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La seduta odierna del Consiglio regionale

La seduta è stata aperta dall’illustrazione del presidente della giunta Burlando e dell’assessore alle risorse finanziarie Rossetti dei seguenti argomenti:

Documento di Programmazione Economico-Finanziaria Regionale 2013-2015,
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione Liguria (legge finanziaria 2013),
Disposizioni collegate alla legge finanziaria 2013
Bilancio di previsione della Regione Liguria per l’anno finanziario 2013.

Le tre c di Burlando
Risanamento dei conti, crescita economica, coesione sociale
Nella sua relazione alla Finanziaria e al bilancio 2013, il presidente della Giunta, Claudio Burlando ha innanzitutto tracciato il quadro della situazione economica attuale, a livello nazionale: «E’ ormai del tutto evidente come la crisi economica cominciata nel 2008 non sia ancora vicina a una soluzione. Sono state infatti deluse le aspettative di ripresa rapida che si erano manifestate dopo la forte caduta del 2009. Il calo del Pil del 2% avvenuto quest’anno è il più grave dal dopoguerra e anche per l’anno prossimo si prevede una situazione recessiva. In alcuni paesi, e anche nel nostro, la crisi è aggravata dall’esigenza assoluta di evitare l’insolvenza finanziaria: nel 2012 sono state attuate politiche di fortissimo contenimento della spesa pubblica e di aumento molto consistente della pressione fiscale. Un paese come il nostro, con un debito pubblico elevatissimo, se avesse dovuto convivere a lungo con uno spread molto elevato, non sarebbe riuscito a sopportare il peso del costo del debito, anche per gli attacchi della speculazione finanziaria. Va riconosciuto al governo “tecnico” di aver evitato il disastro finanziario, riconquistando credibilità internazionale sul piano politico e su quello dei mercati, e di aver ottenuto il risultato di un forte abbattimento dello spread. La manovra fiscale, unita ai tagli drastici alla spesa pubblica e agli effetti della riforma delle pensioni (che è intervenuta sull’esigenza reale di una nuova parametrazione tra aspettative di vita e attività lavorativa, creando però situazioni inaccettabili: si pensi agli esodati), ha però acuito due problemi che restano irrisolti: l’incapacità di stimolare la crescita e garantire l’occupazione, e il mantenimento della coesione sociale. La nuova fase politica che partirà con il voto di febbraio si giocherà intorno alle questioni crescita, risanamento e coesione sociale. In sostanza 3 C: conti, crescita, coesione». Dopo aver ricordato i dati allarmanti della disoccupazione in Italia, che penalizza soprattutto i giovani, alle prese con un sempre più diffuso precariato, Burlando si è soffermato sui tagli statali alla spesa «che hanno colpito la sanità, i servizi sociali, la scuola, la ricerca, la cultura. – ha detto – Si tratta di interventi dettati dalla emergenza finanziaria del paese, e non misurati sulla effettiva sostenibilità delle prestazioni rivolte alla popolazione». Ha quindi ribadito: «Il prossimo governo dovrà superare la fase di emergenza e affrontare il compito difficilissimo di innescare nuovi processi di crescita e varare provvedimenti in grado di assicurare la coesione sociale».
Burlando ha illustrato quanto fatto dalla sua giunta in questi anni e il suo programma per il 2013: «I cardini del nostro intervento sono stati: spendere meno anche per non aumentare la fiscalità, evitando quindi di contribuire agli effetti depressivi dell’imposizione fiscale già in atto; non aumentare il debito contraendo altri mutui, e tantomeno ricorrendo a prodotti finanziari derivati; non ristrutturare il debito per non gravare ancora di più sulle spalle dei più giovani»..
Ridotta la spesa del 30%
Nel 2011 la spesa regionale. – ha detto – è diminuita di ben 330 milioni, su un bilancio che – sanità esclusa – superava di poco il miliardo. Si tratta una diminuzione di circa il 30% » . Per quanto riguarda la sanità, Burlando ha aggiunto: «Quest’anno abbiamo ridotto drasticamente la spesa in questo settore fondamentale dell’intervento regionale e oggi la previsione è di abbassare la spesa sanitaria di oltre 160 milioni di euro, vale a dire circa il 5%: un’operazione mai compiuta con tale rilievo in tutto il paese. Questo porterà il sistema sanitario ligure vicino al punto di equilibrio. I dati definitivi saranno noti a marzo. Questo obiettivo viene perseguito con interventi di razionalizzazione, cercando per quanto possibile di limitare i disagi ai cittadini-utenti». Burlando ha ricordato che l’intento della giunta è quello di non aumentare la pressione fiscale per far fronte ai tagli statali sulla sanità. Ha però promesso di essere più preciso, non appena si conoscerà l’esito di un incontro romano, previsto per oggi. Il presidente ha quindi ricordato le alluvioni che hanno colpito la Liguria e lo sforzo compiuto dalla giunta e da lui stesso, in qualità di commissario all’emergenza, a favore dei territori e delle popolazioni colpite.
