CITTADELLA – SPEZIA 0 – 1
RETE: Galabinov al 31’ del secondo tempo.
CITTADELLA (4-3-1-2); Paleari; Parodi, Adorni, Frare, Benedetti; Settembrini (60’ Siega), Iori, Proia; Schenetti (54’ Camigliano); Moncini e Diaw (79’ Panico). All. Venturato.
SPEZIA (4-3-3): Lamanna; De Col, Ligi, Crivello, Augello; Bartolomei (89’ Crimi), Ricci, Mora; Gyasi (66’ Galabinov), Okereke (74’ Da Cruz), Bidaoui. All. Marino.
ARBITRO: Pilliteri di Palermo, guardalinee Luciano e Scarpa, quarto uomo Ros.
NOTE: espulso Adorni al 50’. Caldi d’angolo 7-3 per lo Spezia. Ammoniti Bartolomei e Ligi nello Spezia; Benedetti, Frare, Parodi, Proia e Settembrini nel Cittadella.
Al “Tombolato” nono risultato utile consecutivo, per uno Spezia che peraltro gioca sempre meglio, non a caso il successo è più che legittimo pure contro il Cittadella padrone di casa.
Cronaca…
Al 3’ Bidaoui scodella una palla più che invitante sotto porta, ma Okereke manca d’un soffio l’aggancio, peraltro spiazzando così Gyasi accorrente da dietro.
Al 13’ Schenetti spreca sull’esterno della rete una ghiotta palla-gol.
Al 31’ Okereke sfiora l’incrocio dei pali su cross di Gyasi.
Al 32’ un diagonale di Bartolomei fa la barba al palo su un traversone di Mora.
Al 33’ Paleari ferma in uscita Okereke (gli spezzini vanno stringendo i tempi).
In tempo di recupero Paleari è grande dapprima su una “bomba” di Bartolomei, quindi su un tentativo di De Col, infine Gyasi manca la sfera a un passo dalla linea di porta su un “centro” di Bartolomei servito da Mora.
Ripresa…
Al 5’ viene espulso per un fallo su Okereke il già ammonito Adorni, già “graziato” sul finire del primo tempo, subito dopo mister Venturato rimpiazza Schenetti con Camignani; nel chiaro intento di “coprirsi” di più.
Al 13’ fermato in fuorigioco Okereke: ma c’era ?
Al 17’ Paleari ribatte un tiro potentissimo, ma centrale, di Bidaoui.
Al 26’ ancora Paleari alza oltre la traversa una stangata di Ricci da fuori area.
Al 31’ una “zampata” del fresco entrato Galabinov sancisce la vittoria ospite, su un pallone messo sotto porta da Augello, a sua volta imbeccato da Mora.






