Genova – Con “Pane e tulipani” prende il via la rassegna “10 e Luce”, dedicata ai 100 anni dell’Istituto Luce, una delle più importanti istituzioni cinematografiche e culturali del mondo. Per tutta la stagione il Luce Cinecittà, come si chiama con la fusione del 2011, riporta in sala, uno al mese da ottobre 2025 a luglio 2026, dieci grandi titoli che hanno segnato la sua storia. Il primo è “Pane e tulipani” di Silvio Soldini, in programma nella Sala Filmclub del cinema Sivori (salita S. Caterina 54r. Genova, tel. 010 583261 oppure 010 5532054) lunedì 6 ottobre 2025 alle ore 16 e mercoledì 8 ottobre alle ore 21.
Interpretata da Licia Maglietta e Bruno Ganz in stato di grazia, “Pane e tulipani” è una commedia allegra e romantica che descrive l’incontro di due anime abbandonate, sullo sfondo di una Venezia da favola. Rosalba (Maglietta), casalinga di Pescara, viene dimenticata in un autogrill durante una gita in pullman. Accetta un passaggio in auto e si ritrova a Venezia, dove non era mai stata e sente di voler rimanere: conosce Fernando (Ganz), uno strano cameriere di origini islandesi ma colto conoscitore della poesia italiana, e si stabilisce a casa sua. Diventa amica anche di Grazia (Marina Massironi), vicina di casa, estetista e massaggiatrice. Nel frattempo il marito Mimmo (Antonio Catania) invia Costantino (Giuseppe Battiston), un suo dipendente con ambizioni investigative, a Venezia per rintracciare Rosalba. Costantino riesce a trovarla, ma nel frattempo ha conosciuto Grazia e i due si innamorano. “Pane e tulipani” ha vinto nove David di Donatello, tra cui migliori film, attrice e attore, sceneggiatura.
“10 e Luce” prosegue a novembre con “Corpo celeste” di Alice Rohrwacher, a dicembre con “L’ultimo Capodanno” di Marco Risi, a gennaio 2026 con “L’albero degli zoccoli” di Ermanno Olmi, a febbraio con “Il portiere di notte” di Liliana Cavani, a marzo con “Il deserto dei Tartari” di Valerio Zurlini, ad aprile con “Porte aperte” di Gianni Amelio, a maggio con “La balia” di Marco Bellocchio, a giugno con “Senza pelle” di Alessandro D’Alatri, per concludersi a luglio con “Gente di Roma” di Ettore Scola. Titoli che compongono una biografia del cinema di qualità, in nuove versioni rieditate e spesso restaurate, per ritrovare sul grande schermo la magia della settima arte.







