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I LAVORI DEL CONSIGLIO REGIONALE DI OGGI POMERIGGIO

Dibattito sull’alluvione

Nel pomeriggio è ripreso il dibattito sull’alluvione a cui hanno replicato gli assessori Raffaella Paita (Attività di protezione civile) e Claudio Montaldo (Politiche della sicurezza dei cittadini)
Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) dopo essersi complimentato con i volontari che, subito dopo l’alluvione, hanno aiutato a rimuovere dai negozi e dalle case fango e macerie ha ricordato il dramma di chi aveva già subìto l’alluvione del 2011. Ha ricordato «il regolamento regionale approvato da tutti i gruppi con l’eccezione del nostro che stabilisce l’assurda e irresponsabile possibilità di ridurre le distanze di costruzione dai corsi d’acqua da 10 a 5 metri per le aree extraurbane e da 5 a 3 per le aree urbane» e ha accusato il Comune di Genova di non avere provveduto alla pulitura dei tombini amplificando così gli effetti dell’alluvione e ha denunciato che alcuni cittadini alle 21 della sera dell’alluvione avevano chiamato gli uffici della Protezione civile i quali avrebbero risposto che non c’erano rischi. Dopo avere ricostruito quanto accaduto nel Comune di Rossiglione ha attaccato l’assessore Paita chiedendo le sue dimissioni e quelle del presidente Burlando: «Come responsabile della Protezione civile l’assessore Paita ha dimostrato di non essere capace di gestire l’emergenza, vorrei sapere dov’era finita in quei giorni, il suo comportamento è stato vergognoso e irresponsabile».
Antonino Oliveri (Pd) ha ringraziato «i giovani e anche le istituzioni che sono state vicine al territorio come la Regione, la Prefettura, il Governo con l’esercito e le forze dell’ordine». Replicando a Siri, Oliveri ha aggiunto: «Posso testimoniare che in quei giorni ho visto ripetutamente e ho parlato più volte con l’assessore Paita, che gli interventi di primo soccorso sono stati possibili grazie alla Regione che ha coordinato mezzi e uomini per rispondere alla primissima emergenza. Un’ora dopo eravamo già in contatto con Paita e il presidente Burlando, i giorni successivi abbiamo avuto le visite degli assessori Montaldo e Rossetti. Ci sono anche gli attestati dei sindaci della mia zona che testimoniano, al dilà degli schieramenti politici, apprezzamento per quanto è stato fatto dalla Regione quindi quello che è stato possibile fare è stato fatto. Naturalmente – ha concluso – occorre considerare che, rispetto alle problematiche relative all’allerta meteo, siamo ormai in presenza di fenomeni eccezionali che stanno diventando ordinari nell’alto Tirreno. E’ quindi necessario affinare le metodologie di previsione». Oliveri ha concluso ricordando che la stagione piovosa non è ancora finita e che, a causa di questa alluvione, l’alveo di molti fiumi si è alzato rappresentando un grande rischio in caso di nuove piogge anche non forti e che sarebbero necessario derogare alle norme che vietano di asportare cumuli di detriti.
Raffaella Della Bianca (gruppo misto) ha sviluppato alcune considerazioni politiche: «Le responsabilità saranno accertate nelle aule dei tribunali ma c’è un dato politico importante che riguarda il rapporto spezzato fra cittadinanza e istituzioni che dovrebbero attuare misure urgenti per affrontare l’emergenza non solo idrogeologica ma anche sociale della Liguria, già colpita dalla crisi, occorre riallacciare un legame forte con una parte dell’opinione pubblica perché ci sono troppe incognite che gravano sul nostro territorio: l’elevata disoccupazione giovanile, i conti pubblici della Regione che non tornano, la pressione fiscale regionale con le accise massime sui carburanti che penalizza pezzi della nostra economia, la politica fallimentare sui rifiuti. Tutto questo – ha concluso – lascia poche speranze nella popolazione che poi cerca speranze». Della Bianca ha concluso: «Quando si assumono responsabilità di governo il gioco delle parti comprende anche rassegnare le dimissioni in modo autonomo e consapevole. I cittadini hanno bisogno di questi atti da parte di chi ha amministrato in modo fallimentare il nostro Ente per troppi anni».
