
BIOGRAFIA
SVEN ERIK FUZZ KRISTIANSEN, noto anche come Maniac, e? una delle figure piu? iconiche della scena black metal norvegese, conosciuto per le sue performance teatrali estremamente intense. E? vocalist nella band black metal Mayhem durante i periodi 1986-88 e 1995-2004, quando il batterista Hellhammer decide di far rivivere Mayhem dopo la morte dei membri Euronymous e Dead. Ha anche collaborato con Wurdalak (dal 2000) e Bomberos (2004). Nel 2005 ha fondato la band Skitliv con Kvarforth (Shining). ANDREW LILES e? un ‘solo sound artist’, multi- strumentista, produttore, remixer e ingegnere del suono. Ha lavorato con molti protagonisti della musica sperimentale ed e? famoso per i suoi ampi contributi alle registrazioni e alle esibizioni dal vivo delle band Nurse With Wound e Current 93.
Attivo dalla meta? degli anni ’80, il suo lavoro e? stato utilizzato in teatro, film, radio e T.V.. La sua vasta produzione di registrazioni (circa duecento) copre una varieta? di stili che va dal dark ambient al progressive rock e al dub.
Come solista ha collaborato con molti artisti internazionali tra cui Bass Communion, Steven Stapleton, Darren Tate, The Hafler Trio, Unsong, Daniel Menche, Band of Pain, Lord Bath, Sion Orgon, Andrew King, Nick Mott, Paul Bradley, Aaron Moore, Nigel Ayers, Irr. App (Ext), Jonathan Coleclough, Tony Wakeford, Frans De Waard, Freek Kinkelaar, Danielle Dax, Rose McDowall, Edward Ka-spel, Kommissar Hjuler e Mama Baer, Vidna Obmana, Ernesto Tomasini e molti altri. Al di sopra e al di sotto dell’hard rock e dell’heavy metal ha lavorato con: Sutekh Hexen, A?rabrot, Cadaverous Condition, Gnod, Faust, Ruse, Maniac, Attila Csihar, Karl Blake e altri. ANDREW LILES e SVEN ERIK FUZZ KRISTIANSEN si incontrano per la prima volta durante l’edizione 2008 del Roadburn Festival curata da David Tibet. Liles viene successivamente invitato a unirsi alla line up dei Sehnsucht, una band fondata da Kristiansen, Ingvar e Vivian Slaughter. Una traccia di questa esperienza e? l’album “Wurte” registrato nel 2010. Liles e Kristiansen mantengono vivo il loro dialogo creativo fondando la band Svart Hevn e occasionalmente suonando dal vivo sia come Svart Hevn che come duo Liles / Maniac.
La collaborazione tra i due permette a Liles di lavorare con i suoni piu? duri e graffianti della musica heavy metal da un lato e a Kristiansen di confrontarsi con la liberta? delle strutture aperte della musica sperimentale dall’altro.
“DARKENING LIGNE CLAIRE” e? un collettivo e una raccolta di idee manifestati in un’opera di arte multimediale.
Nel marzo del 2018, Archaeological Records ha commissionato il suo logo a Christophe Szpajdel, accettando con gioia la proposta di curare, in cambio, la stesura di una biografia critica per il prossimo volume antologico a lui dedicato, “Lord of the Logos 2”. Dal finire degli anni ’80 disegna loghi per band metal, e ad oggi se ne contano circa tredicimila. Da gruppi black metal di culto – tra cui Emperor e Wolves in The Throne Room – a Rihanna o Metallica, Christophe Szpajdel e? il piu? prolifico logo designer conosciuto. Disegna a mano, continuamente, ovunque. Una profonda coscienza ecologica e? cio? che influenza maggiormente la sua arte. Fare la conoscenza delle visioni di Christophe Szpajdel ha portato Archaeological Records a produrre un saggio su di lui, un testo che rintraccia – sia negli stili grafici da lui inventati che nella sua biografia – l’affiorare di un filo conduttore che lo collega alle idee precedenti e posteriori l’Art Nouveau, da sempre il suo principale riferimento estetico. Il dialogo derivato dal lavoro intorno al saggio ha portato all’ideazione dell’esposizione “Christophe Szpajdel’s Darkening Ligne Claire”: la prima, dopo oltre duecento mostre dedicate ai suoi logotipi, ad esporre le fotografie di paesaggio che da sempre scatta come note visuali durante i suoi viaggi. L’inaugurazione della mostra, e l’incontro con l’artista, ha avuto luogo sabato 2 Dicembre 2018 alle ore 16 presso gli spazi espositivi di La Cite?, a Firenze. La mostra “Christophe Szpajdel’s Darkening Ligne Claire” e? stata inclusa nel programma dell’ottava edizione del festival musicale Dio Drone. Il percorso della mostra fotografica