
De Vincenzi si dimette, subentra Mauro Righello
In seguito alle dimissioni presentate da Luigi De Vincenzi (Pd), dopo la sua elezione a sindaco di Pietra Ligure (le due cariche sono incompatibili, ndr), è subentrato in Consiglio regionale Mauro Righello, primo dei non eletti della stessa lista e nella stessa circoscrizione.
Piana confermato presidente del Consiglio regionale, Barbagallo eletto vicepresidente.
In seguito alle dimissioni di Luigi De Vincenzi da consigliere regionale e, conseguentemente, da vicepresidente dell’Assemblea legislativa, come da Regolamento (articolo 5 comma 1 e 3), si è proceduto alla rielezione, a scrutinio segreto, del presidente e del vicepresidente del Consiglio.
Alessandro Piana è stato rieletto presidente dell’Assemblea legislativa con 16 voti, Giovanni Barbagallo (Pd) è stato eletto vicepresidente con 10 voti.
Prima delle operazioni di voto Giovanni Lunardon (Pd) ha presentato, a nome del gruppo, la candidatura di Giovanni Barbagallo a vicepresidente; Franco Senarega (Lega Nord Liguria Salvini) ha proposto la conferma della candidatura a presidente di Alessandro Piana; Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha presentato la candidatura a vicepresidente del collega di gruppo Andrea Melis, che ha ottenuto 4 voti; Gianni Pastorino (rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria) ha dichiarato l’appoggio alla candidatura di Barbagallo a vicepresidente dell’Assemblea legislativa.
Dibattito sulla proposta di legge Modifica alla legge regionale 11 luglio 2014 n.17 “Disciplina della raccolta dei funghi epigei”
Nella seconda parte della seduta del mattino è iniziato il dibattito sulla Proposta di legge 193 del 2018, presentata da Fabio Tosi (Mov5Stelle) e sottoscritta da tutti i componenti del gruppo, “Modifica alla legge regionale 11 luglio 2014 n.17 “Disciplina della raccolta dei funghi epigei”.
Giovanni De Paoli (Lega Nord Liguria-Salvini), presidente della IV commissione Territorio e Ambiente, ha presentato la relazione di maggioranza in cui ha espresso parere negativo sulla proposta di legge: «Chi costituisce un consorzio privato deve comunque adottare uno statuto del quale si dovranno indicare gli obbiettivi da raggiungere, con il ricavato dell’eventuale vendita di tesserini, quindi riteniamo superato il fatto che il consorzio realizzato da privati su terreni privati debba rendicontare a qualcuno e, in modo particolare alla Regione». De Paoli ha spiegato, inoltre, che «al fine di ottenere buone annate funghine prima di tutto non occorre tagliare gli alberi nel bosco e occorre mantenere il sottobosco il più pulito possibile. Se poi dobbiamo mettere mano alla legge regionale vigente, dobbiamo tenere conto delle esigenze di tutti, in modo particolare delle aziende agricole sul territorio, così come quelle del Comune che vuole trarre un reddito dalla vendita dei tesserini. Il soggetto da salvaguardare – ha concluso – rimane, comunque, colui che sul territorio vive delle lavorazioni agricole e il fungo rappresenta un contributo alla redditività dell’Azienda agricola, ma nella proposta di legge in esame questi aspetti non sono stati presi in considerazione».
Fabio Tosi ha illustrato la sua proposta: «Ci siamo posti l’obiettivo di chiarire e semplificare alcuni aspetti relativi alle disposizioni vigenti e colmare alcune lacune che in questi anni ne hanno reso difficoltosa la corretta applicazione. In particolare l’obiettivo del nostro lavoro – ha aggiunto – è stato realizzare la maggior trasparenza possibile nella gestione dei proventi derivanti dalla vendita dei tesserini, per la parte di questi vincolata per la realizzazione di interventi volti alla conservazione e al miglioramento del patrimonio boschivo; e nello stesso tempo chiarire e semplificare le procedure e gli obblighi previsti a carico degli enti gestori. Ci siamo confrontati – ha aggiunto – con i Consorzi presenti sul territorio, con il Dipartimento Agricoltura-Politiche della montagna, con esperti micologi, con professionisti in ambito legale, sviscerando l’argomento sotto ogni aspetto: da questi ampi confronti sono stati sviluppati i successivi emendamenti, che si pongono a perfezionamento e completamento dell’iniziale proposta di legge». Tosi ha concluso il suo intervento facendo appello alla maggioranza affinché modifichi la propria posizione contraria
Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha sottolineato il lungo lavoro di confronto avvenuto in Iv Commissione con l’assessore all’agricoltura Stefano Mai e l’acquisizione di una lunga serie di pareri, anche esterni, avvenute attraverso le audizioni: «Dobbiamo sapere come vengono utilizzati i proventi della vendita dei tesserini e le nostre modifiche – ha detto – sono di semplice buon senso».