Valter Ferrando (Pd) ha replicato a Siri difendendo l’operato dell’assessore Paita. Il consigliere ha ricordato che Paita ha assunto la delega alla Protezione civile da poco tempo e «quella sera stessa alle 23 era con la sua macchina lungo il Bisagno per controllare la situazione e ha lavorato incessantemente per tutti i giorni successivi dimostrando una grande passione e senso civico. Credo che chi la accusa, ma ha coscienza, dovrebbe riflettere».
Ezio Chiesa (Gruppo misto-Liguria viva) ha ricordato che Arpal non aveva diramato lo stato di allerta anche nel 2013, quando l’alluvione si era abbattuta su Carasco provocando la morte di due persone: «Evidentemente, a seconda di dove succedono questi eventi, – ha detto – l’effetto mediatico è diverso e anche le ricadute sono differenti . Credo, quindi, che vada fatta una riflessione su come vengono dati i vari tipi di allerta e dobbiamo modificare questo meccanismo». Chiesa ha comunque sottolineato che i Comuni non devono attendere solo gli imput di Arpal e Protezione civile, ma devono muoversi in modo autonomo monitorando la situazione in caso di maltempo. «Un’altra questione riguarda i fondi della Protezione civile – ha concluso – Oggi ci sono solo 70 milioni di euro, credo che su questo tema le Regioni devono porre la questione al governo centrale. Un altro punto è la prevenzione: in una regione come la nostra ci sono punti dove si è costruito troppo, credo che su alcuni fiumi occorre togliere le tombinature fatte negli anni mentre in altri punti la totale assenza di uomini sta creando danni».
Alberto Marsella (Percorsi in Liguria) ha difeso dalle accuse della minoranza l’operato dell’assessore Paita: «Non capisco le critiche all’ assessore Paita perché è agli atti, infatti, che ha lavorato moltissimo». Marsella ha messo in relazione le accuse al fatto che l’assessore è candidato alle primarie del centro sinistra per la presidenza della Regione: «Trovo vergognoso attaccare una persona da un punto di vista umano. Se vogliamo parlare di politica allora parliamo di programmi e progetti e non si attacchino le persone da un punto di vista personale».

L’assessore alle Attività di Protezione civile Raffaella Paita nella sua lunga replica ha ricostruito dettagliatamente le diverse fasi dell’alluvione: dai primi bollettini meteo del giorno precedente, ai suoi ripetuti contatti e aggiornamenti con la Protezione civile mentre le previsioni dal pomeriggio di giovedì indicavano una attenuazione dei fenomeni tuttavia in serata, dopo la prima segnalazione di criticità a Montoggio, l’assessore raggiunge la sala operativa dove resta tutta fino a tutta la mattina successiva. L’assessore ha ricostruito la rete di soccorso attivata dalla Regione così come i sopralluoghi avviati per verificare l’entità dei danni e la messa in sicurezza: «Certo, la reazione è stata un po’ condizionata dalla mancata allerta, quindi vi sono stati tempi di reazione sicuramente condizionati anche da questo elemento, ma i volontari sono stati da 400 a 800. Inoltre, è intervenuto l’esercito per aiutare i soccorsi». Paita ribadisce di essere stata sempre in contatto con i sindaci dei Comuni colpiti dall’alluvione e di essere restata nella sala operativa fino alla notte successiva. Di lì gli incontri con il prefetto Gabrielli con il ministro Galletti e il ministro della difesa Pinotti per organizzare gli interventi di soccorso, di messa in sicurezza del territorio e per organizzare lo stanziamento di fondi destinati alle popolazioni danneggiate.
«La Regione Liguria ha messo a disposizione le risorse per le imprese colpite dall’alluvione. Il bando sarà approvato nei prossimi giorni. Abbiamo chiesto al Governo di fare la propria parte per destinare alle imprese risorse fino a 80 milioni di euro. Accanto a queste iniziative, abbiamo impostato un lavoro organizzativo di più lungo periodo. Nei giorni scorsi ho interloquito con il prefetto Gabrielli e ho chiesto un supporto della Protezione civile nazionale anche in questo lavoro di riorganizzazione, che avverrà con l’ausilio dei migliori esperti italiani in materia. Ci vedremo domani. Io, quindi, non sono mancata un minuto: questa lettura è semplicemente falsa. Lo dico nei confronti di tutti coloro che, anche per fini politici, hanno colto l’occasione per attaccare la sottoscritta. La parte più responsabile della minoranza ha dichiarato chiaramente che questo non è il tempo delle polemiche, ma della ricostruzione e ha anche sottolineato che questa delega è nelle mie mani da soli 2 mesi»..