Difendere l’industria, sviluppare la ricerca, riscoprire agricoltura e tutela del territorio
Burlando ha quindi tracciato un quadro di quanto la giunta intende fare nei prossimi mesi: «L’impegno nostro, pur non deflettendo dal rigore nella spesa, ora deve spostarsi su un nuovo imperativo: come contribuire alla ripresa economica e soprattutto alla riattivazione di un trend positivo per l’occupazione. – ha chiarito -Il prossimo sarà l’anno in cui definire la nuova programmazione settennale dei fondi europei per la formazione, il lavoro, per lo sviluppo economico regionale, gli investimenti e il sostegno alle imprese, per l’attività agricola e la pesca». Le direttrici nelle quali la giunta intende muoversi per battere la crisi sono: «Difendere ciò che abbiamo, soprattutto i settori della grande industria tradizionale, trovare campi nuovi di intervento, a cominciare dall’universo della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica, riscoprire e recuperare ciò che si è perso e dimenticato: mi riferisco al settore agricolo, nei suoi nessi con la difesa del patrimonio naturale e paesaggistico e anche con lo sviluppo di un turismo di qualità. Comincio proprio da questo terzo punto, dal ritorno alla terra e un turismo diverso. Abbiamo visto durante le alluvioni dell’anno scorso quanto l’abbandono del bosco, della campagna e della collina possa determinare in termini di danni gravissimi, fino alla perdita di vite umane. L’incuria del territorio agricolo è comunque una dissipazione di risorse. Pensiamo solo alla filiera del bosco, in una regione che è coperta dagli alberi per il 70% del suo territorio: dalla cultura della castagna, all’uso del legname fonti energetiche. Gli esperti ci assicurano che anche soltanto mantenendo il bosco esistente si potrebbero alimentare 60 piccole centrali a biomassa, a filiera corta, da mezzo megawatt. Ha fatto notizia, sui media italiani e europei, la nostra intenzione di definire una legge per l’utilizzo delle terre incolte, capace anche di favorire un uso più razionale del patrimonio agricolo oggi spezzettato in molte piccole proprietà. La Giunta ha già approvato una norma sull’argomento e la proposta giungerà nei prossimi giorni al Consiglio, che ha un finanziamento iscritto a bilancio: due milioni e mezzo. La Regione farà una stima delle terre incolte e definirà un programma per il loro utilizzo. I proprietari delle terre dovranno quindi impegnarsi – direttamente o grazie a collaborazioni esterne – all’utilizzo e alla cura dei propri territori. Ma se questo non avverrà – in certi casi per condizioni oggettive: per esempio quelle di persone anziane che non abbiano la forza e le risorse necessarie – l’istituzione pubblica avrà il diritto di intervenire per assegnare la terra a chi si offrirà di lavorarla con metodologie remunerative. L’obiettivo è coinvolgere e aiutare i proprietari a partecipare a un progetto di rilancio delle attività agricole». Il presidente ha ricordato che il Fai possiede nel comune di Levanto 60 ettari di terreno che ha messo a disposizione proprio per il recupero. A questi potranno poi essere aggiunte aree nell’ambito del demanio regionale. Burlando ha chiarito che di fondamentale importanza sarà la finalizzazione dei fondi europei, sia per il sostegno delle imprese agricole che per la formazione professionale dei giovani. Tutto questo, a suo avviso, anche per azzerare le disparità finora esistenti tra le condizioni di vita tra costa ed entroterra. Burlando ha quindi affrontato la questioni porti e logistica: «La portualità ligure sta conoscendo, nonostante la crisi, una fase di significativa espansione. Nell’anno che si chiude il porto di Genova ha segnato il record storico nel traffico dei contenitori, superando i 2 milioni di teus. L’esigenza di accogliere navi sempre più grandi spinge alla scelta di spostare la diga foranea: un intervento che una maggiore autonomia fiscale sarebbe in grado di finanziare. Rilevanti investimenti sono in corso anche nei porti della Spezia e a Savona-Vado. La capacità portuale complessiva potrà essere raddoppiata: sono necessari miglioramenti sul piano della logistica. All’azione che la Regione continuerà a mettere in campo va aggiunto il ruolo decisivo che dovrà essere svolto dal governo nazionale. Il sistema mediterraneo è molto polverizzato con scali piccoli: la competitività aumenterebbe notevolmente se il sistema portuale dell’Alto Tirreno (gli scali liguri più Livorno) operasse