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I LAVORI DEL CONSIGLIO REGIONALE DEL POMERIGGIO

Legge elettorale regionale, esame rinviato in commissione

La discussione della proposta di legge elettorale regionale è stata rinviata in commissione.
Nel pomeriggio appena aperta la seduta il presidente del Consiglio regionale Michele Boffa  ha chiesto se vi erano degli interventi da parte dei consiglieri. Non essendovi nessun iscritto a parlare ha ritenuto che, così come era stato convenuto nella riunione dell’Ufficio di presidenza che, al fine di arrivare ad un approfondimento tale da ottenere la ampia maggioranza necessaria per la sua approvazione, la legge subisse un ulteriore analisi in commissione. «L’assenza di interventi in discussione generale – ha detto – conferma l’esito della riunione dei capigruppo da me convocata stamane con la sospensione del Consiglio. I capigruppo, preso atto dello stato delle possibili intese sulla proposta di legge elettorale approdata in aula, hanno convenuto più opportuno di un’odierna improduttiva discussione in Consiglio il rinvio della proposta di legge 363 in Commissione per una più articolata e proficua valutazione della stessa, così come delle diverse posizioni anche recentemente emerse e dei tempi di legislatura residui utili ai fini di una sua approvazione».
Il provvedimento era stato inserito al primo punto dell’ordine del giorno del Consiglio, ma questa mattina il capogruppo di Forza Italia Marco Melgrati aveva una modifica al programma dei lavori per discutere prima la legge sui sottotetti.