Rispetto a Della Bianca, Paita ha replicato: «Penso che in questi momenti la differenza tra la politica che non vale niente e la politica, invece, che vale sia il senso di responsabilità e la solidità: non mi tiro indietro da nulla. Mi assumo le responsabilità fino in fondo di essere in questo momento più operativa rispetto a prima, poiché penso che questo sia il mio dovere e che sia il dovere della politica»..
Dopo avere ricordato che i progetti di intervento su Bisagno e Fereggiano sono stati programmati dalle giunte regionali presiedute da Burlando, Paita ha replicato a Bruzzone: «È vero che nell’entroterra abbiamo avuto in questi anni un problema di abbandono ma, abbiamo bisogno di grandi finanziamenti per affrontare questo problema, allo stesso modo, penso che lei abbia posto una questione abbastanza giusta sul sovralluvionamento dei fiumi. In questi anni, sono andate avanti norme che hanno avuto un’interpretazione molto rigida e che devono essere ragionate, anche nel senso di determinare le condizioni per cui questi Comuni e questi Sindaci possano fare la loro parte per mettere in sicurezza i fiumi. Se ragioniamo nel merito delle questioni, abbiamo la possibilità di fare delle scelte per il futuro, ma dobbiamo concentrarci moltissimo sulle questioni operative. Un obiettivo significativo e importante potrebbe essere quello di provare, fra sei anni, ad avere completato sia il lavoro del Fereggiano che del Bisagno».
Sul tema delle previsioni Paita ha aggiunto: «È stato commesso un errore. L’A.R.P.A.L, in passato ha avuto dei momenti in cui invece ha fatto previsioni assolutamente giuste. Dobbiamo cercare di dare al nostro sistema il massimo della capacità di leggere gli eventi che sono modificati e che sicuramente, nei prossimi anni, saranno sempre più frequenti ed intensi. Credo – ha concluso – che questo debba essere il momento in cui parliamo del merito delle questioni, in primo luogo del rapporto con il Governo, che deve supportarci nella richiesta dello stato di emergenza e deve anche assegnare a questo territorio una quantità sufficiente per poter far fronte alle esigenze che abbiamo. Abbiamo da ricostruire ponti e strade e non ci basteranno le erogazioni liberali che abbiamo ricevuto e che pure sono molto importanti. Ecco, questo è lo sforzo che questa Assemblea elettiva dovrebbe fare. Accetto tutto, anche lo scontro politico, in questi casi. Ciò che non accetto è di passare per una che era in vacanza nel momento in cui c’era l’alluvione. Penso che nessuno possa dire una cosa del genere. Questo non lo accetto e lo respingo al mittente».
L’assessore alle politiche della sicurezza dei cittadini, Claudio Montaldo  nel suo intervento ha puntualizzato che nessuno dei modelli matematici consultati dai principali siti meteorologici nazionali e regionale aveva consentito di prevedere le precipitazioni, per quanto riguarda entità e rapidità, che si sono verificate nelle giornate di mercoledì 8 e giovedì 9 agosto.  A tal proposito Montaldo ha citato i principali centri italiani che operano nel settore meteorologico. Da qui – ha quindi ribadito – nasce l’esigenza di avviare confronti con chi opera i questo campo, per comprendere se i modelli numerici sono adeguati ai nuovi fenomeni che si stanno verificando negli ultimi periodi. E’ quindi necessario attivare confronti a livello scientifico per  capire e migliorare. «Si tratta di iniziative che stiamo programmando», ha detto, ricordando che dati registrati mostrano l’eccezionalità del fenomeno verificatosi. Ha poi puntualizzato che è la protezione civile  a dare l’allerta, sulla base delle previsioni effettuate da Arpal. Per quanto riguarda quest’ultima ha chiarito che meteo Arpal costa 1.4000.000 euro, 900 mila euro dei quali sono destinati al personale. Gli addetti di Arpal sono 20 e uno partime, con svariate professionalità. Oltre al responsabile ci sono, tra gli altri, sette meteorologi, di cui uno partime ed un climatologo. «Ci è stato chiesto perchè gli addetti non restano in sede la notte, ma con questi numeri non mi pare possibile», ha ribadito Montaldo, spiegando che è comunque prevista la reperibilità di addetti ed il collegamento con il servizio ed il loro immediato rientro in caso di allerta. .

