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La seduta del Consiglio regionale

Seduta sospesa per valutare i conti della sanità

Subito dopo l’inizio la seduta è stata sospesa su richiesta del presidente della Giunta Claudio Burlando e dell’assessore alle Risorse finanziarie Sergio Rossetti per riunire la conferenza dei capigruppo insieme alla Giunta. In discussione l’ipotesi a modifiche del bilancio della Regione in discussione in questi giorni in previsione di un possibile taglio del fondo sanitario nazionale e quindi, a caduta di quelli regionali. Una delle ipotesi in discussione e di ridurre la fascia esente dall’addizionale Irpef regionale da 30 mila euro a 27 mila euro.

Discussione sui documenti finanziari (bilancio e dpef) della Regione
Alla ripresa dei lavori Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente) è intervenuto sul bilancio ricordando che la Regione deve fronteggiare una situazione economica molto difficile a livello locale che risente dei tagli rilevanti a livello nazionale. «In questa fase il tema dell’Europa diventa sempre più rilevante: occorre una classe politica credibile che riduca le disparità fra il nostro paese e gli altri europei abbattendo lo spread e che sia capace di utilizzare appieno le risorse che l’Europa mette a disposizione visto che i fondi nazionali tendono a contrarsi. In questi anni, inoltre, in Liguria il ruolo della minoranza è stato importante: come lista Biasotti abbiamo il merito di aver ottenuto maggiore trasparenza degli atti dell’amministrazione e una maggiore attenzione all’utilizzo dei fondi europei. Sulle linee programmatiche indicate dal presidente Burlando mi preme sottolineare il tema dei porti e della logistica: due argomenti chiave per lo sviluppo. Fa piacere sentire dalla voce di Burlando che i porti liguri hanno bisogno di collegamenti e che la gronda e il terzo valico sono indispensabili, ma la scelta del sindaco di Genova è completamente incompatibile con questa logica eppure in Consiglio comunale è sostenuto da una maggioranza politica identica a quella regionale. Registriamo con piacere, infine, che le grandi aziende industriali tengono: Finmeccanica ha aziende sane che devono continuare a lavorare, Fincantieri deve mantenere i tre presidi in regione e inserirsi in altri settori come l’off shore. E’ il momento, però, di ricordarsi della piccola e media impresa che tanto ruolo può avere. In questo bilancio, inoltre, ancora una volta si dimentica la famiglia: per sostenerla si mettono solo spiccioli. È un grave errore: la famiglia non può essere un tema residuale tanto più in Liguria che è la regione che il tasso di invecchiamento maggiore».

Manifestazione lavoratori Provincia: seduta sospesa,
discussione in aula con il presidente Burlando
Dopo Pellerano, ha iniziato a parlare il vicepresidente Luigi Morgillo (Pdl) ma il suo intervenuto è stato interrotto dalla manifestazione dei lavoratori della Provincia di Genova preoccupati che i tagli effettuati dal Governo sui trasferimenti comportino il mancato pagamento degli stipendi dai primi mesi del 2013. Una folta delegazione di lavoratori, dopo qualche momento di tensione all’ingresso del Consiglio, in Via D’Annunzio, è stata autorizzata a entrare in aula, negli spazi a disposizione del pubblico.
In rappresentanza dei lavoratori è intervenuto Gianni Felice Isola, coordinatore della Rsu della Provincia di Genova. «La situazione sta peggiorando ed è ormai arrivata al limite – ha detto –il governo con la legge di stabilità ci ha tagliato più di quanto ci veniva trasferito dallo Stato, 27 milioni contro i 25 di trasferimento. In più le articolazioni dello Stato, cioè prefettura, polizia e altri continuano a non pagare l’affitto dei locali e degli stabili della Provincia che occupano: ormai all’appello mancano 36 milioni di euro. Spending review e Legge di stabilità non realizzano tagli equi, ma in percentuale sui fondi disponibili. A noi tagliano quasi 27 milioni mentre a Bologna 11 milioni, ma noi subiamo questo taglio perché stiamo svolgendo delle funzioni regionali: abbiamo ben 470 dipendenti, infatti, che lavorano su deleghe regionali ma che la Regione Liguria non paga più. La Regione Liguria da quest’anno per le funzioni delegate alle province alla voce trasferimento scrive 0. Fino ad adesso la Provincia ha fatto fronte con risorse proprie, però nel 2013, con i tagli che ha subito, non è più in grado di presentare il bilancio: non ha più risorse. Se non si pone immediatamente rimedio, la Provincia di Genova va in dissesto e insieme a lei l’80% delle province. Il rischio è che si chiudano i centri per l’impiego, che non si riesca a fare lo sgombero neve dalle strade, che si chiudano le linee del trasporto pubblico provinciale, isolando buona parte dell’entroterra. Se si fa avanti in questo modo la Provincia sarà in grado di asfaltare le strade di sua competenza ogni 42 anni!Si rischia di colpire i portatori di handicappati e le scuole medie»..
All’intervento di Isola sono seguiti altri duri interventi di alcuni lavoratori.

