“Dalla parte dei più deboli. Occorre fermare il massacro dei bimbi costretti a subìre una circoncisione clandestina per motivi rituali.
Il caso del piccolo nigeriano, deceduto la scorsa notte in casa a Genova Quezzi dopo un intervento chirurgico illegale, non è l’unico avvenuto in Italia e i rischi sono ben noti a tutti.
Pertanto, occorrono condanne severissime per chi, nonostante conosca bene i rischi, utilizza lo stesso questa pratica a prescindere dal risultato.
Infatti, molti bambini spesso vengono salvati in extremis oppure rimangono menomati o riportano complicanze di vario tipo, che poi richiedono assistenza sanitaria.
Se l’infibulazione per le femmine è stata vietata, la circoncisione rituale per i maschi può continuare a essere ammessa, ma l’intervento chirurgico deve essere effettuato solo da medici e in strutture sanitarie autorizzate (tenendo conto che i rischi aumentano parecchio quando il bimbo è in età neonatale o ha pochi anni di vita).
Inoltre, nel caso di strutture pubbliche, trattandosi di operazioni da considerare tecnicamente parificabili a quelle di natura estetica e che quindi esulano dall’imprescindibile diritto alla salute, garantito dalla normativa italiana, appare giusto che la prestazione non sia coperta dal Servizio sanitario nazionale perché la sanità pubblica (quindi i cittadini) non può farsi carico anche di prestazioni extra mediche o non terapeutiche.
In altre parole, i genitori che vogliono seguire un rituale ma non vogliono pagare per l’intervento chirurgico, che costa poche centinaia di euro, possono rinunciare al rito. Anche perché il bimbo può vivere benissimo e in salute senza essere circonciso.
Ne consegue che inserire la circoncisione rituale nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) della sanità pubblica non appare una proposta di buon senso da accettare. Semmai, occorre fare una campagna di informazione e sensibilizzazione nei confronti dei genitori per evitare che si rivolgano a persone senza scrupoli che effettuano operazioni illegali di circoncisione”.
Franco Senarega, capogruppo regionale Lega Nord Liguria – Salvini
Paolo Ardenti, vice capogruppo regionale Lega Nord Liguria – Salvini






