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Una prima vittoria per le comunità del Ndiael che lottano contro l’accaparramento delle loro terre

Le autorità Senegalesi sono state costrette a riconoscere la legittimità della resistenza delle popolazioni locali e hanno confermato l’intenzione di ridurre la concessione alla ditta Senhuile da 20.000 a 10.000 ettari.

I residenti del Ndiael rivendicano 14.000 ettari e sperano di poter presto utilizzare le loro terre per
coltivare angurie, patate dolci e manioca, le attività di allevamento potranno riprendere nella zona,
perché i terreni verranno divisi in piccoli appezzamenti che lasceranno spazio per il passaggio degli
animali e consentiranno l’accesso alle fonti d’acqua.
Inoltre, dopo il raccolto, gli animali potranno nutrirsi con quello che resta delle coltivazioni e
fertilizzeranno i terreni.
Questa integrazione tra agricoltura su piccola scala e allevamento rispetta l’equilibrio ambientale
della zona e crea fonti di reddito per agricoltori e allevatori.
Sono in corso negoziazioni tra le autorità senegalesi, i rappresentanti della comunità e Senhuile per
definire ufficialmente le terre che verranno restituite alla comunità.
Le aspettative sono alte, ma la lotta non è finita, ora più che mai le popolazioni hanno bisogno del
nostro sostegno, se le comunità del Ndiael vincono, questo caso può diventare un precedente per
altre comunità che sono sotto attacco.
Ardo Sow del comitato per la difesa del Ndiael dichiara “questa è una lotta per la sopravvivenza,
non possiamo restare a guardare …. Non cederemo per niente al mondo.
Per approfondimenti:
http://www.oaklandinstitute.org/community-resistance-senhuile-land-grab-sparks-hope-senegal