Il dibattito ha assorbito la presentazione di alcune iniziative consiliari.
Marco Melgrati (FI) ha presentato un’interrogazione sugli allarmi sul maltempo diffusi in passato da Arpal spiegando che talvolta gli allerta meteo 1 e 2 sono risultati parzialmente o totalmente ingiustificati. Poiché l’allerta meteo – ha spiegato – determina una serie di misure precauzionali (evacuazione di abitazioni in zone a rischio idrogeologico, chiusura delle scuole ecc) Melgrati ha auspicato un maggiore equilibrio nel diramare gli allarmi chiedendo, in tal senso, l’intervento della giunta e quanti siano gli impiegati regionali di Arpal e i costi della struttura.
Edoardo Rixi e Maurizio Torterolo (Lega Nord Liguria-Padania) hanno presentato un’interrogazione per chiedere alla Regione di snellire la burocrazia per accedere ai risarcimenti, di accorciare i tempi di erogazione, di rendere rapidamente disponibile la modulistica, accessibili i fondi per risarcire i danni subìti. I consiglieri hanno sottolineato che dopo l’alluvione del 2011 i risarcimento sono arrivato con forti ritardi, solo per una parte die danni subiti e dopo l’avvio della ristrutturazione.
Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania) ha illustrato un’interrogazione sul degrado di Rio Torbido, affluente del Bisagno, che scorre nella zona di Genova Struppa. Il consigliere ha rimarcato l’incuria ed il totale abbandono hanno praticamente trasformato il greto in una foresta e che la questione, sottoposta all’attenzione del Comune di Genova, ha provocato come solo intervento l’apposizione del cartello “Area allagabile”. Bruzzone chiede quindi alla giunta se sia a conoscenza di quanto illustrato e se intenda sollecitare iniziative tese a riportare il greto del torrente nelle normali condizioni di sicurezza.
Ezio Chiesa (Gruppo misto-Liguria Viva) ha presentato un’interrogazione sull’isolamento della Valle D’Aveto, causato da frane. Chiesa ha ricordato in particolare che tra giovedì 9 e venerdì 10 ottobre lungo la strada provinciale 586, in località La Squassa nel Comune di Borzonasca, un vasto movimento franoso ha comportato la chiusura della strada; contestualmente, frane verificatesi in località Acero e lungo la strada che porta al passo della Scoglina hanno, praticamente, comportato l’isolamento della Val d’Aveto, almeno per quanto riguarda il versante ligure. I consigliere rimarca, tra l’altro che la strada provinciale 586 collega la Liguria con l’Emilia ed è percorsa quotidianamente da mezzi pubblici e da quanti devono raggiungere il Tigullio e che nel mese di dicembre è prevista la riapertura degli impianti di risalita di Santo Stefano d’Aveto con conseguente afflusso di sciatori e turisti. Chiesa chiede quindi alla giunta se intenda stanziare delle risorse economiche al fine di ripristinare la carreggiata per consentire il transito in entrambi i sensi di marcia lungo la strada provinciale 586 e, nel caso di risposta affermativa, di sapere entro quando le opere saranno realizzate.
Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria-Padania) ha illustrato una interpellanza, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, Maurizio Torterolo e Francesco Bruzzone, con la quale evidenzia la mancanza in Regione Liguria di un dirigente dedicato al settore Protezione civile. Rixi ha rimarcato che per tutti gli Settori del Dipartimento Ambiente c’è un dirigente proposto e che «in Regione Liguria non mancano di certo i dirigenti: uno ogni 13 dipendenti». A detta del consigliere, se in occasione dell’alluvione, il sistema d’allerta prima ed il coordinamento delle operazioni sul territorio non hanno funzionato, si deve anche all’assenza, già da qualche anno, di un dirigente preposto. Rixi, che esclude a priori ragioni di spending review, chiede alla Regione perché abbia preferito destinare questo delicato incarico a chi ha già i mano l’intero coordinamento del dipartimento Ambiente.