Andrea Melis (Mov5Stelle) ha ricordato gli approfondimenti effettuati e ha aggiunto: «Le modifiche avanzate dalla maggioranza non sono pertinenti alla nostra proposta di legge perché riguardano la parte residuale della rimanente legge».
Valter Ferrando (Pd) ha spiegato che la legge regionale n.14 è stata il frutto di una lunga mediazione e ha sottolineato il ruolo fondamentale dei consorzi, che – ha detto – vanno aiutati. «L’impianto totale di questa proposta di legge mi sembra che crei qualche complicazione in più, al di là di qualche piccola novità che verrebbe introdotta».
Marco De Ferrari (Mov5Stelle) ha ribadito: «Questo testo spinge ad agire nella massima trasparenza nell’utilizzo dei ricavi dalla vendita dei tesserini e – ha aggiunto – c’è stato un ampio e lungo confronto, che ha portato anche ad alcune riformulazioni del testo originario».
L’assessore all’agricoltura Stefano Mai ha ribadito le carenze dell’attuale legge vigente, che «richiede una revisione affinché la norma sia più rispondente alle necessità dei consorzi. Ringrazio il consigliere Tosi – ha aggiunto – per l’impegno con cui ha cercato di modificare la norma, ma non credo che la questione sia relativa ad una maggiore trasparenza, in realtà dobbiamo attuare strumenti migliori per permettere ai consorzi, che fanno un lavoro encomiabile, di gestire al meglio il territorio». Mai ha suggerito di ritrovarsi e provare a ricostruire un percorso condiviso per modificare la legge vigente: «Questa proposta di legge può rappresentare uno strumento di riflessione. La sua bocciatura – ha concluso – non è una sconfitta perché c’è la necessità di ragionare nuovamente con tutti gli attori per trovarsi intorno ad in tavolo e riscrivere un testo con un’unità di intenti».
Gianni Pastorino (Rete a sinistra&liberaMENTE Liguria) ha annunciato voto favorevole al testo e ha criticato l‘atteggiamento assunto dalla maggioranza sottolineando la disponibilità dimostrata dal firmatario della proposta di legge a modificarne alcune parti.
Sergio Rossetti (Pd) ha dichiarato: «Noi difendiamo il testo precedente, benché sia ormai datato» e ha invitato l’assessore Mai a «esprimere con chiarezza la sua posizione rispetto alla proposta di legge».
L’assessore Mai ha replicato: «Ho cercato io stesso di fare degli emendamenti al testo presentato da Tosi per rendere la legge migliore, però in fase conclusione di questo iter alcuni consiglieri di maggioranza mi hanno espresso dubbi e perplessità. L’iter era già andato oltremodo avanti e credo che non abbiano altri mezzi per bloccare questa legge se non il voto contrario in quest’aula. Certo, se tecnicamente fosse possibile, credo che i consiglieri, anziché votare contro, proverebbero ad emendare ulteriormente, a trovare un ulteriore momento di confronto». Mai ha aggiunto: «Se oggi questa legge verrà bocciata, perché tecnicamente non si può fare altro, io mantengo la disponibilità ad un ulteriore momento di confronto successivo».
Al termine del dibattito è iniziata la votazione degli articoli e degli emendamenti: sono stati respinti gli emendamenti presentati da Tosi.