sempre di più in una logica coordinata. Il governo ha fatto un piccolo passo avanti introducendo quel 1% di accise che può restare alle Autorità portuali per investimenti. Ma bisogna avere più coraggio. In fondo basterebbe una percentuale di poco superiore – dal 3 al 5% – per garantire un meccanismo che consentirebbe la crescita autonoma dei porti che sviluppano quote maggiori di traffico, efficienza e competitività». Burlando ha continuato: «L’industria ligure vive in questo momento situazioni di crisi e di incertezza gravi, ma finora non abbiamo dovuto rinunciare a nessun comparto strategico, anche se la crisi colpisce duramente il mondo delle aziende. Abbiamo difeso con forza tutti e tre i nostri cantieri e Fincantieri sembra aver superato l’emergenza più acuta: per questo aspettiamo con fiducia nuove commesse anche per Sestri Ponente, mentre l’azienda entra nel settore strategico dell’off-shore. Del resto, un esame attento della situazione ci fa vedere anche potenzialità interessanti, a lungo rimaste inespresse». Si è poi soffermato sul tema edilizia: «Il settore ha subito colpi pesantissimi. È chiaro che non ci può più essere consumo di territorio, una ulteriore cementificazione. Ma un grande spazio si apre per interventi che agiscano su aree già urbanizzate, in particolare per la ristrutturazione e valorizzazione dei centri storici, nei quali è importante preservare la preziosa presenza commerciale, sostenendo un altro settore duramente colpito dalla crisi. Occorre seguire l’esempio del porto antico di Genova e della pista ciclabile del ponente che hanno portato lavoro e sviluppo senza aggiungere un metro cubo di cemento». Burlando è quindi passato ad esaminare la terza direttrice indicata: «La scommessa sulla ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica. – ha detto – Nel settore delle aziende ad alta qualificazione tecnologica registriamo segnali interessanti. Penso per esempio alle nuove sedi di ABB e di Tenova (gruppo Techint), e il dinamismo di numerose imprese anche di piccole e medie dimensioni». Ha quindi citato un lavoro di Carlo Castellano, il quale ha documentato recentemente il trend che negli ultimi anni vede una continua espansione di questo settore. «L’impegno della Regione è anche rivolto a favorire la realizzazione del Parco scientifico e tecnologico agli Erzelli. Ericsson vi si è già insediata, Siemens prevede di farlo nel prossimo anno. Si è riaperto il confronto per il trasferimento di Ingegneria. Si prevede anche l’apertura sulla collina sopra Cornigliano di una nuova sede dell’IIT e dell’intero CNR.
Il paese sta male, ma ha ancora tante risorse da giocare
Inoltre, con un nuovo impegno di risorse pubbliche, contiamo di realizzare sempre a Erzelli un incubatore per aziende high-tech e residenze per gli studenti. Chi verrà a studiare e a abitare in questo Parco – uno dei maggiori in Europa e nel mondo secondo le previsioni del progetto – potrà quindi frequentare un polo di ricerca di altissima qualificazione e conoscere anche le realtà industriali più avanzate». Ha quindi continuato: «Negli anni passati abbiamo costruito con le organizzazioni produttive, i sindacati, l’associazionismo, un Patto per lo sviluppo che ha accompagnato un trend positivo: dalla metà degli anni ‘90 fino al 2007 gli indici della Liguria sono progrediti in modo pronunciato e costante, riavvicinandoci agli standard del Nord più economicamente avanzato. Grazie a questo patto abbiamo fronteggiato la crisi, cercando di limitare al massimo i danni. Che però ci sono stati e restano gravi». Burlando ha quindi espresso la sua volontà di fare una sorta di patto con le imprese, affinché non considerino la forza lavoro uno “strumento” sul quale fare economie, insistendo sulla necessità di unire la tecnologia ai valori umani, indissolubilmente legati al lavoro umano, secondo quanto detto di recente da Michael Slaby, consulente di Obama per la comunicazione in rete. Il presidente ha quindi ricordato l’intento della giunta di realizzare 4 nuovi ospedali, e procedere con gli interventi su quelli esistenti, continuando l’eliminazione dei doppioni «prima nella sanità ligure si spendeva molto e non si difendeva la gente», ha ribadito, insistendo sull’importanza di concentrare alte tecnologie e professionalità in pochi centri, capaci di garantire il meglio, allestendo inoltre strutture e servizi a sostegno dei pazienti che vengono dimessi dagli ospedali e che necessitano ancora di cure.