Burlando: non ci facciamo la guerra fra enti, altrimenti Roma gongola.
Il presidente della Giunta Claudio Burlando ha replicato: «La situazione che state vivendo è del tutto simile a quella che stanno vivendo le altre province ed è insostenibile. Così il paese salta per aria. Ora, se vi accontentate di trovare un capro espiatorio, io sono qui, ma accontentarsi sarebbe un errore grave. La situazione è grave in tutti i campi della vita regionale: dalla sanità al trasporto pubblico locale: i soldi che lo Stato deve trasferire alla Provincia, finalizzati a formazione e trasporto pubblico locale, sono stati tagliati a sproposito, ma non è possibile un travaso di risorse da un settore all’altro perché tutti sono con l’acqua alla gola. Quello che non regge più è il sistema. Ne ho parlato con il ministro Cancellieri e con i nostri parlamentari: se la Provincia vanta 40 milioni di credito dallo Stato è necessario che li abbia. La manovra del governo così com’è non regge: Non è possibile che la provincia di Genova e quella Bologna subiscano lo stesso taglio percentuale, ma ciò che dobbiamo evitare è una guerra fra noi, di un ente locale contro un altro ente locale, se si scatena questa guerra, a Roma gongolano. Ora sono entrati i miliardi dell’Imu ed è importante che una parte di quelle risorse resti sul territorio così come il ricavato delle accise, altrimenti sono capaci tutti a governare un paese. Stendiamo pure un velo sulla riforma delle province varata dal governo. Ora tutto è fermo, ma per noi la linea è chiara: non si tocca niente di essenziale a livello di servizi essenziali e non si toccano le retribuzioni dei lavoratori. Regione Liguria e Provincia di Genova sono stata amministrate seriamente: i nostri conti della sanità, per esempio, sono fuori di 10 milioni, nel Lazio di 10 miliardi. Noi abbiamo provveduto al contenimento della spesa per tempo e non mi pento delle nostre scelte, ma ora chiamiamo tutti a fare insieme un fronte comune rispetto al governo centrale, che effettua tagli insostenibili. Organizziamo un fronte permanente di discussione e non togliamo le castagne dal fuoco al Governo».
Burlando ha concluso: «Dovremo aspettare di capire come il nuovo Governo metterà ordine in questo bailamme dello scioglimento delle province, ma prendo un impegno chiaro: tutti i dipendenti della Provincia o rimangono dipendenti della Provincia o diventano dipendenti della Regione, gestiremo questa cosa con continuità di reddito e con continuità di funzioni. I soggetti che lavorano nelle province liguri, se la Regione assumerà delle deleghe provinciali, si occuperà anche dei dipendenti che si occupano di queste deleghe. Se le province manterranno queste funzioni, avranno gli strumenti per mantenerle. Ora c’è la crisi e non credo che la questione si risolverà in questi giorni di vita dell’amministrazione Monti e la questione sarà affrontata dal nuovo governo ma mi impegno: non si toccano le retribuzioni e i servizi essenziali. Questo ente i suoi debiti li ha pagati e mi auguro che vinca le elezioni chi i suoi debiti è abituato a pagarli» .

Incontro fra capigruppo, giunta e rsu Provincia
Al termine della seduta si è svolto un incontro, coordinato dal presidente dell’Assemblea legislativa Rosario Monteleone, a cui hanno partecipato i capigruppo, alcuni consiglieri regionali, il presidente della giunta Claudio Burlando e, fra gli assessori presenti, Sergio Rossetti (Risorse finanziarie) e Raffaella Paita (Infrastrutture) con una delegazione di lavoratori fra cui i rappresentanti della rsu della Provincia.
Nell’incontro è stato elaborato un ordine del giorno che sarà sottoposto alla votazione dell’Assemblea legislativa nella seduta pomeridiana.