Respinta la mozione di sfiducia del presidente Burlando e quella di censura nei confronti dell’assessore Paita
Con 19 contrari Centro sinistra e Nuovo Centro Destra e 9 a favore (Forza Italia, Lega Nord e Lista Bisotti) è stata respinta la mozione che chiedeva le dimissioni del presidente della giunta regionale con riferimento alla recente alluvione che ha colpito Genova e il suo entroterra.
Respinta (con 18 voti contrari e 8 a favorevoli) anche la mozione di censura nei confronti dell’assessore Raffaella Paita. Prima della votazione si è tenuto un ampio dibattito.
Matteo Rosso (Forza Italia), uno dei sottoscrittori delle mozioni di sfiducia, ha chiarito che in questo momento, sul piano politico «sono da pretendere le dimissioni di Burlando» ribadendo che proprio mentre si sta discutendo «ci sono centinaia di persone che sollecitano queste dimissioni». H puntualizzato: «La gente vuole le dimissione di Burlando e Doria: di chi amministra questa città e questa Regione. La rabbia non è rivolta nello specifico verso un partito, ma contro chi amministra». Rosso ha continuato il suo intervento dicendosi «preoccupato per il fatto che l’attuale assessore Paita «possa in futuro governare la Regione per 5 anni».  Ha chiarito che il suo è un giudizio di tipo strettamente politico. «Il ministro dell’ambiente ha detto che responsabilità cadono su chi ha gestito la protezione civile» ha detto Rosso spiegando anche che nei giorni dell’emergenza sono arrivate squadre di Protezione civile dalla Spezia, poi rispedite nella loro provincia perché anche lì c’era da fronteggiare l’emergenza. Citando un articolo di stampa, il consigliere ha inoltre voluto rimarcare che nei giorni dell’emergenza Paita ha taciuto. Poi, rivolgendosi nuovamente a Burlando, il consigliere ha ribadito che il presidente ha ricoperto numerosi incarichi in città e in ambito regionale e nazionale. «In trent’anni – ha detto – avrebbe ben potuto fare qualcosa per prevenire simili disastri». Ha quindi concluso che le dimissioni di Burlando e la revoca delle deleghe all’assessore Paita costituirebbero un atto di rispetto verso Genova e verso la Regione.
Massimo Donzella (Pd) ha detto che c’è sempre un limite invalicabile: la verità del fatto storico. E ha giudicate le due mozioni inconsistenti. Ha ricordato che il presidente Burlando aveva chiesto al Governo di finanziare integralmente una sola opera pubblica, il rifacimento del letto del Bisagno e che ad agosto ha scritto al presidente Renzi per sbloccare il contenzioso.
Luigi Morgillo (FI) ha annunciato che non avrebbe partecipato alla votazione e solo in parte alla discussione. «Stiamo attenti a quello che facciamo come centro destra e come Forza Italia, non si può chiedere alla giunta di fare delle cose e poi chiedergli di dare le dimissioni. Forza Italia deve darsi una linea e, se politicamente spara, deve sparare con pallottole vere perché quelle finte tornano al mittente. Le motivazioni infondate, come quelle che stanno alla base delle due mozioni, avvantaggiano il centro sinistra».
Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente) ha detto che l’intervento di Morgillo testimonia la grande difficoltà del centro destra e ha ribadito la responsabilità di Burlando e del centro sinistra per l’emergenza alluvionale e per il mancato coordinamento della protezione civile che «ha funzionato peggio che nel 2011. Genova è stata trattata come una città di serie b. L’esercito non ha fatto la sua parte. Questo è dovuto anche al fatto che l’assessore Paita ha un cumulo esagerato di deleghe politiche».