Burlando ha chiuso il suo intervento con un’analisi della situazione politica attuale. «E’ finito il periodo in cui i partiti si identificavano con lo Stato, come nella prima repubblica, e finisce un ciclo politico caratterizzato da partiti, e non mi riferisco solo al Pdl, che coincidono con persone fisiche. – ha detto – Ed è finita l’identificazione politica assoluta tra leader e partito, che rappresenta un segnale di debolezza». E ancora: «Bisogna andare al voto guardando in faccia un paese che sta male, ma non è perso. Ha tante risorse da giocare».

La relazione dell’ assessore alle Risorse finanziarie Sergio Rossetti
Nella sua relazione al bilancio di previsione 2013 e alla legge finanziaria 2013 l’Assessore Sergio Rossetti ha ricordato che il bilancio, esclusa la sanità il cui fondo per il 2013 sarà ragionevolmente definito dopo l’insediamento del prossimo governo, contiene una riduzione degli stanziamenti del 2012 di circa 30 milioni di euro, a cui si aggiunge una riduzione dell’obiettivo dl patto di stabilità regionale, cioè la possibilità di spendere, altri 30 milioni di euro. Questo è l’ultimo capitolo di una politica di Tagli e di riduzioni di spesa iniziati nel 2010 dalla Manovra Tremonti e che vede una ulteriore riduzione della spesa pubblica con la legge di Stabilità per il 2013 attualmente in corso di esame parlamentare. Questa, per le Regioni a Statuto Ordinario, rideterminerebbe i finanziamenti in modo da assicurare un risparmio di 2 miliardi di euro per ciascun anno del biennio 2013/2014 e 2,05 miliardi di euro a decorrere dal 2015. Rossetti ha manifestato preoccupazione per le ricadute dirette sui servizi ai cittadini, sugli investimenti e sul territorio. Malgrado queste difficoltà, anche nel bilancio previsionale 2013 la Regione ha intenzione mantenere l’esenzione dell’addizionale irpef per i redditi fino a 30.000 euro. Tuttavia questa possibilità dipende concretamente dall’andamento dei risultati della gestione sanitaria che viene esaminata proprio in queste a Roma.
Riorganizzazione della spesa
Secondo Rossetti, la Regione Liguria è riuscita a reggere l’impatto delle manovre che si sono susseguite grazie alla riduzione dei costi degli apparati amministrativi ottenuti, in parte ossequiando i principi previsti dalle manovre statali, e in parte aggiungendo misure autonome che proseguiranno sviluppando la politica di riorganizzazione della spesa.
I punti più significativi sono:
nel 2013 verranno mantenute le misure di contenimento della spesa per incarichi professionali e di consulenza, di rappresentanza e per pubbliche relazioni, mostre, convegni e comunicazione, trasferte e formazione del personale, e per il servizio automobilistico.
l’istituzione del Collegio dei revisori dei conti.
la lotta all’evasione che dal 2009 al 2011 ha determinato per la Regione un recupero di 72 milioni di euro.
l’applicazione di disposizioni in materia di partecipazioni societarie della Regione, di razionalizzazione amministrativa e la revisione degli enti, agenzie ed organismi regionali. Dopo l’assorbimento in FILSE della società Bic Liguria e la chiusura del C.R.R.I., tale politica si completa attraverso:
concentrazione dei Confidi con la fusione di cinque strutture.
fusione di tre aziende partecipate da Filse: ARE spa, ARRED spa, Infrastrutture srl.
costituzione di un unico Ente Parchi della Liguria, in cui fare confluire gli attuali parchi
nascita di una nuova Agenzia Regionale che integri le politiche della scuola, della formazione e del diritto allo studio (ARSSU) con le politiche della formazione e del lavoro (Agenzia Liguria Lavoro).
fusione delle Fondazioni Cultura della Regione e del Comune di Genova.
riduzione del 20 % dei trasferimenti regionali alla Agenzia regionale per la promozione turistica e all’Istituto regionale per la Foricoltura.
Stazione unica appaltante, comprese le due articolazioni specialistiche della sanità nell’Agenzia sanitaria regionale e per la parte dell’ ICT in Datasiel.
No a nuovi mutui
Il debito regionale è sotto controllo anche grazie alla politica prudenziale fin qui condotta dall’Amministrazione. Malgrado la liquidità decrescente, la Regione riesce a far fronte alle proprie esigenze senza la stipula di nuovi mutui che in questo momento risulterebbero troppo onerosi. L’autorizzazione all’indebitamento è di 179 milioni di euro per coprire gli investimenti 2008/2009; la capacità di nuovo indebitamento invece è sostanzialmente azzerata
Accise
Per quanto attiene la fiscalità generale, nella Finanziaria la Giunta ha proposto la conferma dello 0,024 centesimi sull’accisa della benzina per tutto il 2013 con un introito di circa 6 milioni di euro di entrata finalizzata alle persone le cui case sono state colpite in modo distruttivo dall’alluvione del 2011 a Genova e alla Spezia e ad alcuni finanziamenti di opere infrastrutturali danneggiate dalle calamità naturali. Rimangono uguali allo scorso anno tutte le altre accise regionali.
