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Pietralunga: tra boschi e antiche pievi

Passeggiando tra i vicoli del centro storico

Ad accogliervi al vostro arrivo vi è la maestosità del castello con i resti dell’antica fortificazione costruita in epoca longobarda intorno al VIII secolo d. C. Tra i sontuosi palazzi potete ammirare Palazzo Fiorucci, costruito nel 1612 sopra le mura di cinta della città, il Palazzo Comunale, un tempo sede di rappresentanza dell’Arcipretura Pietralunghese, il palazzo del Capitano del Popolo dove erano collocate le galere e il palazzo dell’Orologio; girando per ogni dove potrete imbattervi in palazzi signorili di un tempo, tra cui Palazzo Fiorucci, la casa dei Felicchi e dei Bonori, la casa degli Urbani e quella dei Martinelli. Tra i luoghi storici del borgo non dimenticate di visitare la pieve di Santa Maria, il convento di Sant’Agostino che risale al XIII secolo, attualmente adibito a Biblioteca Pubblica Comunale, l’antico ospedale ora Archivio storico di Pietralunga e il monumento regionale al Partigiano Umbro, collocato nel parco della Pace a cui si accede dai giardini pubblici che si aprono davanti alla piazza principale del paese.
Tra i resti delle antiche mura vi sorprenderà la porta del Cassino, l’unica ben conservata delle tre porte d’ingresso a Pietralunga. Era chiamata così perché vi era collocata la “garitta” dove i soldati a turno sorvegliavano l’accesso alla fortezza.
Sulle orme di San Francesco

Appena fuori le mura di Pietralunga vi aspettano il santuario della Madonna dei Rimedi, la chiesa di Santa Maria delle Grazie e a una decina di chilometri dal borgo la Pieve de’ Saddi, tipico esempio di basilica paleocristiana. Andando per chiese vi siete già addentrati nell’incredibile varietà dell’ambiente naturale che circonda questo borgo. I boschi di Pietralunga, quelli dei Monti Rosso e Sodolungo, l’oasi di Varrea e l’oasi di Candeleto, individuati dalla Regione Umbria come Siti di Interesse Comunitario, sono luoghi ideali per fare trekking, escursioni o anche solo per andare a caccia del tartufo più pregiato. Se siete alla ricerca di spiritualità, potrete muovervi lungo il Sentiero Francescano e seguire le orme del Santo dalla Verna ad Assisi, un itinerario che si snoda tra dolci profili e verdi vallate, casolari e vecchie pievi, torri colombare e antiche rocche.
Suggestioni: laboratori, passeggiate e miracoli del passato

Per divertirsi in compagnia dei più piccoli vi consigliamo i laboratori di argilla, le passeggiate naturalistiche e didattiche sul sentiero Natura di Candeleto, lungo la Via dei Mulini e le cascate di Coldipinzo e il Percorso NaturOlistico del Giardino del Mago per far pratica del leaf peeping e ammirare il fogliame tipico dei boschi.
Se volete sperimentare le gioie della gastronomia locale provate le passeggiate enogastronomiche organizzate da SpizZig-Zagando oppure i laboratori per preparare la pasta fatta in casa a mano. Abbondano sulle tavole locali tartufi di tutte le specie, in particolare quello bianco pregiato o Trifola, la famosa patata di Pietralunga, di pasta finissima e dal gusto inimitabile, ideale per realizzare uno dei piatti locali più gustosi gli gnocchi – naturalmente al tartufo – entrambi protagonisti di un’imperdibile sagra, la Mostra Mercato del Tartufo e della Patata Bianca che si svolge a ottobre. E ancora la porchetta di maiale, i salumi e gli insaccati vari, i formaggi, i cappelletti, il torciglione, un dolce a forma di serpente e i legumi come lenticchie e cicerchie. No dimenticate infine di assaggiare il Sollucchero, liquore ottenuto dalle visciole, una specie di ciliege selvatiche.

Tra i momenti di folclore più significativi vi ricordiamo il palio della Mannaja, la festa più importante di Pietralunga; si disputa nel mese di agosto e rievoca un fatto accaduto nel 1334, quando un certo Giovanni di Lorenzo di Picardia, per recarsi in pellegrinaggio a Lucca e trovandosi a passare di qui, fu ingiustamente accusato di avere ucciso un uomo e di conseguenza condannato a morte. Il poveretto si rivolse fiducioso al Volto Santo tanto che, quando il boia tentò di tagliargli il collo con la mannaia, si rivoltò la lama. Ancora oggi a Pietralunga si ricorda l’avvenimento con una sfida tra borghi e quartieri che si contendono il premio spingendo per le vie del centro storico un pesantissimo carro, il Biroccio, antico mezzo di trasporto dei condannati a morte. Una vera e propria corsa a tempo molto entusiasmante.

Informazioni

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