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MORIRE SULLE PISTE DA SCI A TRE ANNI È INACCETTABILE. IL VICE PRESIDENTE DEL SENATO LINDA LANZILLOTTA PROPONE NUOVE MISURE DI SICUREZZA SULLE PISTE

Intervento di Mauro Rossato, Presidente della Fondazione Andrea Rossato

Matilde era una bimba di 3 anni che voleva solo imparare a sciare e divertirsi insieme ai suoi coetanei in una bellissima giornata di marzo a Gressonay.
E invece la sua spensieratezza e la sua esistenza sono state schiacciate per sempre. Ecco come siamo costretti a narrare ancora una volta l’inadeguatezza delle misure di sicurezza sulle piste nel nostro Paese: con l’ennesima tragedia che coinvolge nuovamente una giovanissima vita.

Più volte la nostra Fondazione ha fatto appello alle istituzioni affinché le piste da sci non siano un luogo di morte, bensì di divertimento e sport. Abbiamo insistito cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema, richiamando la necessità di maggiori controlli sulle piste da parte delle forze dell’ordine – cogliendo qualche tempo fa anche l’appello di una madre che sciando col figlioletto di sette anni si sentiva minacciata da un’orda di ‘barbari’ sugli sci che sfrecciavano accanto al piccolo impietrito dal terrore di essere travolto. E, dopo il terribile incidente di Matilde, non si trattava evidentemente di un timore infondato.

Il pericolo sulle piste per i piccoli è ovunque. Persino nelle piste blu e addirittura nei campetti scuola dove si inizia a sciare a tre anni.
Ma questo non può e non deve accadere. Così come non si può morire sciando con i genitori e un fratellino in una pista rossa e finire contro un albero a 15 anni. Altra tragedia questa che si è consumata a Corvara nei giorni scorsi e che ha coinvolto un giovane sciatore tedesco.

Occorre concretizzare con urgenza una serie di nuove regole per contrastare gli incidenti in montagna. Anche se applicare la disciplina inerente alla sicurezza in pista sarebbe già una conquista. La legge 24 dicembre 2003, n. 363, è una disposizione legislativa nazionale fondamentale per la sicurezza negli sport invernali da discesa e da fondo e che, oltre alle importanti regole per il comportamento degli utenti delle piste, contiene tutta una serie di obblighi a carico dei gestori degli impianti. Ma, come talvolta accade, non viene sempre rispettata e gli incidenti sulle piste, in molti casi, sono una diretta conseguenza di tale negligenza. Considerando, poi, che i bambini sono spesso vittime di tali infortuni, uno dei consigli per i genitori dei piccoli sciatori è quello di scegliere con molta oculatezza le piste da frequentare.
In caso contrario invitiamo a segnalare piste da sci non a norma e denunciare tutti gli incidenti dovuti a tale negligenza.
Siamo convinti comunque che solo l’intervento della politica a livello nazionale possa concretamente agire sul fronte della sicurezza sulle piste e per questo sosteniamo il recente intervento di Linda Lanzillotta (Sc), vice presidente del Senato in merito all’incidente avvenuto alla piccola Matilde.

La proposta di legge della Lanzilotta prevede: il coinvolgimento dei maestri di sci e dei gestori degli impianti nelle attività di vigilanza sulle piste, la possibilità di introdurre lo sky velox per rendere più efficaci i controlli, il potere di immediato ritiro dello sky pass a chi non rispetta le regole, l’assicurazione per i danni arrecati agli sciatori sulle piste e l’utilizzo dell’elisoccorso per prestare pronta assistenza. Ma l’aspetto più importante della proposta è il “bollino azzurro”, da attribuire ai comprensori sciistici che adottano le misure di sicurezza: un punto fondamentale, questo, per dare risalto alle stazioni sciistiche che investono maggiormente in sicurezza al fine di garantire il più possibile l’incolumità delle persone e, in particola modo, dei più piccoli. Tale bollino consentirebbe ai genitori di scegliere le località sciistiche più sicure per i propri figli. Perché, ripetiamo, lo sport deve essere sinonimo di divertimento.

Da sciatore, poi, mi sento di affermare che ci sono delle immense lacune sul fronte della sensibilizzazione della sicurezza in pista. Eppure esiste un decalogo internazionale che dovrebbe essere affisso all’inizio di ogni pista e di tutti gli impianti di risalita e in tutte le lingue e con particolare a quelle dell’Europa dell’Est, un turismo sempre più diffuso e, spesso, scarsamente consapevole di quanto un comportamento scorretto in pista possa portare a gravi incidenti. Mi riferisco in particolare alla velocità eccessiva e all’abitudine di bere alcolici prima e dopo una discesa. Anche l’alcol test in effetti potrebbe essere un deterrente per le discese imprudenti.
Auguriamoci quindi che i continui appelli vengano colti affinché lo sci diventi uno sport sicuro.