comprende sette dittici, quattordici immagini selezionate da Archaeological Records durante un lavoro di ricerca all’interno di un archivio di oltre ottomila immagini. Diversi luoghi, prospettive e tempi sono associati per descrivere l’approccio psicogeografico di Szpajdel all’arte. Il progetto “Darkening Ligne Claire” nasce da questa relazione e dalle intuizioni che ne derivano. Le sue radici, cosi? come le traiettorie del suo nomadismo, hanno fatto risalire una direzione verso gli archetipi della storia dell’arte, come una linea tracciata che si puo? seguire a ritroso nelle caverne di Lascaux. Christophe Szpajdel incarna la continuita? della manifestazione del pensiero astratto, che e? evidente nel profondo legame tra espressione artistica e natura. CHRISTOPHE SZPAJDEL, also known as Lord of the Logos, e? un artigiano del logotipo, un ingegnere forestale e, seppur di nazionalita? belga, un nomade. E? noto che i suoi stili di design del logo traggono (e guidano) l’ispirazione dalle forme vegetali, ma e? nel suo vasto archivio fotografico che viene rivelata la continuita? del suo ragionamento. Da una prima selezione di centoquindici foto (visionabili qui: https://www.flickr.com/photos/163481144@N05/) si e? arrivati alla serie di quattordici immagini organizzate in sette dittici che hanno costituito la mostra – la prima fotografica, dopo oltre duecento mostre di logotipo – intitolata “Darkening Ligne Claire”. Questo progetto ha assunto una dimensione collettiva, trovando soddisfazione, grazie al coinvolgimento dei musicisti Andrew Liles (Current 93, Nurse With Wound) e Maniac (ex Mayhem), che hanno trasformato i sette dittici in un album di sette dischi – ciascuna colonna sonora ideale per una delle sette paia di foto. Questo approccio ha trasformato la mostra, una volta fuori dalle mura, in un album fotografico, e Archaeological Records ha curato l’unione dei due in un’opera d’arte che porta il titolo omonimo, “Darkening Ligne Claire”: un involucro di legno ( la dimensione di 38 cm x 38 cm x 7 cm) che contiene i sette dittici e i sette dischi. Come scritto nella serigrafia interna:
“Ci siamo addentrati nell’archivio fotografico di Christophe Szpajdel e abbiamo selezionato una serie di immagini che potrebbero evocare le nozioni del DARKENING LIGNE CLAIRE. Abbiamo scelto e stampato – in un formato di 24 cm x 30 cm – quattordici scatti per costruire sette dittici, che abbiamo poi voluto intitolare prendendo in prestito i titoli dalle creazioni passate di Christophe Szpajdel: I – EMPEROR, II – ENTHRONED, III – FLAGELLUM DEI, IIII – SLAUGHTER MESSIAH, IIIII – SOULBURN, IIIIII – WOLVES IN THE THRONE ROOM, IIIIIII – NOCTUARY. Questa selezione visiva ha ispirato Andrew Liles e Sven Fuzz Kristiansen a creare musica, a sfocare il suono, a allungare e ridurre il tempo. Il producer Andrew Liles ha manifestato il concetto di “Darkening Ligne Claire” manipolando la declamazione di Maniac dei titoli di cui sopra; utilizzando solo il suono della voce di Maniac attraverso vari processi digitali e analogici, sono state create sette tracce, ciascuna di sette minuti. Quando, dopo la produzione di questi sette brani metal “heavy”, Christophe Szpajdel ha disegnato un logo per il duo Liles / Maniac, “Darkening Ligne Claire” era completo. Ogni traccia e? stata incisa su un vinile trasparente a un solo lato da 10 “, lasciando il lato bianco del disco su cui incidere il logo. Archaeologiacl Records e? un laboratorio sonoro dedicato all’archeologia del suono, alla musica sperimentale e all’ecologia, il cui programma curatoriale e? stato presentato proprio in occasione della mostra “Christophe Szpajdel’s Darkening Ligne Claire”.
La versione digitale di tutti i contenuti sarà resa disponibile online gratuitamente, mentre l’articolo ‘Darkening Ligne Claire’ appare ora in un involucro di legno sigillato a cera (38 cm x 38 cm x 7 cm) che contiene i sette dittici e il sette dischi. Questa edizione fisica di sola copia sarà disponibile solo attraverso l’etichetta, e costa il prezzo assurdo di € 3000, che è la quantità di denaro necessaria per coprire le spese e per acquistare un pezzo di terra da riconquistare, in per compensare l’impronta di carbonio dell’intero progetto.
