Riparte, dopo la pausa agostana, il progetto “Road Tour” del Panathlon International, un mezzo attrezzato che si pone come fine quello di stimolare bambini in età prescolare, studenti ed adulti, in una sorta di staffetta che non ha come scopo la ricerca dei campioni o la caccia alle medaglie, ma la valorizzazione del soggetto “uomo” nella società.
La prossima tappa, dal 15 al 18 settembre, sarà nel Parco Reale di Monza – Villaggio dello Sport, in occasione del 73° Open d’Italia di Golf.
Lo slogan prescelto è “Vieni a provare lo sport con noi”, e dalle 10 alle 17 dei quattro giorni sarà possibile sperimentare tutta una serie di attività sportive. Vi sarà anche un Forum: il Panathlon International sarà presente sia alla gara sportiva sia al Forum con un suo stand, proprio per sensibilizzare coloro che parteciperanno all’evento, promuovendo attraverso la distribuzione di materiale divulgativo gli ideali panathletici e quanto il Panathlon International fa “nel” e “per” il mondo dello sport.
Le esperienze raccolte, e le storie narrate durante il “Road Tour”, porteranno alla formulazione di un dossier che servirà come base dibattimentale di un Convegno Internazionale, previsto per il mese di aprile 2017, la cui risoluzione finale sarà consegnata al Comitato Olimpico Internazionale.
Strettamente legato al “Road Tour” vi è un altro argomento particolarmente caro al Panathlon International, la “Carta dei Doveri del Genitore nello Sport”.
Questo documento consta di dieci punti:
1) La scelta della disciplina sportiva preferita spetta ai miei figli in totale autonomia e senza condizionamenti da parte mia;
2) Mio dovere è verificare che l’attività sportiva sia funzionale alla loro educazione e alla loro crescita psico-fisica, armonizzando il tempo dello sport con gli impegni scolastici e con una serena vita familiare;
3) Eviterò ai miei figli, fino all’età di 14 anni, pesanti attività agonistiche, salvo discipline formative, privilegiando lo sport ludico e ricreativo;
4) Li seguirò con discrezione, con il loro consenso, se servirà ad aiutarli ad avere con lo sport un rapporto equilibrato;
5) Non chiederò agli allenatori dei miei figli nulla che non sia utile alla loro crescita e commisurato ai loro meriti e potenzialità;
6) Dirò ai miei figli che per essere bravi sportivi e sentirsi felici nella vita non è necessario diventare dei campioni;
7) Ricorderò loro che anche le sconfitte aiutano a crescere perché servono per diventare più saggi;
8) Indicherò loro i valori del Panathlon come fondamento etico per affrontare una corretta esperienza sportiva;
9) Al loro ritorno a casa non chiederò se abbiano vinto o perso ma se si sentano migliori. Né chiederò quanti gol abbiano segnato o subito o quanti record abbiano battuto, ma se si siano divertiti;
10) Vorrò specchiarmi nei loro occhi ogni giorno e ritrovare il mio sorriso giovane