Assenti: Basso, Piredda, Scajola
Quorum: 19 voti

Nella seduta pomeridiana è ripreso il dibattito sul Documento di Programmazione Economico-Finanziaria Regionale per gli anni 2013-2015, sulle Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione Liguria (legge finanziaria 2013), sulle Disposizioni collegate alla legge finanziaria 2013 e sul Bilancio di previsione della Regione Liguria per l’anno finanziario 2013.

Luigi Morgillo (Pdl) ha iniziato la relazione confermando la sua “fede” europeista «Ma – ha detto – questa Europa troppo tecnocratica, senza un’anima e che impone agli Stati membri sacrifici insostenibili, non mi piace. Le conseguenze di queste politiche portano i nostri cittadini a suicidarsi, penso ai padri di famiglia, disperati, senza lavoro, che si sono tolti la vita. I fondatori, De Gasperi Adenauer e Schuman non si riconoscerebbero in questa Europa. Concordo con quanto detto dal presidente Burlando: siamo oramai pericolosamente vicini al punto di rottura». Morgillo ha quindi parlato della situazione nazionale: «Quanto accaduto questa mattina: la comunicazione da parte del ministero dell’economia e delle Finanze, secondo cui il gettito fiscale è molto inferiore a quanto previsto, ci conferma che ci troviamo a fare un bilancio, un documento di programmazione economica e finanziaria con dati superati. Il bilancio e il consuntivo spesso si rivelano sbagliati e dovremmo abituarci a dati delle entrate fiscali con segno meno e non più. Quanto accaduto oggi, peraltro, poteva essere in qualche modo previsto». Ha quindi lamentato una disparità di trattamento, a livello nazionale, tra piccola e media impresa e le “lobby di turno”, citando a tal proposito la vicenda delle slot machine, e ancora il contenzioso tra le banche e il fisco, conclusosi con l’ottenimento di un sostanzioso “sconto” da parte delle prime. Ha quindi contestato lo “slogan” a suo dire portato avanti dalla sinistra, secondo il quale sarebbe stato il centro destra a portare l’Italia sul baratro: Morgillo ha rivendicato l’avvio di misure anticrisi da parte del governo di centrodestra. In relazione alla legge di stabilità ha detto: «Non si può continuare a governare un Paese tenendo conto soltanto di dati finanziari. Credo che porteranno all’esasperazione. Questa legge di stabilità è in perfetta continuità con quanto fatto fino ad oggi: interventi indispensabili, ma condotti con logiche esclusivamente ragionieristiche. Deve iniziare una fase dove ci sia un governo politico, che si assuma precise responsabilità nei confronti dei cittadini». Morgillo, che ha preannunciato il voto negativo del suo gruppo al bilancio e agli altri strumenti economico-finanziari: «Ho apprezzato il riconoscimento da parte del Presidente Burlando dei mancati obiettivi sui risparmi sul 2011 e anche in parte sul 2012. Mi stupisce tuttavia come continui ogni anno a rilanciare obiettivi sempre più ambiziosi di risparmi, senza avere realizzati quelli degli anni precedenti. Finora ho visto giusto. Mi pare che la situazione sia un po’ confusa sul fronte delle entrate, quindi inviterei ad una certa cautela». E ancora: «La giunta ha preannunciato una forte riduzione della spesa sanitaria, di 160 milioni: non credo che questa maggioranza abbia la forza di supportare e sostenere queste misure, ma sicuramente noi del PDL non ci tireremo indietro per sostenere tagli alle spese specialmente se motivati. Come non ricordare che attraverso una variazione di bilancio ( normale routine ) con la quale si stanziavano le risorse per la non autosufficienza, sono spuntati in Consiglio, senza alcun passaggio in commissione, emendamenti che hanno prodotto una vera e propria manovra sui fondi della Sanità, con una riduzione del disavanzo 2012 di 40 milioni e con modalità alquanto discutibili o, forse, meglio chiamarle virtuali. In fondo anche la notizia di questa mattina, giunta da Roma, era prevedibile, la si conosceva già». Secondo Morgillo «la Sanità di Burlando e Montaldo ha già tolto dalle tasche dei liguri più di 900 milioni di tasse, oltre a vendite e valorizzazioni del patrimonio per circa 400 milioni. Nonostante questo salasso, siamo ancora molto indietro su una messa a regime del nostro sistema sanitario. Ci sono troppe discussioni, soprattutto di maggioranza, e poche decisioni ma, soprattutto, le decisioni sono sempre tardive e pasticciate. Ora ridiscutiamo del bilancio 2013 senza essere riusciti ad approvare la razionalizzazione della rete ospedaliera e quindi non sappiamo gli effetti che produrranno i risparmi sul 2013». Morgillo ha quindi indicato le priorità per la Liguria, tra le quali le infrastrutture, la difesa del suolo, una maggiore attenzione al sociale, un diverso assetto alle società ed aziende del sistema regionale allargato e ha invitato il presidente Burlando a “riprendere” la delega in materia di piani provinciali dei rifiuti. Per quanto riguarda, invece, le tre grandi direttrici, indicate da Burlando per sconfiggere la crisi, ha detto: «Condivido in linea di principio gli obiettivi, ma non posso esimermi dal constatare che questi erano obiettivi che già si leggevano nel programma di governo del primo mandato del Presidente Burlando. Siamo ancora molto indietro per l’attuazione di alcune misure che sono di competenza esclusiva della regione. Le idee ci sono, ma c’è sempre molta approssimazione e poca convinzione e determinazione. Penso ad esempio alle energie alternative. Non abbiamo, inoltre, mai fatto un piano forestale per prevedere e garantire il prelievo di legname dai nostri boschi». Morgillo ha concluso insistendo sulla necessità di ridare credibilità e dignità alla politica. A tal proposito ha ricordato che l’Ufficio di presidenza del quale fa parte ha attuato un’attenta riduzione dei costi, prima che ciò venisse espressamente richiesto a livello nazionale