Edoardo Rixi (Lega Nord – Liguria Padania) ha sostenuto che le mozioni presentate hanno un fondamento nel denunciare gli errori fondamentali fatti dall’amministrazione e fra questi lo spacchettamento delle deleghe nel settore ambiente. «Se si fosse tenuto conto delle piene centennali non si sarebbero costruiti mostri di cemento come la Coop e il Brico in val Bisagno. Durante l’alluvione per quasi 24 ore Genova è stata abbandonata e si è verificata una totale scollatura fra popolazione e istituzioni locali» .
Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) ha rivendicato il fatto che solo il suo gruppo si è battuto per la difesa del suolo e contro la legge che riduce le distanze delle costruzioni dai fiumi e ruscelli. Siri ha poi aggiunto che la cementificazione dei ruscelli e dei fiumi è un fatto bipartisan e che il vicepresidente Morgillo di Forza Italia non avrebbe votato la mozione di censura nei confronti dell’assessore Paita perché, come lui, è originaria della Spezia.
Antonino Miceli (Pd) ha giudicato le mozioni molto generiche e vaghe. «Cosa si imputa all’assessore Paita? Che i bollettini meteo fossero imprecisi? » Miceli ha aggiunto: «Del resto le mozioni di sfiducia hanno ottenuto 8 firme in un Consiglio di 40 membri, il minimo per necessario per esser presentate». Secondo Miceli «Forza Italia si sta facendo dettare la linea politica dal Fatto Quotidiano solleticando le reazioni più emotive dell’opinione pubblica» .
Marco Melgrati (FI): «Se la minoranza oggi è rappresentata da 8 persone siamo orgogliosi di essere fra quei otto. La gestione regionale dell’emergenza è stata un disastro e non solo in questo caso. Basti ricordare che quando è crollato il ponte di Carasco non era stato dato l’allerta 1» .
Alessio Saso (Ncd) ha detto: « È contraddittorio chiedere a qualcuno di fare delle cose e dopo due ore chiedergli di dimettersi. E chiederglielo dopo che è stato votato quasi unanimemente un programma di cose concrete. Io nella minoranza non mi colloco. E’ inelegante – ha aggiunto – il trattamento riservato a Gino Morgillo. Dire che non firma perché è della stessa zona dell’assessore Paita è ridicolo». Saso ha definito Forza Italia «un’accozzaglia di incoerenti politici e ha annunciato che il gruppo del Nuovo centro destra cambierà nome.
Alberto Marsella (Percorsi in Liguria) ha detto che le ragioni tecniche di queste due mozioni si sono sbiadite e che non ci si può arrogare di essere portavoce della popolazione: «Paita non si è presentata davanti alle Tv e ha fatto bene. La pressione dei mass media non riesce ad aiutare i cittadini» .
Il presidente della Giunta Claudio Burlando ha ricordato che in caso di sfiducia si darebbe sciolto il Consiglio e sarebbe rimasto in carica solo il presidente della Giunta per gestire l’ordinaria amministrazione e questo per la durata di cinque mesi – il tempo che ci separa dalle elezioni – e in una situazione di emergenza economica e sociale. In questi mesi è meglio mettere da parte le divisioni e cercare di alleviare la sofferenza dei cittadini». Burlando ha ricordato le risposte che sono state date, attraverso una serie di opere, per la difesa del suolo. «Questo paese ha bisogno di una rivoluzione che si basi sulla realtà e non sulla demagogia. All’inizio la gente applaude chi vuole demolire, ma poi vuole delle risposte concrete».
Parlando della vicenda di Primo Canale Burlando, si è scusato per l’errore fatto, frutto della tensione del momento. «Ho sbroccato e ho sbagliato a farlo però dietro all’attacco che si sta conducendo c’è un’operazione politica, la volontà di giocare legittimamente un ruolo politico. Ma è chiaro che questa operazione rischia di non fare un bel servizio ad una grande tv che ha al suo interno ottime professionalità. Quello che io temo è che le vittime di questa operazione saranno proprio le persone più deboli e i precari».

Visto il risultato della prima votazione e il numero ridotto dei membri di maggioranza presenti Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria Padania) ha chiesto di rinviare la votazione della mozione di censura nei confronti dell’assessore Paita ma la proposta non è stata accolta e la mozione è stata votata e respinta a maggioranza.