Priorità
Nel bilancio viene data priorità al Trasporto pubblico locale regionale anche se nel 2013 si registra una lieve contrazione frutto del generale taglio delle risorse ma notevolmente inferiore ad altri settori considerati meno strategici dall’amministrazione.
Le Politiche sociali trovano nel bilancio 2013 le coperture dei capitoli più capienti e strategici. Sono mantenuti intatti il fondo sociale destinato ai comuni per sostenere la rete dei servizi sociali (14,5 ML di euro).
Infine viene confermata la volontà di sostenere il Fondo della Non Autosufficienza con le stesse regole e lo stesso Isee dello scorso anno, a cui si accede senza liste di attesa, con una copertura fin dall’inizio dell’ anno di 6 milioni di euro su un costo, su base annua di 11.500 Milioni di euro.
Capitolo a parte è quello della sanità. A fronte di lievi incrementi del Fondo Sanitario Nazionale si è assistito in questi anni ad una riduzione della quota ligure di accesso al fondo. Ora, per la prima volta, nelle manovre Monti si assiste ad una riduzione in termini assoluti del fondo nazionale. E’ dunque presumibile che possa esserci una riduzione per diverse decine di milioni di euro del Fondo sanitario Regionale.
I tagli
Dato che nel bilancio si fa la scelta di non tagliare le risorse in modo lineare, alcuni settori subiranno riduzioni. Sono previsti tagli del 15% all’area Sport, 11,3% all’agricoltura, 9,7% alla cultura e promozione turistica, 10%, all’area sviluppo economico, 11,3% al settore ambiente meno, 10% all’area lavoro, 14,3% all’area scuola e formazione»..
Gli stanziamenti per i settori più rilevanti:
Territorio 3,86 milioni di euro.
Area ambiente: stanziamento di 18,74 milioni di euro distinto in 3,85 milioni di euro per la parte corrente, 14,51 milioni di euro per la spesa in contro capitale e 379 mila euro di quote capitale per oneri ammortamento mutui.
Area infrastrutture 3,8 milioni di euro
Mobilità e trasporti 275,04 milioni di euro comprensivi delle quote già destinate al ripiano dei disavanzi dell’Aziende di trasporto che ad investimenti nel settore della mobilità.
Edilizia: 13,25 milioni di euro.
Area sanità: 3624 milioni di euro
Area persona, famiglia, associazioni: 42,6 milioni
Area istruzione, formazione, lavoro 37,2 milioni di euro
Cultura, sport Tempo libero 3,9 milioni di euro
Agricoltura ed economia montana 6 milioni di euro.
Industria e piccola e media impresa: 120 mila euro destinati a favore della pesca e acquacoltura marittima.
Commercio, fiere, mercati: 4,5 milioni di euro
Artigianato: 2,8 milioni.
Turismo: 9,1 milioni di euro.

Allarme sanità e trasporto locale
Nella sua relazione al Bilancio 2013 e al Bilancio triennale 2013-2015 il presidente della commissione Programmazione e bilancio Alessio Cavarra ha detto: « La somma dei provvedimenti di stabilizzazione finanziaria approvati negli ultimi anni hanno infatti determinato crescenti e pesantissime riduzioni alle risorse degli enti territoriali al punto che ormai sanità, trasporto pubblico locale e comparto sociale sono oramai ridotti ai minimi termini e si paventa la concreta possibilità che Regioni ed enti locali non siano più in grado di garantire servizi essenziali alle proprie comunità». Cavarra ha ricordato che a regime, i tagli lineari previsti dalle ultime manovre pesano sul sistema delle autonomie per oltre 38 miliardi, di cui ben 27 sulle sole Regioni, «svuotandone di fatto le competenze delegate e pregiudicandone seriamente la tenuta dei conti». Secondo Cavarra, «l’aspetto forse più preoccupante è l’ulteriore riduzione di circa 1 miliardo del fondo sanitario nazionale per il 2013, che – per la prima volta – fa scendere il finanziamento del settore al di sotto di quello dell’anno precedente (2012), e che va a sommarsi ai 32 miliardi di tagli già operati dalle precedenti manovre per il triennio 2012-2014». Situazione analoga quella del trasporto pubblico locale «la cui sostenibilità è oramai da alcuni anni sempre più compromessa da una politica di tagli del tutto inaccettabile».