Aldo Siri capogruppo Liste civiche per Biasotti presidente: « Siamo in una situazione vergognosa: questo governo è composto da tecnici che saranno bravi nel loro campo ma che in gran parte hanno redditi tali da farli vivere in un mondo diverso da quello delle persone che devono fare i conti con lo stipendio o la pensione al minimo. Sono estremamente preoccupato, inoltre, che nonostante il peso delle tasse il debito sia ancora aumentato. Altra vergogna è quella degli esodati. La cassa integrazione è al massimo. Con il taglio della esenzione dell’addizionale Irpef da 30 mila a 27 mila euro, decine di migliaia di contribuenti si troveranno la tredicesima ridotta. Voterò contro al bilancio della Regione e chiedo più rispetto della minoranza».

Edoardo Rixi capogruppo Lega Nord – Liguria Padania: «Vista la situazione attuale non mi sostituirei volentieri al presidente Burlando. Purtroppo in questi mesi troppi hanno abbassato il capo di fronte al Governo Monti e alle sue leggi per tanti versi inapplicabili. Monti ha creato dei danni enormi alle autonomie comunali e provinciali che non sono finanziate. Prevede il trasferimento delle funzioni e del personale provinciale ma sarà ben difficile trasferire questi dipendenti ad altri enti compresa la Regione. Per altro la Regione Liguria, dopo lo scioglimento delle comunità montane, ha già aumentato i propri dipendenti di più di 100 unità. Le riforme di Monti non riducono i costi: il capo del governo si spaccia sui giornali come un grande risanatore ma ha continuato ad acquisire nuovo debito pubblico e lo Stato, mentre chiedeva grossi sacrifici alle amministrazioni virtuose del nord, ha continuato a coprire i nuovi buchi delle amministrazioni del sud . Per quanto riguarda il bilancio della Regione apprezziamo il taglio alle consulenze e a tutta una serie di costi. Ci sarebbe piaciuto vedere un po’ più di attenzione al sistema regionale allargato alla Datasiel, all’ente Fiera magari recuperando risorse per il sociale. Sull’attuale bilancio non siamo intenzionati a fare ostruzionismo ma a chiedere due cose: che i fondi raccolti con l’accisa sulla benzina vadano davvero alle persone alluvionate e che la Regione giochi una partita trasparente sul tourn over del personale. Occorre una riduzione costante del personale regionale nel tempo.
La Regione Liguria deve essere la massima espressione di un territorio e avere più autonomia coordinando province, comuni e lo sviluppo avendo la capacità se necessario di contrapporsi al Governo anche se dello stesso colore politico. Dobbiamo guardare di più a quello che unisce sul nostro territorio più che a quello che ci divide dal punto di vista ideologico. Invece la giunta Burlando fino ad oggi la giunta si è dimostrata debole nei confronti del governo e non l’ha criticato se non da pochi giorni e cioè quando il governo è in crisi».

