Susy De Martini, europarlamentare di Forza Italia/ECR interviene sul caso dei giovani medici Italiani e sulla carenza di professionisti in Italia.
Lo fa dopo aver presentato un’interrogazione alla Commissione Europea, cui ha già risposto in maniera “surreale” il Commissario Borg: «I nostri ospedali hanno bisogno di medici per fare fronte ai bisogni della popolazione. Recenti studi hanno dimostrato che in Europa mancano 700.000 tra medici e infermieri. In Italia, invece di finanziare nuovi specializzandi, il Parlamento ha deciso di ridurre ulteriormente il numero dei contratti, portandolo da 4500 dell’anno scorso a 2000 a fronte di un fabbisogno che è almeno tre volte superiore. Ho chiesto alla Commissione con un’interrogazione scritta se fosse a conoscenza di questo grave problema e cosa intendesse fare per supportare lo stato italiano a invertire questa tendenza. Il Commissario Borg ha dato una risposta surreale: da un lato, si é detto “consapevole della difficile situazione in cui versa il sistema sanitario italiano” ma dall’altro, ha dichiarato che si limita a: “offrire un piano d’azione per aiutare la cooperazione europea ad affrontare le sfide legate alle crescenti carenze di personale sanitario”. L’Italia ha urgente bisogno di fondi per pagare gli stipendi dei giovani specializzandi. Non sa che farsene di una ponziopilatesca risposta di un euro burocrate. Siamo stufi di un’Europa che interviene sull’Italia solo per tutelare gli interessi di Berlino. In questo caso, ad esempio, è ovvio che se mancherà la manodopera specializzata italiana, verranno assunti al loro posto medici stranieri (forse tedeschi?) andando ad aumentare la nostra percentuale di disoccupazione. Chiedo al governo italiano di rivedere le sue decisioni in merito e di impegnarsi affinché i negoziati in corso per definire i programmi operativi sostenuti dal Fondo sociale europeo nel periodo 2014-2020 possano includere fondi per rispondere a questi gravi problemi di pianificazione».
Interrogazione con richiesta di risposta scritta P-014382/2013
alla Commissione
Articolo 117 del regolamento
Susy De Martini (ECR)
Oggetto: Sanità – tagli al numero di borse di studio per medici specializzandi
Premesso che:
– i medici specializzandi sono il futuro dei sistemi sanitari nazionali degli Stati membri;
– il Commissario per la Salute Tonio Borg ha per compito la tutela della salute dei cittadini europei;
– il 23 ottobre 2007 è stato istituito con decisione n. 1350/2007/CE il programma intitolato “Salute per la crescita – II programma pluriennale d’azione dell’UE in materia di salute per il periodo 2008-2013”, che indica al punto 16 “Il programma dovrebbe contribuire a identificare le cause delle disuguaglianze in materia sanitaria”;
– l’UE, con la direttiva 93/16/CEE, poi modificata delle direttive 98/63/CE e 1999/46/CE, stabilisce e regola che la formazione medica specialistica venga retribuita;
– l’Italia ha recepito la direttiva in ritardo, attuando il Dlgs 389/99 ma bloccando gli articoli dal 37 al 42 per l’adozione del contratto fino allo stanziamento di fondi; solo con la legge 266/2005 (Finanziaria 2006) i fondi sono stati sbloccati, applicando il contratto nell’A.A. 2006-2007; questo ritardo ha comportato numerosi ricorsi effettuati da medici specializzandi costringendo l’Italia a effettuare un elevato numero di risarcimenti;
– l’UE con il trattato di Lisbona assicura la parità di trattamento a tutti i cittadini dell’Unione;
– solo al termine del percorso formativo i giovani specializzandi possono partecipare ai concorsi pubblici per accedere alla professione medica presso le strutture ospedaliere nazionali;
– già nell’anno accademico 2012-2013 il quadro generale si è aggravato con il finanziamento di soli 4.500 contratti ministeriali a livello nazionale a fronte dei 10 mila neolaureati che normalmente vi accedevano, il che corrisponde a meno della metà del fabbisogno di professionalità mediche delle Regioni;
– per l’A.A. 2013/2014 la legge di stabilità approvata dal Parlamento italiano prevede tagli, portando a 2.000 i contratti di formazione, una cifra insufficiente alle richieste di personale delle strutture ospedaliere;
si chiede:
1. se la Commissione ritiene opportuno intervenire per evitare che il sistema sanitario nazionale si ritrovi in futuro senza l’organico medico necessario per far fronte ai bisogni della popolazione;
2. in caso affermativo, quali azioni sono in corso di attuazione o la Commissione prevede di intraprendere per aiutare lo Stato italiano a invertire questa tendenza;
3. se essa intende investire nel cofinanziamento dei sistemi sanitari nazionali degli Stati membri per evitare che si creino tali eccessivi divari, per esempio attraverso il Fondo sociale europeo o la programmazione 2014-2020 per sostenere l’educazione secondaria o terziaria.
Risposta di Tonio Borg
a nome della Commissione
(4.2.2014)
1. La Commissione europea è affatto consapevole della situazione difficile che si trovano ad affrontare gli operatori sanitari in diverse parti dell’UE, situazione aggravata dalla crisi economica o dalle crescenti carenze.
2. Il Piano d’azione della Commissione europea per il personale sanitario dell’UE1 aiuta la cooperazione europea ad affrontare le sfide legate alle crescenti carenze di personale sanitario in un periodo in cui la domanda di assistenza sanitaria aumenta. L’Azione comune per una previsione e una programmazione efficace del personale sanitario2 sviluppata in questo contesto riunisce 27 paesi europei, tra cui l’Italia, e le organizzazioni degli stakeholder per mettere in comune le pratiche ottimali al fine di migliorare la pianificazione del fabbisogno di personale in modo da soddisfare le esigenze future.
3. I programmi operativi sostenuti dal Fondo sociale europeo nel periodo 2014-2020 sono ancora in via di negoziazione tra la Commissione europea e i singoli Stati membri. Tali programmi devono rispondere alle sfide identificate dagli Stati membri nei loro programmi di riforma nazionali e nelle raccomandazioni specifiche per paese, al fine di contribuire al raggiungimento degli obiettivi di Europa 2020, tra cui quello in tema di istruzione superiore.






