A chi ci riferiamo? A quei calciatori che una volta giocavano in Serie A e poi hanno concluso o stanno concludendo la loro carriera in Serie C. Vi capiamo: anche noi all’inizio pensavamo che quella dell’indimenticato Davide Biondini, centrocampista tutto-fare che ha indossato le “maglie pesanti” di Atalanta, Sassuolo, Cagliari e Genoa, fosse una parabola discendente quando ha scelto il Cesena, così come quella con protagonista Franco Brienza, centrocampista/attaccante che dopo aver onorato club della massima categoria come Palermo, Atalanta e Bologna ha optato per il Bari, ma ci sbagliavamo di grosso. Perché? Perché una volta superati i 34/35 anni di età non c’è niente di meglio per un professionista famoso se non scoprire un altro tipo di realtà calcistica come quella della Lega Pro.
Da Tavano a Reginaldo passando per “Big Mac” Maccarone
Ci teniamo a precisare meglio quanto appena detto: passare dalla Serie A alla Serie C per un calciatore famoso non è né una punizione né la triste fine di una carriera gloriosa, anzi… Quegli atleti che dopo aver giocato nel massimo campionato scelgono di mettersi alla prova in un torneo magari meno spettacolare come quello di A ma certamente più impegnativo come quello di Lega Pro decidono di assaporare il pallone a 365 gradi. Noi personalmente stimiamo molto professionisti come Tavano, che dal 2017 al 2020 ha militato per la Carrarese, Antenucci, che dopo la parentesi SPAL ha fatto la differenza al Bari, e Reginaldo, che ancora oggi fa parlare di sé con la maglia del Catania.
La loro passione per il calcio e la loro professionalità, che non conosce limiti di età, in questi ultimi anni hanno contribuito a far conoscere un torneo, quello di C, che molti a torto snobbano e definiscono minore. Non solo: grazie alle loro gesta, le quote Lega Pro vengono finalmente seguite con particolare interesse anche da scommettitori che si sono sempre interessati alla sola Serie A.
Normale, considerando che fino all’altro ieri scendeva in campo Massimo Maccarone con la casacca della Carrarese dopo la bella esperienza al Brisbane Roar! I grandi protagonisti giramondo sono il miglior spot per la Serie C che presto, ne siamo certi, accoglierà altri talentuosi calciatori alla ricerca di una nuova e longeva vita sportiva.
Chi si è confermato e chi per nulla

Ovviamente non tutti i calciatori che hanno abbandonato in tarda età la Serie A hanno poi avuto successo una volta “scesi” di categoria. Tra quelli che hanno scritto pagine bellissime di Lega Pro ci sono sicuramente l’airone bresciano Caracciolo, attaccante completo così forte fisicamente da fare reparto da solo, che con la Feralpisalò in 2 stagioni e in 53 presenze ha segnato 20 goal, e Cacia, che con Novara e Piacenza ancora oggi non ha perso quel fastidioso vizio di bucare le reti avversarie che non aveva (ahinoi) ai tempi in cui giocava per la Fiorentina.
Daniele è stato molto sfortunato in carriera (38 le sue presenze in Serie A), ma questo è un altro discorso. Tra i flop, perdonate il termine forse un po’ forte, c’è sicuramente Pozzi, ex attaccante di Milan e Sampdoria, che non solo non ha lasciato il segno in Serie C (vedi Pro Piacenza) ma ha addirittura deluso in D, dove si segna e non poco, con la formazione toscana del San Donato Tavarnelle.
Come lui, anche Pinto, ex atalantino, non ha convinto in D con il Pontisola, squadra con cui ha militato dal 2014 al 2019. Morale: ci sono vincitori e vinti in tutte le categorie, ma guai a chiamare la Serie C una manifestazione minore perché se come noi incomincerete a seguirla, e a seguire da vicino i suoi famosi protagonisti, non vi annoierete di certo, anzi…