Ezio Chiesa (gruppo misto-Liguria Viva) «Il dibattito ci unisce tutti nella critica al governo, ma l’errore più grosso dei partiti è stato quello delegare tutto al governo tecnico. Di fronte ad una riforma troppo dura sulle pensioni i partiti non sono mai intervenuti. Nessuno vuole mettere in discussione il rigore, ma il rigore doveva essere accompagnato da equità e da sviluppo. Oggi abbiamo visto la manifestazione dei lavoratori della Provincia di Genova, ma i danni di Monti non sono finiti qui: tra poco arriverà la Tares che dal 2013 andrà a sostituire la tassa sui rifiuti e si applicherà per finanziare illuminazione e opere pubbliche ma è una tassa incostituzionale come quella sulla depurazione delle acque. Presto i comuni non riusciranno neppure a svolgere le loro funzioni essenziali. Si continua ad accentrare e a costruire carrozzoni dimenticando che in tutto il mondo le città più grosse sono le più indebitate. Ci domandiamo come potremo rispettare le previsioni della riduzione del debito entro il 2014: spero che il nuovo governo ponga rimedio a questi grossi impegni che si ci siamo assunti avere la prospettiva di rispettarli. Non dobbiamo dimenticare che le imprese sono in difficoltà perché i servizi costano di più che nel resto d’Europa. In quanto alla legge sul recupero dei terreni incolti e del bosco, se dobbiamo andare a legiferare su questa materia, dobbiamo fare una operazione a maglie larghe dobbiamo interessare tutti gli abitanti che oggi vivono un certo territorio altrimenti rischieremo di fallire».

Il presidente della Giunta Claudio Burlando ha replicato affermando che sulla questione della Province ha cercato i ministri Grilli e Cancellieri. «In particolare il ministro Grilli condivide la nostra impostazione e cioè che non si applicano i tagli lineari alle Province che hanno funzioni diverse. Ho anche sottolineato che è inaccettabile che la provincia vada in default a causa degli affitti che non vengono pagati dallo Stato. Per quello che riguarda l’addizionale Irpef ribadisco che a luglio le previsioni di introito che ci aveva fornito il ministero erano ben diverse. Ci hanno detto che queste previsioni si capiscono effettivamente a novembre e che hanno verificato un abbattimento forte del gettito e che quindi noi dobbiamo allargare la platea dei contribuenti. Tra l’altro la legge ci impone di allinearci alle previsioni del Mef. Abbiamo deciso, inoltre, di accelerare al massimo i tempi dell’assestamento di bilancio: non più a luglio o agosto ma a maggio o giugno per poter eventualmente procedere a degli aggiustamenti. Sulla sanità riconosco che non siamo riusciti a ottenere le riduzioni di spesa che avevamo preventivato. Siamo fuori di 160milioni di euro, il 5% per cento del Fondo sanitario, con la manovra dovremo arrivare scendere a meno della metà, al 2%» . Burlando ha poi fatto un appello a tutte le forze politiche a rispettare un rigore nella spesa: «Questi obiettivi si raggiungono se si è rigorosi in tanti piccoli aspetti. Ormai siamo in una situazione di grande difficoltà».

Garantire i livelli occupazionali e retributivi delle Province
E’ stato approvato all’unanimità un ordine del giorno, sottoscritto da tutti i gruppi, relativo alla situazione della provincia di Genova che “impegna Il Consiglio Regionale a garantire i livelli occupazionali, retributivi e dei servizi e, a tale proposito, all’eventuale spostamento delle deleghe corrisponderà il trasferimento dei Relativi dipendenti e a rendere stabile il ruolo di regia della Regione come ente capofila delle autonomie locali liguri”. Il documento è scaturito dall’incontro di fine mattinata fra capigruppo del Consiglio regionale, la giunta e rappresentanti dei lavoratori della Provincia di Genova. Nel testo si condanna la manovra presentata dal Governo al Parlamento che “non è sostenibile per Comuni, Province e Regioni” e ricorda il debito di 40 milioni dello Stato nei confronti della Provincia di Genova e invita il futuro Governo a “affrontare organicamente il tema riorganizzativo e in quella fase sarà impostata la riorganizzazione delle deleghe e delle funzioni nel territorio ligure”

