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Ansaldo Energia, Zipponi (Idv): “A Genova per tenere alta l’attenzione”

«Da Genova lanciamo l’allarme per evitare che la cessione di Ansaldo Energia finisca nel “porto delle nebbie”». Così Maurizio Zipponi, responsabile nazionale Lavoro di Italia dei Valori, che oggi pomeriggio ha incontrato la stampa nel capoluogo ligure per fare il punto sulla vendita di Ansaldo Energia, l’azienda del gruppo Finmeccanica a oggi posseduta al 55% da Finmeccanica e al 45% dal fondo statunitense First Reserve. Alla conferenza stampa, erano presenti Maruska Piredda, responsabile Lavoro Idv Liguria e capogruppo in Regione, e Gabriele Cascino, assessore regionale all’Urbanistica.

«Siamo in una fase molto delicata – ha detto Zipponi – è il momento in cui deve essere massimo il livello di attenzione da parte di tutti i genovesi perché le trattative sulla cessione di Ansaldo non finiscano nel “porto delle nebbie”, rappresentato dal rischio di scarsa trasparenza su logiche di partito che andrebbero contro l’interesse di Genova, dei genovesi e della stessa Ansaldo Energia. Per questo Italia dei Valori è in prima linea per chiedere che le trattative si svolgano secondo alcuni criteri che riteniamo indispensabili: la pubblicazione online del piano industriale da parte degli interessati all’acquisizione, una stima delle ricadute occupazionali dirette e sull’indotto del territorio, l’ammontare degli investimenti nella ricerca e progetti di sviluppo in Ansaldo Energia e la somma totale di tutti gli impegni economici che nuovo azionista intende sostenere». Zipponi ha poi chiarito gli scenari nella fase attuale di passaggio tra il governo tecnico dimissionario e l’insediamento del prossimo esecutivo. «Anche in assenza di un governo – ha puntualizzato – il cda di Finmeccanica potrebbe firmare preliminari e impegni con l’eventuale nuovo compratore. In particolare il ministro Grilli, titolare del dicastero che controlla Finmeccanica, potrebbe convocare il cda e dare criteri vincolanti». Passando in rassegna le tre ipotesi di acquisizione circolate sulla stampa, Zipponi ha scartato la proposta dei tedeschi della Siemens perché “in totale sovrapposizione di mercato, di prodotti, di ricerca e di professionalità con Ansaldo Energia che andrebbe incontro a un’inevitabile distruzione” e quella dei coreani della Doosan “che sembrano disposti a spendere molto solo per conquistare un nuovo mercato”.

«L’offerta del Fondo strategico – ha concluso Zipponi – resta l’unica interessante, anche perché a oggi è l’unica di cui si conoscono i dettagli. Inoltre, la proposta ha caratteristiche che la rendono attrattiva in particolare perché si identifica come un vero e proprio investimento industriale. I soggetti riuniti in cordata rappresentano 5 miliardi di fatturato e 14 mila dipendenti nel mondo. Mettendo a confronto il loro core business e quello di Ansaldo emerge l’assenza di qualsiasi sovrapposizione di prodotto anzi l’opportunità di creare un’interessante filiera sia di prodotti sia di mercato, sul primo asse industriale del Nord, Genova-Milano-Brescia-Verona fino a Trieste».