Sarà discussa domani in commissione ambiente della Camera l’interrogazione presentata la settimana scorsa dal deputato Stefano Quaranta che chiede al Ministro Galletti di fare chiarezza sui reali motivi del ritardo e procedere immediatamente, secondo il codice ambientale, mettendo in atto tutte le procedure per la bonifica e il ripristino della situazione antecedente al disastro.
“Iplom, dopo avere sversato 680 mila litri di greggio nei rivi Fegino e Pianego, deve prendersi le sue responsabilità senza perdere altro tempo, soprattutto – spiega Quaranta – seguendo le indicazione di Arpal e senza interferire tra Enti locali e Ministero circa le procedure di bonifica”.
Proprio ieri la consigliera comunale di Rete a sinistra Marianna Pederzolli ha discusso in consiglio un’interrogazione su Iplom in cui sottolineava la necessità che i lavori partano subito e che siano sotto la supervisione del Comune, evidenziando anche la preoccupazione che Iplom provi a convertire i costi di bonifica con una multa a totale danno dei cittadini. “L’assessore Porcile – racconta Pederzolli – ci ha rassicurato affermando che il Comune, nonostante i tentativi della Iplom di limitare le competenze degli Enti locali nel procedimento in corso, ha deciso di convocare la “famosa e auspicata” Conferenza dei servizi nella quale verrà depositato il piano di Caratterizzazione di Iplom. Speriamo che questo avvenga al più presto, perché ce lo hanno detto qualche giorno fa i cittadini della Valpolcevera: non ce la fanno più”.
Condivide le preoccupazioni di Marianna Pederzolli anche Iole Murruni, presidente del Municipio Valpolcevera che aggiunge: “Auspichiamo che la richiesta di Iplom di trasferire al Ministero la competenza dei lavori di bonifica non sia accolta perché è ovvio che se le riunioni saranno fatte a Roma sarà difficile intervenire e venire a conoscenza delle decisioni prese”.
Anche in Regione il consigliere di Rete a sinistra Gianni Pastorino ha da poco depositato un’interrogazione che chiede con urgenza che vengano date risposte ai cittadini che, dopo nove mesi, ancora non sanno quando e se avverrà la bonifica delle aree contaminate.