Adeguamento al decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 2012 n. 213, recante riduzione dei costi della politica nella Regione
E’ stata approvata all’unanimità la proposta di legge Disposizioni di adeguamento dell’ordinamento regionale al decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 2012 n. 213, recante riduzione dei costi della politica nella Regione. (Iniziativa dei consiglieri Monteleone, Boffa, Morgillo, Conti e Bruzzone)
Il provvedimento recepisce la legge nazionale e stabilisce una serie di misure.
Trattamento economico
A ciascun Consigliere regionale compete un’indennità di carica lorda mensile pari all’80 per cento dell’importo complessivo riconosciuto quale limite al consigliere regionale della Regione più virtuosa, individuato dalla Conferenza per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano.
Ai Presidenti della Giunta e del Consiglio regionale e ai consiglieri Consiglieri che non svolgano ulteriori funzioni competono per l’esercizio del proprio mandato, a titolo di rimborso spese, rispettivamente, importi pari al 44 per cento e al 20 per cento dell’importo limite di cui sopra.
Agli altri Consiglieri regionali, in relazione alla percorrenza tra il luogo di residenza e la sede della Regione e alla necessità di spostamento sul territorio in ragione del loro diverso incarico, competono per l’esercizio del proprio mandato, a titolo di rimborso spese, importi percentuali compresi tra il 44 e il 25 per cento.
Il trattamento economico stabilito non può essere cumulato con trattamenti economici, assegni o indennità, gettoni di presenza comunque derivanti dagli uffici di amministratore, sindaco o revisore dei conti, conferiti dalla Regione, da enti locali territoriali della Liguria, da enti pubblici che ricevono contributi continuativi dalla Regione o siano sottoposti a controllo, vigilanza o tutela della stessa, né da enti privati con azionariato della Regione.
Il Consigliere regionale eletto o nominato in organi appartenenti a diversi livelli di governo non può comunque ricevere più di un emolumento.
Entro il 30 settembre di ogni anno ciascun Consigliere deve depositare una dichiarazione da cui risultino gli eventuali incarichi e le somme percepite. In caso di persistenza nell’inadempimento da parte del Consigliere, l’Ufficio di Presidenza sospende l’erogazione dell’indennità di carica.
Ai componenti della Giunta regionale che non fanno parte del Consiglio regionale è corrisposto il medesimo trattamento economico dei componenti eletti Consiglieri regionali.
Gratuità della partecipazione alle Commissioni e commisurazione del trattamento economico alla partecipazione ai lavori dell’Assemblea
La partecipazione alle Commissioni permanenti e speciali è a titolo gratuito. Per ogni giornata di assenza, a partire dalla terza assenza di ogni mese, alle riunioni del Consiglio regionale e delle Commissioni consiliari è effettuata, sull’indennità di carica, una trattenuta pari al 2,5 per cento della medesima indennità. La trattenuta non si applica se l’assenza del Consigliere o dell’Assessore regionale è compensata dalla partecipazione, su incarico o delega dei Presidenti della Giunta o del Consiglio, ad attività istituzionali o a missioni; né si applica in caso di ricovero ospedaliero documentato.
Sanzioni per comportamenti di disturbo dello svolgimento delle sedute del Consiglio regionale
Nei confronti del Consigliere che con il suo reiterato contegno turbi lo svolgimento delle sedute del Consiglio regionale può essere comminata dall’Ufficio di Presidenza una sanzione da 500 a 1.500 euro.
Mancata corresponsione dell’indennità di carica per prolungata assenza
Nei confronti del Consigliere che, senza giustificato motivo, non abbia partecipato ad alcuna delle sedute della sessione prevista dall’articolo 22 dello Statuto, può essere disposta la non corresponsione dell’indennità di carica.
Sospensione del trattamento economico per privazione della libertà personale
La corresponsione del trattamento economico è sospesa nei confronti dei Consiglieri o degli Assessori regionali per i quali l’autorità giudiziaria abbia emesso ordine di carcerazione o disposto con ordinanza la custodia cautelare o gli arresti domiciliari per delitto non colposo. Il Consiglio regionale può deliberare a favore del Consigliere, che ne faccia richiesta scritta, la concessione di un assegno alimentare in misura non superiore ai quattro decimi dell’indennità di carica. Il provvedimento di sospensione è revocato quando il procedimento penale a carico del Consigliere o dell’Assessore regionale si concluda con sentenza di non doversi procedere e all’interessato saranno restituite le somme relative ai trattamenti economici sospesi.
