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La pittura che guarisce io la rivendico

A molti di voi “rompo le scatole” come curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro, un dovere civico che mi tiene impegnato come volontario da diversi anni dopo la tragedia della ThyssenKrupp di Torino.

Ma in questa mail non voglio parlare di questo, ma della mia attività artistica che ha ormai superato i 40 anni d’attività. Perchè scrivo?  Oltre all’arte di carattere sociale da ormai vent’anni ho creato un filone pittorico che ho chiamato “arte pranica” e in inglese Art Therapy Prancic Painting  e nel sito che ho aperto ormai da oltre 10 anni lo conferma http://artepranica.blogspot.it/ . Tantissimi anni di ricerca su colore e energia per dimostare che con l’arte si può guarire da diverse patologie. Già il Museo nazionale Cesare Zavattini ha nella sua  collezione, ormai da 15 anni un’opera pranica e nello stesso museo in quell’anno ho fatto un esperimento con quasi 50 persone per valutarne l’effetto, che, su alcuni è stato incredibile come può testimoniare il collezionista Luigi Braghiroli che partecipò a quell’evento a cui assistette allora la Sindaca di Luzzara, anche la Sig.ra Molinari che mi fece fare quella mostra alla COOP ADRIATICA. E la seduta al Museo Z avattini  si può vedere nel sito. Gli esperimenti li ho proseguiti in diverse altre sedi, anche con la COOP ADRIATICA nel supermercato di Borgo Panigale di Bologna, Nel Circolo ATC di Bologna, e in altre sedi, e i risultati sono stati spesso incredibili. persone con emicranie che sono state bene all’istante, lo stesso per artrosi e artriti e anche con patologie più gravi. Nella mia casa museo di Casa Trogoni di Bologna in provincia di Bologna, un rudere in sasso ristrutturato, ho già da diversi anni una stanza con opere praniche che lascia sbalordite parecchie persone per l’energia che emana e per il benessere che si ottiene. Ma  il problema?  Che anche chi ha ottenuto questi effetti benefici ha sempre avuto paura di divulgarli per non essere tacciati per creduloni. Com’è possibile che guardando un quadro si può stare bene? Questo è stato sempre il limite di questa mia particolare pittura. Io non ho mai avuto dubbi sui suoi effetti. Non con tutti ma con moltissimi osservatori. Con grande meraviglia, sfogliando n questi giorni il Venerdì di Repubblica leggo in un articolo di Dario Pappalardo che lo scrittore Alain de Botton nell’intervista parla di quadri che possono  guarire da ansia, tristezza e tantissime altre patologie e che lo stesso de Batton insieme al filosofo John Armostrong  sta presentando  in giro per il mondo “L’arte come terapia”. Incredibile, ma con vent’anni di ritardo. Io rivendico la primogenitura di quest’arte, l’hanno vista anche loro? E perchè non citano chi l’ha inventata. Sono tantissimi gli stranieri che visitano il sito. Adesso de Botton sta preparando una serie di importantissime mostre sul tema. e io che ho sacrificato una vita per l’arte, che vivo solo con la mia pensione che questa pittura l’ho creata per primo? Sono solo un metalmeccanico in pensione e l’arte è sempre stata classista. Ma nessuno può togliermi il merito d’avere coscientemente cercato nell’arte di andare oltre la bellezza dell’opera e di far interagire l’osservatore con il dipinto anche ricavandone un effetto benefico.  Neanche  i grandi scrittori e filosofi, in migliaia possono testimoniarlo. Spero che il Museo Zavattini da cui quest’arte è partita attraverso i miei quadri rivendichi d’averla esposta per prima già nel secolo scorso. Caro Sindaco di Bologna Virgilio Merola credo che il grande direttore della galleria d’arte moderna MAMBO meriti una tirata d’orecchie, se solo guardasse ogni tanto in casa propria e con meno puzza nel naso invece di pensare, e questo con grande provincialismo che tutto quello che c’è di buono viene da fuori, soprattutto dall’estero. Anche all’assessore alla Cultura Ronchi, che tante volte ha promesso di venire a visitare lo “scantinato” dove si trovano le mie opere dovrebbero fischiare le orecchie… La strada aperta con questo tipo di pittura può essere veramente rivoluzionaria, ogni tanto diamo il merito a chi ce l’ha indipendentemente dalla sua posizione sociale. Carlo Soricelli