In queste ultime settimane sono diverse le dichiarazioni che alcuni politici del Tigullio sia di centro destra, sia di centro sinistra hanno rilasciato alla stampa in merito al futuro dell’Asl 4 Chiavarese, dell’ospedale di Sestri Levante e di Rapallo. Il consigliere regionale della Lega Nord Liguria Alessandro Puggioni interviene per fare chiarezza.
«I continui ‘botta e risposta’ tra consiglieri comunali, regionali e sindaci sulla delicata questione che riguarda la sanità del Tigullio – dice Puggioni – non porta a nulla, soprattutto in vista dell’imminente appuntamento elettorale referendario del 4 dicembre. Regione Liguria attraverso l’assessore alla Sanità e vice presidente Sonia Viale sta portando avanti una riforma sociosanitaria che, tra i vari obiettivi ha proprio quello di integrare ospedale e territorio per garantire continuità nella presa a carico del paziente e di creare dipartimenti interaziendali tra diverse aziende sanitarie per superare i doppioni e, sotto la regia di A.Li.Sa, per razionalizzare l’offerta nella cura della persona e favorire modalità di integrazione organizzativa e di contenimento dei costi».
Il consigliere regionale leghista ritiene che la priorità in questo momento non sia quella di alimentare le polemiche, ma quella di votare NO alla riforma costituzionale di Renzi che svuoterebbe la Regione di poteri e funzioni in termini di programmazione sanitaria.
«Se dovesse vincere il SI – spiega Puggioni – si darebbe il via libera ad una sanità più centralizzata. Lo Stato diventerebbe l’unica figura avente diritto di legiferare in tema di ‘disposizioni generali e comuni a tutela della salute’ fino ad ora regolamentate dall’articolo 117 della Costituzione italiana. E’ quindi inutile parlare in questi giorni del futuro di Asl 4 e degli ospedali del Tigullio, anche perché con il Decreto Balduzzi dovremo dire addio con ogni probabilità al punto nascita di Lavagna che non raggiunge il target dei 1000 parti l’anno e ai nosocomi di Sestri Levante e Rapallo. Perciò il mio consiglio è quello di non dare fiato alle polemiche, ma di concentrarsi su ciò che è meglio per i cittadini e soprattutto per tutelare la loro salute».