Modifica alla legge regionale 11 luglio 2014 n.17 “Disciplina della raccolta dei funghi epigei
Con 23 voti contrari (maggioranza di centro destra, Pd e Liguri con Paita) e 6 a favore (Mov5stelle e Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria) è stata respinta la proposta di legge 193 del 2018, presentata da Fabio Tosi (Mov5Stelle) e sottoscritta da tutti i componenti del gruppo, “Modifica alla legge regionale 11 luglio 2014 n.17 “Disciplina della raccolta dei funghi epigei”. Il provvedimento introduce l’obbligo di una precisa rendicontazione da parte degli enti gestori alla Regione delle somme incassate dalla vendita dei tesserini inserendo le spese generali, di sorveglianza e custodia, accompagnata da una relazione preventiva, sugli obiettivi futuri previsti e sull’utilizzo delle somme vincolate. Il testo introduce, inoltre, il concetto della “Gestione provvisoria” ai consorzi dei terreni abbandonati, che spesso si trovano interclusi tra i fondi appartenenti agli enti gestori, salvaguardando così i diritti del proprietario del fondo. Il provvedimento, inoltre, elimina l’obbligo di contiguità dei territori aderenti ai consorzi e nell’autorizzazione regionale agli enti gestori vengono distinte la raccolta a fini economici, riservata ai soggetti consorziati o soci partecipanti, e la raccolta riservata anche a terzi, tramite il rilascio di un tesserino autorizzativo. La proposta rivede, inoltre, l’iter autorizzativo richiesto alla Regione e modifica il sistema sanzionatorio secondo un principio di gradualità al posto dell’immediata revoca dell’autorizzazione in caso di inadempienze.
Respinti gli emendamenti presentati da Fabio Tosi, accolto un emendamento presentato da Giovanni Boitano (Liguri con Paita).
Nel dibattito sugli emendamenti è intervenuto anche Valter Ferrando (Pd).
Agevolazioni per studenti liguri iscritti all’università di Genova
Con 17 voti a favore (maggioranza di centro destra e Liguri con Paita), 7 contrari (Pd e Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria) e 4 astenuti (Mov5Stelle) è stata approvata la Proposta di legge 246 (Paolo Ardenti della Lega Nord Liguria-Salvini): Modifiche all’articolo 38 della Legge Regionale 27 dicembre 2018 n. 29 (Disposizioni collegate alla legge di stabilità per l’anno 2019).
Il provvedimento stabilisce che gli incentivi volti al trasferimento a Genova alle matricole universitarie provenienti da fuori regione sia esteso anche agli studenti residenti nelle province della Spezia e Imperia. Il 10% degli alloggi disponibili sono riservati agli studenti residente nei Comuni delle 2 province ripartiti in base alle quote che ALiSEO assegna annualmente nei bandi. A fronte dell’assegnazione dell’alloggio, è confermato da parte del beneficiario esclusivamente il pagamento delle utenze e il versamento di un contributo simbolico stabilito dalla Giunta regionale (2 euro, ndr) . Per accedere a queste agevolazioni gli studenti devono essere iscritti ai corsi attivati a Genova dall’Università degli studi, dalle istituzioni per l’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM) e dagli Istituti tecnici superiori con sede a Genova e devono essere in regola con il corso di studi frequentato.
Sergio Rossetti (Pd) ha presentato la relazione di minoranza e ha annunciato voto contrario al provvedimento. La modifica – ha detto – ha snaturato le intenzioni della giunta rispetto alla prima versione del provvedimento, che voleva rendere più attrattivo l’ateneo ligure rispetto a quelli di altre regioni, e risulterebbe inefficace rispetto alle nuove finalità, per il ridotto numero di alloggi che saranno messi a disposizione degli studenti imperiesi e spezzini.
Paolo Ardenti ha ribadito la necessità di estendere agli studenti liguri, residenti nei Comuni più lontani da Genova, la possibilità di usufruire degli alloggi messi a disposizione da ARTE per assicurare pari opportunità di accesso ai benefici previsti per gli studenti provenienti da altre regioni. Il consigliere ha spiegato che il provvedimento è necessario per contrastare le “fughe” di studenti” liguri dalla nostra regione. Per quanto riguarda la provincia della Spezia il fenomeno riguarda – ha chiarito – il 75% degli studenti. Secondo Ardenti, attraverso questo provvedimento, viene dato un segnale importante e viene compiuto un primo passo per garantire anche agli studenti liguri delle altre province uguali diritti di accesso all’università.
