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Donne venete e calcio: dopo i 55 anni, una passione che aumenta il rischio di artrosi del ginocchio

Eletta dall’Associazione Italiana Calciatori e dall’Unione Stampa Sportiva come miglior giocatrice di calcio del Triveneto, Elisa Camporese è l’unica centrocampista donna a salire sul palco lunedì 28 novembre a Vicenza insieme a calciatori professionisti maschi. Un successo personale oltre che un successo per tutto il calcio femminile che, solo nel Veneto conta 526 società di calcio femminile.

Se nella tecnica e nella passione per il calcio non c’è differenza tra maschi e femmine, purtroppo quando si parla di artrosi secondaria, cioè dovuta a traumi giovanili del ginocchio, le donne calciatrici sono più a rischio rispetto ai colleghi maschi. “A parità di rischio di lesioni traumatiche del ginocchio durante la stagione calcistica quindi le femmine hanno un rischio aumentato di artrosi precoce del ginocchio già all’età di 50-55 anni sia per la presenza del trauma giovanile, sia per fattori ormonali legati alla menopausa – spiega il dottor Franco Rossi, specialista in ortopedia e traumatologia presso l’Ospedale Villa Salus di Mestre. – L’artrosi precoce del ginocchio nello sportivo è una delle principali patologie che portano all’indicazione di intervento di protesi monocompartimentale o totale del ginocchio. Questo tipo di pazienti richiedono sempre più brevi tempi di ospedalizzazione e rapido recupero post operatorio, reso possibile dai percorsi di fast track che oggi vengono usati nella chirurgia ortopedica. Infatti, nella mia esperienza, con il fast track i tempi del ricovero si dimezzano passando da 8-10 giorni a 4-5 giorni al massimo. Il paziente viene mobilizzato il giorno stesso dell’intervento e questo favorisce il recupero rapido facilitato anche dai nuovi materiali e design delle protesi sempre più rispettose dell’anatomia del ginocchio”.