Da qualche tempo sentivo la necessità di fare alcune considerazioni su quella che é stata l’estate del calcio femminile genovese, mi permetto di farlo perché sette anni in questo ambito mi hanno fatto capire molte cose.
Intanto colgo l’occasione per ringraziare la dirigenza della neonata Real Arenzano (ex Sestrese Athletic) per avermi rinnovato la fiducia della categoria Primavera insieme al nostro preparatore atletico Giovanni Ventura, dopodiché vorrei porvi inoltre alcuni quesiti sui quali ognuno potrà fare le proprie considerazioni.
Ho sentito parlare molte volte di questa benedetta volontà di far crescere questo movimento, sinceramente credo che a pochi interessi davvero questo aspetto, quello che é emerso da questa lunga estate é che l’unica cosa che interessa alle società é la sfrenata corsa alla ricerca di qualsiasi tipo di giocatrice da soffiare alla squadra avversaria, una corsa alla quale purtroppo ad un certo punto anche noi non abbiamo potuto ovviamente esimerci, voglio sottolinearlo.
Sicuramente é normale che questo aspetto esista, ci sarebbe da discutere sui modi in cui si cercano di strappare le ragazze ad altre società , ma non si può ovviamente entrare nello specifico, non sarebbe comunque bello parlare per sentito dire.
Possiamo dire invece che se tutti quanti avessimo profuso questo enorme sforzo per dialogare con i vari comitati provinciali regionali ecc… per far si che anche quest’anno il campionato regionale primavera non diventi il solito campionato con poche squadre ma magari un bel campionato primavera interregionale, forse avremmo ottenuto quantomeno dei riscontri.
Vorrei porvi una domanda, é giusto che una giovane calciatrice terminato il campionato Under 14 rischi partecipare ad un campionato di serie C a discapito di un campionato primavera?
Sfido chiunque a dire che il percorso adatto per una ragazzina di 14 anni sia quello di andare ad affrontare un campionato di serie C dove la ragazzina stessa dovrebbe confrontarsi con ragazze spesso molto piu’ grandi se non addirittura con delle donne in alcuni casi, con il conseguente rischio di infortuni ecc.
Se si ha veramente a cuore il calcio femminile e le ragazze che vi si affaciano, la categoria Juniores deve essere sostenuta in modo tale che le ragazze possano confrontarsi con all’incirca della pari età , non mi risulta che nel maschile ragazzi di 14 anni si confrontino con giocatori di 25-30 anni.
Mi pare di intuire che purtroppo la tendenza non sia questa e vorrei che questo sia un semplice motivo di riflessione anche per i genitori stessi nella scelta del percorso da far scegliere alla proprie figlie.
Vado a concludere dicendo che la crescita del movimento calcio femminile genovese o ligure se vogliamo leggermente ampliare, nonostante le lamentele dalle persone che ne fanno parte, difficilmente potrà arrivare ad una svolta, almeno sino a quando l’estate servirà solamente ad accappararsi il maggior numero di giocatrici a prescindere dal possibile percorso da proporre, ma semplicemente per non farle giocare altrove e non sarà un periodo nel quale le società possano discutere le possibili migliorie da effettuare e da eventualmente proporre a chi di dovere.
Ad oggi siamo tutti impegnati in altre tipologie di tristi battaglie, il calcio femminile é un mondo dove spesso chi ne ruota attorno in qual si voglia ruolo societario spesso lo fà semplicemente come tutore di una figlia anche in ambito sportivo o diversamente é impegnato spesso a non costruire le proprie fortune ma a provare rendere difficile la vita altrove.
Chi ha scritto questo piccolo articolo lo ha fatto in piena autonomia, semplicemente perché stanco di sentire tanti discorsi inutili e perché ha realmente a cuore un movimento fantastico come quello del calcio femminile , poco mi importa se qualcuno non gradirà , allo stesso modo mi auguro che possa raccogliere il favore di chi ne ha capito il significato per provare per davvero a rendere questo mondo più adatto alle giovani giocatrici del futuro.
Marco Lo Bartolo






