurts and includes a creative use of voice sampling. But it also includes a dance-enticing percussion-heavy bossa nova rhythm that at times threatens to overtake those blues.
Still early in his recording career and just now presenting a proper debut, Dan Cavalca can already boast a fully-formed individual approach to an instrumental music that brings together a lot of familiar elements but the alchemy itself is uncommon…and uncommonly good.
http://www.rocktargatoitalia.eu