Assegno di fine mandato
L’assegno di fine mandato spetta ai Consiglieri e agli Assessori regionali non rieletti o non nominati nella legislatura immediatamente successiva a quella in cui hanno esercitato il mandato, anche nel caso in cui non abbiano presentato la loro candidatura, nonché ai Consiglieri e agli Assessori regionali che cessino dalla carica o dalla funzione nel corso della legislatura per dimissioni volontarie o per revoca.
Pubblicità dello stato patrimoniale
Al fine di procedere alla pubblicazione dello stato patrimoniale dei Consiglieri regionali nel sito internet regionale, annualmente, all’inizio e alla fine del mandato, ciascun Consigliere regionale trasmette al Presidente del Consiglio, entro tre mesi dalla data delle elezioni e nel mese di settembre di ciascun anno:
– i dati di reddito e di patrimonio con particolare riferimento ai redditi annualmente dichiarati;
– i beni immobili e mobili registrati posseduti;
– le partecipazioni in società quotate e non quotate;
– la consistenza degli investimenti in titoli obbligazionari, titoli di Stato, o in altre utilità‘ finanziarie detenute anche tramite fondi di investimento, SICAV o intestazioni fiduciarie.
Rimangono fermi gli ulteriori adempimenti previsti dalla legge regionale 30 dicembre 1982, n. 53 (Norme per la pubblicità dello stato patrimoniale e tributario dei Consiglieri regionali e degli amministratori di enti ed istituti operanti nell’ambito della Regione Liguria).

Esclusione dell’erogazione del vitalizio a seguito di condanna definitiva per delitti contro la pubblica amministrazione
Qualora il titolare dell’assegno vitalizio sia condannato in via definitiva per uno dei delitti previsti dal Codice penale e la condanna importi l’interdizione dai pubblici uffici, l’erogazione dell’assegno vitalizio di cui sia in godimento è esclusa dalla data di passaggio in giudicato della sentenza e per una durata pari a quella della interdizione stessa.
In ogni caso, il titolare dell’assegno vitalizio è tenuto a certificare, con cadenza annuale, la sussistenza o la non sussistenza di condanne.
Finanziamento, funzionamento e assegnazione di mezzi e personale ai Gruppi
Per il funzionamento, per le iniziative politiche e per le attività collegate ai lavori del Consiglio di ciascun Gruppo consiliare, è previsto un contributo complessivo costituito da una quota annuale fissa pari ad euro 5.000 moltiplicato per il numero dei Consiglieri, oltre un importo di ulteriori cinque centesimi di euro moltiplicato per il numero degli abitanti della Regione sulla base dei dati ufficiali dell’ultimo censimento.
Gli scopi istituzionali dei Gruppi sono:
– lo svolgimento di attività collegate ai lavori del Consiglio regionale e alle iniziative dei Gruppi o dei Consiglieri o comunque connesse all’attività dei Consiglieri regionali;
– funzioni di studio, di editoria e di comunicazione.
Finalizzato alle spese per il personale, a ciascun Gruppo spetterà inoltre un contributo annuale pari al trattamento economico riconosciuto dal contratto nazionale applicato ai Consigli regionali di un’unità di personale di categoria D/6 per ogni Consigliere appartenente al Gruppo.
È esclusa la contribuzione a partiti o movimenti politici, nonché a Gruppi composti da un solo Consigliere, salvo quelli che risultino così composti già all’esito delle elezioni o che costituitisi all’esito delle elezioni si siano ridotti ad un unico componente nonché il Gruppo misto costituitosi in corso di legislatura.
Nei limiti del finanziamento definito, ciascun Gruppo si può avvalere di personale assunto mediante contratti a tempo determinato o contratti di collaborazione coordinata e continuativa, lavoro autonomo o occasionale, secondo le leggi vigenti. I contratti cessano allo scadere della legislatura in cui sono stati stipulati o anteriormente in caso di cessazione dalla carica del soggetto che li ha proposti.
Il Gruppo può avvalersi di dipendenti a tempo indeterminato di pubbliche amministrazioni collocati in aspettativa senza assegni o di dipendenti di altri enti pubblici comandati presso il Consiglio regionale per un periodo massimo corrispondente alla legislatura.
Uffici di Segreteria politica e particolare del Presidente dell’Assemblea e dei componenti dell’Ufficio di Presidenza
Per il funzionamento delle segreterie politiche e particolari, è previsto un ulteriore contributo complessivo costituito da una quota massima pari al 25 per cento del finanziamento riconosciuto ai Gruppi. Tale ulteriore contributo può essere destinato esclusivamente alle spese per il personale.
Rendicontazione dei Gruppi
Ciascun Gruppo consiliare approva un rendiconto di esercizio annuale che evidenzia, in apposite voci, le risorse trasferite al Gruppo e trasmette tale rendiconto al Presidente del Consiglio regionale che, a sua volta, lo trasmette al Presidente della Regione, il quale lo invia alla competente sezione regionale di controllo della Corte dei conti.