Giovanni Lunardon (Pd) ha ribadito che la manovra è inutile perché il numero di posti letto messi a disposizione degli studenti liguri delle due province sarebbe bassissima. La modifica – ha detto – non persegue gli interessi dell’università e sarebbe, infine, discriminatoria.
Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha annunciato l’astensione del gruppo spiegando che va condiviso il senso del documento il quale, però, deve essere potenziato e migliorato.
Francesco Battistini (Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria) ha rilevato che e, soprattutto, la qualità dei trasporti a favorire le “fughe” degli studenti spezzini fuori dalla Liguria e che occorre, dunque, potenziare soprattutto la rete dei collegamenti. Il consigliere ha chiesto che la proposta sia rinviata nella competente commissione consiliare.
Giovanni Boitano (Liguri con Paita) ha condiviso la necessità di favorire i territori dell’entroterra. Secondo Boitano la proposta rappresenta, dunque, un primo passo importante e ha annunciato voto favorevole.
Marco De Ferrari (Mov5Stelle) ha denunciato il progressivo calo delle risorse nazionali destinati all’università e ha sottolineato la necessità di potenziare, in Liguria, i collegamenti per facilitare la frequenza universitaria degli studenti.
L’assessore all’università Ilaria Cavo ha illustrato i fini della legge attuale, cioè rendere più attrattivo l’ateneo genovese, rivitalizzare non solo l’università ma anche la città di Genova. Secondo l’assessore le modifiche proposte dal consigliere Ardenti non snaturano i fini della legge in vigore e, al contrario, la proposta di legge è importante, innovativa e che va incontro alle esigenze sia dell’università che degli studenti. Cavo ha illustrato il percorso di confronto sviluppato nella competente commissione consiliare che ha imposto una riflessione anche sulle esigenze degli studenti liguri. L’assessore, infine, ha annunciato che gli alloggi saranno messi a disposizione già a partire dal prossimo anno accademico.
Situazione occupazionale che riguarda Grancasa spa
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, presentato da Francesco Battistini (Rete a sinistra&liberaMENTE Liguria) e sottoscritto da tutti i gruppi, che impegna la giunta ad affrontare il potenziale nodo occupazionale che potrebbe aprirsi sul territorio ligure per la situazione della società Grancasa, in modo da tutelare i lavoratori che dovessero essere licenziati dal gruppo attraverso un piano che possa prevedere percorsi di formazione, riconversione e ricollocazione.
Nasce a Millesimo (SV), da famiglia operaia, il 13 ottobre 1962.
Vive con Elisa, insegnante, e i loro quattro figli.
Diplomato perito industriale elettronico presso l’ITIS di Mondovì, ha frequentato, da studente-lavoratore, la facoltà di Sociologia presso l’università di Urbino e la facoltà di Scienze Politiche all’università di Genova. Assolve il servizio militare di leva nell’Arma dei Carabinieri. Dipendente TIM, dal 1986, dopo aver frequentato l’istituto “Reiss Romoli” di Torino, opera in ambito engineering & performance presso il settore Creation & Network Management dell’azienda di telecomunicazioni.
Sindaco di Millesimo per due mandati, dal 2004 al 2014, ove era già stato eletto Vicesindaco nel mandato precedente.
Nel 2010 viene eletto Consigliere provinciale nella lista PD nel collegio Cengio-Millesimo e, nel 2012, entra nel direttivo regionale di ANCI .
Dirigente politico nelle fila della sinistra, cofondatore del Partito Democratico eletto all’assemblea nazionale costituente. Viene candidato nel 2015 alla carica di Consigliere Regionale nella lista PD – circoscrizione della provincia di Savona – e risulta il terzo più votato in ambito ligure. Attualmente è membro eletto del Comitato direttivo dell’ ISREC – Istituto Storico della Resistenza e dell’Eta’ Contemporanea della provincia di Savona.







