Dall’1 all’8 giugno 2014 un gruppo di Psichiatri e Psicologi dell’Università di Pavia, diretto dalla Prof.ssa Vanna Berlincioni, responsabile del Laboratorio di Psichiatria, Cultura e Ambiente dell’Università di Pavia, partirà per una missione in Senegal per lo sviluppo del progetto, Dak’art, l’arte in Psichiatria 2014.
Psichiatri, Psicoanalisti, Psicologi, Medici Specializzandi e da ora anche Artisti Terapisti, si incontreranno a Dakar, in Senegal, nel mese di giugno 2014 (dal 1 all’8) per proporre lo svolgimento di un Laboratorio creativo di Arte-terapia per la realizzazione di opere condivise presso l’atelier dell’Hôpital Principal di Dakar. Parteciperà al viaggio, insieme alla prof.ssa Berlincioni, anche la Prof.ssa Tiziana Tacconi, direttrice del corso universitario “Teorie e pratiche dell’arte terapia” presso l’Accademia delle Belle Arti di Brera (Milano).
Il progetto, che ha come obiettivo quello di avviare una collaborazione con le istituzioni psichiatriche senegalesi, attraverso una partecipazione attiva di figure specialistiche, si basa sul FARE ARTISTICO e sulla CREATIVITA’ CONDIVISA. Lavorare ad un’opera condivisa permette di unirsi e creare un forte gruppo. Oltre che prendere coscienza del proprio potenziale artistico e umano, la condivisione permette lo scambio simbolico tra vissuto e immaginazione.
L’esperienza terapeutica dell’arte ha, per le sue peculiari caratteristiche, un carattere innovativo e rappresenta la possibilità di utilizzare l’arte come scambio interculturale e di portare un contributo scientifico importante di analisi comparata delle potenzialità artistico-terapeutiche nella cura del disagio psichico.
Il Laboratorio di Terapeutica artistica in collaborazione con psichiatri e psicologi – spiega la prof.ssa Vanna Berlincioni (Md PhD, Psichiatra e Psicoanalista SPI e IPA) – prevede la realizzazione di una grande Opera Condivisa utilizzando materiale a prima vista fragile e di scarto, che qui assumerà un valore di resistenza e una ricchezza data dalla trama e l’ordito che nel loro intreccio costituiranno la resistenza del “tessuto”.
Il materiale (carta, fili e oggetti reperiti facilmente) assumerà una valenza differente dalla solita utilizzazione e, non sarà più un oggetto noto ma costituirà l’opera stessa. L’opera si costruirà attraverso l’installazione a muro. L’intreccio utilizzato per la costruzione dell’opera essendo una tecnica molto antica, riporta alla mente la gestualità e la modalità di entrambe le culture.
Filo, tessuto, colore, intreccio, ordito, trama, telaio… diventano metafora e strumento di guarigione delle ferite emotive, nel tentativo di rammendare tessuti frammentati e dimenticati dalla memoria. Possiamo dire che la tessitura, che porta la persona attraverso uno sforzo manuale a dare vita ad un’ opera concreta è paragonabile al potere fecondo e creativo.
Il Laboratorio di Psichiatria, Cultura e Ambiente dell’Università di Pavia, attivo da molti anni, si occupa tra le altre attività di Etnopsichiatria e di Migrazione. Nel corso degli anni sono stati realizzati soggiorni di studio presso alcuni stati africani (Mali, Senegal), con la finalità di far conoscere agli specializzandi in Psichiatria e in Psicologia contesti culturali e modalità di cura dei disturbi mentali differenti da quelli presenti nel nostro Paese.
Il progetto coinvolge il Laboratorio di Psichiatria Cultura ed Ambiente dell’Unità di Psichiatria del Dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento, dell’Università degli Studi di Pavia, ed il Biennio di secondo livello in teoria e pratica della terapeutica artistica – Accademia di Belle Arti-Brera- Milano. che, attivo dal 2005, ha apportato un grande contributo alla formazione di figure professionali atte alla conduzione di atelier nelle diverse strutture dell’area riabilitativa psichiatrica, preventiva, educativo-scolastica, nonché nei nuovi progetti di umanizzazione delle strutture sanitarie.






