Gentilissima Serenella, come vede anche il Giudice Guariniello cita i dati dell’Osservatorio indipendente di Bologna morti sul lavoro.
E le morti sui luoghi di lavoro non solo certo in calo come si vuol fare credere all’opinione pubblica. lo Stato spende centinaia di milioni di euro per la Sicurezza, E se questi sono i risultati…..Io credo che aspetti così importanti l’opposizione dovrebbe far sentire la propria voce ed andare a vedere come vengono spesi questi soldi, e a chi vanno e come vengono fatti i controlli. E i risultati quali sono, nonostante si voglia far passare il messaggio che calano? In questi anni sono sempre stati più o meno gli stessi o in aumento a secondo degli anni, mentre le “statistiche ufficiali” parlano dal 2008 di cali addirittura a due cfre. Sono In aumento anche rispetto al 2008 nonostante la perdita di milioni di posti di lavoro. E a morire sono soprattutto lavoratori in nero, precari, e partite iva individuali che ormai sono milioni e coprano a tutti gli effetti lavori dipendenti. In questo momento siamo dall’inizio dell’anno complessivamente sui luoghi di lavoro a 532 morti contro i 473 del 2013 con un aumento dell’11,1%. E con un aumento rispetto allo stesso giorno del 2008 del 2,3% il 19 ottobre 2008 erano 520.Io credo sia un dovere approfondire questi aspetti, capire come mai la politica, la stampa e le televisioni non spiegano mai che l’INAIL monitora solo i propri assicurati e in tantissimi non lo sono, e tanti morti non hanno neppure la”dignità” di essere considerati morti sul lavoro. Queste tragedie richiedono un’attenzione su diversi aspetti, anche sul piano culturale, L’abolizione dell’articolo 18 provocherà un ulteriore aumento delle morti sul lavoro perchè chi non è protetto su questo aspetto, oltre ad avere stipendi da fame, non può nemmeno rifiutarsi di fare lavori pericolosi pena il licenziamento. Cinque Stelle è contro l’abolizione del 18? Bene, ma metta in campo iniziative concrete e non solo proteste fini a se stesse, per evitare che questo articolo che dà “dignità” e non solo a chi lavora, non venga eliminato. Cordiali saluti Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro
Grazie al Giudice Raffele Guariniello che cita i dati dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro in un’intervista al Fatto Quotidiano
il Fatto 18.10.14
Non solo Art.18. Raffaele Guariniello
“Morti sul lavoro in aumento”
intervista di Andrea Giambartolomei
Torino Non ci sono mai stati tanti morti sul lavoro come quest’anno. Eppure il tema della sicurezza manca alla discussione sul jobs act”. Raffaele Guariniello, sostituto procuratore di Torino, lancia l’allarme. Con la crisi e i tagli delle imprese, le vittime sui luoghi di lavoro crescono. Il pm dei processi ThyssenKrupp ed Eternit cita numeri preoccupanti: “Dall’inizio dell’anno i morti sono stati 511, senza contare quelli sulle strade e in itinere. Nello stesso periodo del 2013 erano stati 453”.
Cosa significano questi dati?
Sono un campanello d’allarme, soprattutto in un contesto come quello attuale.
La situazione economica-sociale sta facendo peggiorare le condizioni della sicurezza sui luoghi di lavoro?
È uno scenario possibile. Capisco che dobbiamo aiutare le imprese, ma non possiamo accettare che tutto ciò avvenga a scapito della sicurezza e della salute sui luoghi di lavoro. E non parliamo delle patologie professionali e dei tumori…
È un problema di leggi e sanzioni?
Sarebbe sbagliato dire: ‘Modifichiamo le leggi, aumentiamo le sanzioni’. Abbiamo già il testo unico della sicurezza sul lavoro e il codice penale, e un regime sanzionatorio che se applicato è più che sufficiente per punire le violazioni.
Cosa fare allora?
Bisogna dare un aiuto economico alle aziende virtuose, alle piccole e medie imprese, per far fronte ai costi legati alla sicurezza e alla formazione.
E nei confronti di chi sbaglia?
Dare una risposta più penetrante e forte su due piani. Il primo è quello ispettivo: dobbiamo avere in tutto il Paese organi di vigilanza che facciano ispezioni accurate e non episodiche. Nei cantieri edili c’è la piaga degli infortuni mortali. Perché si lavora male e in nero? Il nodo è che i privati committenti che affidano i lavori a costi bassi recuperando sulla sicurezza. Gli ispettori devono capire quali sono le responsabilità reali.
E il secondo piano?
Riguarda la magistratura. I suoi interventi sono a macchia di leopardo e i processi vanno troppo a rilento. La prescrizione corre nei processi sulle morti bianche, dove gli accertamenti sono difficili e gli imputati ben difesi. Si dovrebbero irrobustire le strutture giudiziarie col personale amministrativo: inutile ridurre le ferie ai magistrati se non si possono fare udienze al pomeriggio e i processi si prescrivono. Inoltre è necessaria una procura nazionale per questo settore.
Cosa consiglierebbe al governo?
Si sta affrontando la questione ‘lavoro’, penso sia giusto farlo anche dal punto di vista della sicurezza. Lo scopo della discussione dev’essere aiutare a trovarlo, il lavoro: e sicuro.