Info su [email protected]
Archaeological Records / AR e? un laboratorio sonoro dedicato all’archeologia del suono (Music Archaeology), alla musica sperimentale e all’ecologia. AR ha annunciato i progetti in corso organizzando una serie di eventi durante l’autunno 2018 – la co-produzione dell’album “The Chaos Awakening” di ?Alos, le mostre di Roberto Baldazzini e Christophe Szpajdel, i concerti di Liles/Maniac e Zu – e ha ufficialmente aperto i battenti nell’inverno 2019. AR e? una casa editrice e etichetta discografica dedicata al passato dimenticato e all’archeologia musicale. Cos’e? l’archeologia musicale? Quale “musica” non e? mai stata registrata?
La musica antica e? mal catalogata e rimane in gran parte sconosciuta, ma con la ricerca di queste forme dimenticate, melodie ancestrali e strumenti del passato possono essere re-immaginati e rinascere. ‘Archaeologica Record’ e? un termine usato in archeologia per denotare tutte le prove archeologiche. Include sia i resti fisici delle passate attivita? umane che manufatti (riproduzioni) contemporanei. AR e? un progetto basato sulla convinzione che la ricerca su documenti archeologici possa essere analizzata e teorizzata in modi nuovi. Per promuovere l’interazione tra ricercatori e sound designer, musicisti ed esploratori del suono, fornendo loro strumenti teorici e pratici per sviluppare idee in/di territori inauditi, alla ricerca in/di canali inesplorati, creando il “nuovo” dall’ “antico”. Per AR, esplorare la storia del suono e? una missione oltre il tempo, attraverso dimensioni ineffabili. Una missione che richiede osservazione e pensiero originali che documentino e definiscano il “suono archeologico”. L’ispirazione per AR proviene da esperienze sonore senza tempo, al pari dell’archeo-acustica che trova nelle grotte naturali, le cui caratteristiche primarie rimangono inalterate nei millenni. E poi la voce umana, le “voci” animali, le loro pelli opportunamente trasformate in tamburi o le loro ossa incavate in strumenti a fiato, o alcune pietre che cantano se percosse, o altre scolpite che, posizionate con cura, intonano le loro canzoni col vento. Secondo l’ISGMA, il gruppo di studio internazionale di archeologia della musica: “…cio? che e? stato suonato nei tempi antichi e? destinato a rimanere nell’oscurita? del passato, e molta fantasia e? necessaria ai musicisti moderni per immaginare come sono state composte melodie e ritmi. A rigor di termini, solo il suono degli strumenti puo? essere rianimato: queste sono le possibilita? ed i limiti dell’archeologia musicale “. Determinati a trovare nuove possibilita?, AR supporta progetti che guardano (e sottolineano) l’elasticita? dei limiti epistemologici descritti da ISGMA: progetti curati da ricercatori e artisti insieme. Credendo che l’offuscamento dei generi sia l’approccio piu? desiderabile quando si pianificano progetti artistici ispirati alla scienza (o viceversa). Archaeological Records e? un’evoluzione autonoma e indipendente del gruppo di lavoro che diede vita al progetto Post Romantic Empire (2002-2012), quando nel nome della ricerca delle radici del Romanticismo letterario si portarono a collaborare e mescolarsi Goblin, Current 93, Peter Hook, Mouse on Mars, Little Annie Anxiety, Earth, Legowelt, 808 State, Apparat, Lory D, DMX, The Mover, Cose Fanni Tutti & Chris Carter, e molti altri. Da questa intensa esperienza, sia discografica che live, il nuovo gruppo di lavoro che anima AR trae la voglia di mescolare i generi per scoprire nuove potenzialita? espressive, e la voglia di fare produzione in modo piu? sostenibile.
CREDITS
Sound: ANDREW LILES, SVEN FUZZ KRISTIANSEN
Photography: CHRISTOPHE SZPAJDEL Logotype: CHRISTOPHE SZPAJDEL
Art direction: ARCHAEOLOGICAL RECORDS Vinyl lathe cut: BLADUD FLIES!
Silk screen print: LUCILIA SERICATA Cardboard cut: 5M
Box: PIERLUIGI FERRO
Sewing: CHIARA RAFFAELE
Editing: MELON LILES