La delibera con cui la competente sezione regionale di controllo della Corte dei conti si pronuncia sulla regolarità del rendiconto di ciascun Gruppo è pubblicata sul sito istituzionale e sul Bollettino Ufficiale della Regione.
Per la verifica delle spese effettuate con i contributi ciascun Gruppo si avvale del Collegio interno dei Revisori dei conti, istituito ai sensi della legge regionale 17 agosto 2006 n. 25.
Disposizioni finali e transitorie
Il Consiglio regionale conferma, a decorrere dalla X legislatura, l’abrogazione degli assegni vitalizi già prevista dall’articolo 1 della legge regionale n. 35 del 5 dicembre 2011, n. 35. Per i Consiglieri regionali rieletti nella X legislatura o in legislature successive, tale ulteriore esercizio del mandato non produce alcun ulteriore effetto giuridico ed economico rispetto a quanto già maturato in ordine all’assegno vitalizio.
Dal 1 gennaio 2013 agli Assessori esterni, in carica dalla IX legislatura, sono estesi, per tutto il tempo in cui svolgono l’attività di Assessore, i rimborsi spese, i trattamenti di missione, le disposizioni per il collocamento in aspettativa, nonché tutte le altre disposizioni previste dalla normativa statale e regionale per i Consiglieri regionali ad eccezione delle norme relative all’assegno vitalizio.
Dal 1 gennaio 2013 e sino alla scadenza della IX legislatura, l’Ufficio di Presidenza, al fine di salvaguardare i finanziamenti relativi ai contratti stipulati entro la IX legislatura, può ridurre nel limite del 30 per cento le risorse concretamente erogate nell’ultimo anno antecedente l’entrata in vigore della presente legge. Tali risorse sono esclusivamente destinate al finanziamento delle spese per il personale.
Le disposizioni di monitoraggio e contenimento della spesa del personale dei Gruppi entrano in vigore dalla X legislatura.
Le disposizioni sulla rendicontazione dei Gruppi e sul Collegio interno dei revisori entrano in vigore con riferimento all’esercizio finanziario 2013.
Società partecipate
Il provvedimento comprende alcune disposizioni sulle società partecipate e sulla razionalizzazione amministrativa disciplinando le modalità di partecipazione della Regione a soggetti di diritto privato e detta norme sul numero e sui compensi dei componenti degli organi amministrativi delle società a partecipazione regionale e sulle modalità di assunzione. Questa disciplina intende garantire lo svolgimento delle funzioni assicurando anche il raggiungimento degli obbiettivi di finanza pubblica, il rispetto della concorrenza e per semplificare il sistema delle partecipazioni della Regione. A tale scopo la Regione può assumere il controllo diretto o indiretto di società in house che svolgano servizi di interesse generale, compiti di centrale di committenza e servizi finanziari per la Regione. La Regione conferma, quindi, il controllo diretto o indiretto su Datasiel, Filse, Liguria International, la società tecnica regionale che risulterà dal processo di fusione di Infrastrutture Liguria srl, Agenzia regionale per l’Energia e l’Agenzia regionale per il recupero edilizio, Ligurcapital, Ips (Insediamenti produttivi savonesi), Liguria Ricerche spa. Per conseguire il raggiungimento degli obbiettivi di efficacia vengono definite norme per razionalizzare e rivedere gli enti e le agenzie e gli organismi del sistema regionale e la Regione sopprime o accorpa o assicura la riduzione in misura non inferiore al 20% degli oneri finanziari relativi agli enti, alle agenzie e organismi. Queste disposizioni non si applicano a Arpal e Ars. La Regione infine istituisce un unico ente per gestire le competenze dei servizi per l’impiego, le politiche formative, del lavoro, dell’istruzione e del diritto allo studio in cui confluiscono le competenze dell’Agenzia Liguria lavoro e dell’Azienda regionale dei servizi scolastici e universitari (Arssu). Viene istituito l’Ente Parchi Liguri che garantirà una attività di gestione coordinata con la partecipazione dei comuni e delle comunità del parco.

Al termine delle relazioni del presidente della giunta Claudio Burlando e dell’assessore alle Risorse finanziarie Sergio Rossetti, Marco Melgrati, capogruppo del Pdl, mentre era in corso la votazione degli articoli della proposta di legge 259 ha polemizzato per l’assenza in aula di alcuni consiglieri di maggioranza. «Trovo vergognoso e incredibile – ha detto – che durante il dibattito e il voto sulle leggi più importanti della Regione la maggioranza sia assente in gran numero dall’aula».

Assenti: Basso, Boitano, Fusco
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