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Scuola, Rosso e Robello: “Raccogliamo le preoccupazioni delle famiglie su pubblicazioni di educazione sessuale distribuite ai bambini delle elementari di Arenzano senza un coinvolgimento preventivo dei genitori”

«Una pubblicazione, dove si parla di sessualità con toni e immagini più appropriate a un pubblico adulto che non a bambini di quinta elementare, ci è stata segnalata da un gruppo di genitori di alunni che frequentano l’Istituto comprensivo di Arenzano.

Le famiglie, che si sono già attivate attraverso facebook, sono legittimamente preoccupate per le scelte quanto meno molto discutibili su come viene affrontato un tema così delicato come l’educazione sessuale». Lo dichiarano Matteo Rosso, medico e presidente della commissione Salute in Regione Liguria, e Giacomo Robello, consigliere comunale di Arenzano, che hanno raccolto la segnalazione di alcuni genitori degli alunni dell’istituto comprensivo di Arenzano a cui sarebbe stato consegnato un testo di Vittoria Facchini dal titolo ‘Piselli e farfalline: sono più belli i maschi o le bambine’. «Se le denunce dei genitori saranno confermate – dicono i due consiglieri – saremmo davanti a un episodio grave perché non ha visto il coinvolgimento preventivo delle famiglie che sarebbero state informate dell’iniziativa direttamente dai propri figli, a consegna dell’opuscolo avvenuta.

Non siamo di certo contrari all’insegnamento dell’educazione sessuale nelle scuole, anzi, riteniamo che sia utilissima per rendere più consapevoli i giovani e fare prevenzione ad esempio sulle malattie sessualmente trasmissibili di cui, secondo le ultime indagini, i giovani e giovanissimi sanno poco o addirittura niente. Tuttavia, pensiamo che l’educazione alla sessualità rivolta a bambini di neppure dieci anni vada affrontata con sensibilità e tatto e non con immagini simili a quelle che purtroppo già il web fornisce in gran quantità a un pubblico indistinto. Pertanto ci attiveremo per chiedere spiegazioni alla Asl 3, che ha promosso l’iniziativa, certi che la direzione dell’azienda ne sia all’oscuro conoscendo la sensibilità degli attuali vertici aziendali su temi così delicati. Episodi di questo genere confermano, infine, la necessità dello sportello della famiglia – tanto vituperato dalle opposizioni politiche -, che presto sarà attivato per nostra iniziativa in Regione, proprio con lo scopo di ascoltare genitori e figli su tematiche così delicate per l’educazione dei giovani».