Escludere dal patto di stabilità i piccoli comuni
E’ stato approvato all’unanimità un ordine del giorno sottoscritto da tutti i gruppi (primo firmatario Ezio Chiesa del Gruppo misto-Liguria Viva) che impegna la giunta “ a intervenire presso il Governo e il Parlamento affinché siano esclusi dall’assoggettamento al patto di stabilità i comuni con popolazione inferiore ai 5 mila abitanti”. Nel documento si ricorda che la norma che impone il patto di stabilità anche ai comuni sopra i mille abitanti produrrà “effetti negativi determinando un ulteriore drastica riduzione della spesa pubblica e degli investimenti e che saranno penalizzati i servizi primari oggi forniti dai comuni nel campo sociale scolastico”.

Attuazione del decreto ministeriale per il soccorso agli animali feriti
All’unanimità è stato approvato un ordine del giorno, che ha come primo firmatario Matteo Rossi (Sel) e sottoscritto da consiglieri di maggioranza e minoranza, relativo al tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subito un danno, previsto dal decreto attuativo del Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, che entrerà in vigore il 27 dicembre 2012. Si ricorda che, con la modifica al codice della strada , viene introdotto l’obbligo, per chiunque, non solo per coloro che hanno causato il danno, di fermarsi e soccorrere un animale ferito. Sono previste sanzioni nel caso di negligenza. Il decreto ministeriale, secondo quanto si legge nel documento, fissa sia le caratteristiche delle autoambulanze veterinarie, sia la certificazione, anche successiva, dello stato di necessità di intervento sull’animale da parte di un veterinario e gli stati patologici che fanno scattare questo riconoscimento: trauma grave, ferite aperte, emorragie, alterazioni e convulsioni. Si impegna pertanto la giunta “ad attivarsi nei confronti del governo affinché garantisca un adeguato finanziamento al fine di consentire la presenza su base provinciale di strutture veterinarie pubbliche o private in convenzione, alle quali rivolgersi in caso di emergenza”. Nel documento si chiede, inoltre, che in ogni provincia siano presenti ambulanze veterinarie di urgenza per primo soccorso e che venga attivata una campagna informativa nei confronti dei cittadini.

Modificare la legge che istituisce la Tares
All’unanimità è stato approvato un ordine del giorno che ha come primo firmatario Marylin Fusco (Diritti e Libertà) e sottoscritto da consiglieri di maggioranza e minoranza, relativo alla istituzione della Tares. Infatti, il decreto legge “Salva-Italia” prevede, nell’ambito del sistema fiscale municipale, l’entrata in vigore della Tares che, secondo quanto scritto nell’ordine del giorno “sostituirà le attuali tasse e tariffe sui rifiuti ed avrà un costo più alto, in quanto finanzierà integralmente il servizio di igiene ambientale, si occuperà di illuminazione pubblica e manutenzioni delle strade e attività connesse a questa sfera, finendo per incidere pesantemente sulle tasche dei cittadini”. Si sottolinea che la tassa finanzierebbe anche servizi a domanda individuale, chiamando pertanto i cittadini a fare fronte a servizi dei quali, in molti casi, finirebbero per non usufruire. Si impegna pertanto la giunta a lavorare nei confronti del governo e del parlamento “affinché sia modificata la legge che istituisce la Tares, in quanto la stessa, oltre a mettere in difficoltà numerose famiglie, finirà per penalizzare le attività commerciali già colpite da una crisi senza precedenti,”.

No alla chiusura di radio 19
Tutela dei lavoratori delle emittenti private liguri
All’unanimità è stato approvato un ordine del giorno che ha come primo firmatario Stefano Quaini (Sel) e sottoscritto da consiglieri di maggioranza e opposizione, relativo al rischio di ridimensionamento o chiusura di Radio 19, emittente del Secolo XIX. Nel documento si sottolinea che sono a forte rischio i livelli occupazionali: molte lavoratrici e molti lavoratori rischiano di perdere il posto di lavoro. L’ordine del giorno impegna pertanto la giunta “a convocare un incontro con l’editore del Secolo XIX e ad aprire un tavolo di confronto con tutte le emittenti private liguri al fine di adottare tutte le misure necessarie per affrontare la crisi del settore e tutelare lavoratrici e lavoratori”.