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Genova: “Ferdinando Scianna: Il fotografo dell’ombra”, ritratto di un maestro al cinema Sivori

foto Lia Pasqualino

Genova – “Ferdinando Scianna: il fotografo dell’ombra” di Roberto Andò è il ritratto di uno dei più grandi fotografi italiani. A 80 anni ripercorre, con la saggezza dell’età unita alla vivacità di un eterno giovane, quasi un secolo di storia della cultura italiana ricordando incontri e scelte di vita che lo hanno reso Maestro, talvolta inconsapevole, di molti intellettuali non solo italiani. Il documentario è in programma alla Sala Filmclub del cinema Sivori (salita S. Caterina 54 r, Genova, tel. 010 583261 oppure 010 5532054) da lunedì 6 a mercoledì 8 ottobre 2025, alle ore 18.45. Prodotto dalla Bibi Film in collaborazione con Rai Cultura, è stato presentato alla Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica La Biennale di Venezia 2025.

 

Scianna nel film “Fotografo dell’ombra” racconta di sé, della sua professione, delle personalità incontrate nel corso della vita, che ripercorre attraverso i suoi scatti. La vitalità è travolgente, sia quando parla dell’amicizia con Leonardo Sciascia o Henri Cartier Bresson che quando prende amabilmente in giro i giovani Domenico Dolce e Stefano Gabbana, committenti di una campagna di moda a lui che non si era mai avvicinato a una passerella. Nato a Bagheria il 4 luglio 1943, è stato il primo fotografo italiano a entrare a fare parte dell’agenzia Magnum, nel 1982. Inizia da giovane a girare con la macchina fotografica e fissare sulla carta le immagini della realtà. Nel 1963 Leonardo Sciascia visita quasi per caso la sua prima mostra fotografica, che ha per tema le feste popolari. Quando s’incontrano di persona, nasce immediatamente un’amicizia che sarà fondamentale per la carriera di Scianna. Nel 1965 pubblica “Feste religiose in Sicilia”, con testi e prefazione di Sciascia. Il libro nel 1966 vince il Premio Nadar, segnando l’inizio di una carriera importante fatta di fotografie rigorosamente in bianco e nero. «Io guardo in bianco e nero, penso in bianco e nero. Il sole mi interessa solo perché fa ombra», ha dichiarato. Quella che Scianna vuole raccontare è una Sicilia che cambia velocemente ed inesorabilmente, pur rimanendo ancorata ai suoi riti e alle sue tradizioni. Scianna, oltre alla religiosità popolare e le esperienze mistiche, immortalerà anche la guerra ed i frammenti dei suoi viaggi.

 

«È difficile trovare un fotografo che abbia rappresentato in modo così alto le grandi tensioni della fotografia – scrive il regista Roberto Andò – come ha fatto Ferdinando. E che si sia raccontato anche attraverso la scrittura, nel confronto continuo con la grande letteratura. Cresciuto in un paese e in una civiltà in cui il fotografo era considerato “uno che ammazza i vivi e resuscita i morti”, cioè un mago che opera al confine tra la vita e la morte, Scianna appartiene alla categoria dei fotografi raccontatori. Mettendo insieme tutta la sua opera si ha l’impressione di trovarsi davanti a un grande romanzo da cui emergono luoghi, volti e voci del mondo. Un romanzo che celebra la dignità e la contraddizione umana. Un romanzo costruito sulla luce, a partire dall’ombra».