Recupero e valorizzazione dei siti estrattivi a fini museali, turistici e ricreativi
Con il voto favorevole di tutti i consiglieri tranne i tre consiglieri della Lega Nord Liguria Padania, che si sono astenuti, è stato approvato il disegno di legge “Norme per il recupero e la valorizzazione dei siti estrattivi a fini museali, turistici e ricreativi”.
La legge intende disciplinare il recupero e la valorizzazione dei siti estrattivi come ambiti museali, turistici e ricreativi. In particolare la Regione disciplina le procedure tramite le quali possono essere autorizzati interventi volti a  promuovere la conoscenza e preservare la memoria dell’industria e del lavoro della comunità ligure; favorire il ripristino ambientale degli ambiti interessati dalle coltivazioni, in specie se degradati o in stato di abbandono; favorire la ricerca, la formazione, l’educazione e la divulgazione scientifiche;ampliare l’offerta turistica e le occasioni di fruizione consapevole del territorio regionale; contribuire allo sviluppo sostenibile di aree economicamente fragili;assicurare una fruizione pubblica in sicurezza dei siti valorizzati preservandone le caratteristiche essenziali. Sono oggetto di recupero e della valorizzazione i siti estrattivi che hanno valenza geologica, naturalistica, tecnologica, sociale, storica e culturale, nonché i manufatti, i macchinari e le attrezzature di lavoro, le documentazioni aziendali, iconografiche, librarie, testimoniali ad essi relativi. Nel caso di beni riconosciuti di interesse culturale, il recupero e la valorizzazione vengono compiuti nel rispetto del principio di cooperazione fra lo Stato, le Regioni e gli enti locali Gli interventi di recupero e valorizzazione  e riguardano siti estrattivi dismessi o abbandonati  e siti in attività di coltivazione.
    Per realizzare l’obiettivo della legge, la Regione, tra l’altro, effettua la ricognizione dei siti, compresi gli impianti e le attrezzature ad esso relativi, che possono essere riutilizzati quali ambiti museali, turistici, ricreativi. Gli interventi di recupero e valorizzazione che implicano la realizzazione di apposite sistemazioni permanenti ed una organizzazione stabilmente strutturata, sono oggetto di autorizzazione regionale.
    Gli interventi sono promossi dai proprietari ovvero da altri operatori privati, dai Comuni, dagli enti gestori delle aree naturali protette, da altri enti pubblici, anche in consorzio fra loro, che abbiano la disponibilità giuridica dei beni interessati.
La domanda di autorizzazione, secondo le vigenti disposizioni in materia di semplificazione del procedimento amministrativo, è presentata alla Regione, ovvero, nel caso ricorrano i presupposti, presso lo sportello unico previsto per le attività produttive o presso l’amministrazione pubblica titolare del procedimento concertativo.
     La Giunta regionale può approvare criteri e linee guida per le modalità di valorizzazione e per la presentazione delle relative domande di autorizzazione, anche integrando la documentazione di cui al comma 4.
     La Regione, mediante il catasto dei siti estrattivi acquisisce dati utili ai fini dell’attività di pianificazione e di programmazione delle attività estrattive, nonché ai fini della riqualificazione ambientale dei siti dismessi, attuabile anche attraverso specifici interventi di riutilizzo dei siti sotto il profilo produttivo, urbanistico, ambientale, storico-culturale e la loro messa in sicurezza sotto il profilo idro-geomorfologico”.
   Il soggetto titolare dell’autorizzazione è tenuto a nominare come responsabile della sicurezza un professionista abilitato per le attività, a impiegare operatori appositamente formati ed a curarne il periodico aggiornamento; a fornire ai fruitori appositi dispositivi di protezione individuale.
Alcuni emendamenti presentati da Gino Garibaldi e Franco Rocca (Ndc) giudicati migliorativi del testo anche da parte della Giunta sono stati approvati.
Ezio Chiesa (Gruppo misto-Liguria Viva) ha ricordato che il provvedimento nasce con un intento generale di valorizzazione dei siti estrattivi ma in particolare per riaprire la ex miniera di Gambatesa che, quando era aperta al pubblico, aveva accolto fino a 16 mila visitatori rappresentando una delle principali attrattive dell’entroterra. «E’ bene però non farsi illusioni – ha aggiunto – per giungere all’apertura del sito occorrono ingenti investimenti della Regione Liguria e lavori importanti per i quali ci vorrà tempo per realizzarli. L’errore è stato quello di non lasciare che della gestione continuasse a occuparsi l’Ente Parco».  
Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania)  ha contestato il fatto che occorrano altri ingenti investimenti: «La miniera di Gambatesa ha bruciato tanti soldi che si poteva costruire la Lanterna per la seconda volta. Cifre veramente esagerate che non hanno portato a nulla di concreto». Bruzzone si è meravigliato che fino ad oggi il «Gabibbo o qualche tv nazionale non abbia fatto un’inchiesta su tale scandaloso sperpero di soldi pubblici».
Gino Garibaldi (Ncd) ha ricordato che la legge nasce da una proposta di cui era il primo firmatario insieme ad Alessio Saso e che intendeva rilanciare non solo la ex miniera di Gambatesa ma « tutti i siti minerari in quanto rappresentativi di una cultura e del sacrificio di tanti lavoratori dell’entroterra ligure. Anche per questo non capisco la posizione della Lega Nord su un disegno di legge che è stato poi adottato dalla giunta ma che da valore alla nostra cultura e alle nostre tradizioni». Garibaldi ha annunciato che un suo emendamento sulla creazione dei “geoparchi” non accolto dalla Giunta verrà, come suggerito dall’assessore Rossetti, trasformato in ordine del giorno.

Imprese turistiche, sì al testo unico
Con 21 voti a favore (centro sinistra e Nuovo Centro Destra) e 7 astenuti (Forza Italia, Lega Nord Padania e Liste civiche per Biasotti presidente) è stato approvato il disegno di legge:  “Testo unico in materia di strutture turistico ricettive e norme in materia di imprese turistiche”.
La legge innova le norme esistenti in materia di offerta turistica, ricettiva e balneare esercitata da imprese turistiche semplificando gli adempimenti necessari. L’imprenditore dovrà solo presentare la Scia “Segnalazione certificata inizio attività” allo sportello unico per le attività produttive del Comune di residenza e poi iniziare a lavorare.  Tutti coloro che operano in campo turistico dovranno costituire una impresa con due sole eccezioni: i bed and breakfast e gli affittacamere con capacità ricettiva fino ad un massimo di tre camere. Questi ultimi, possono essere gestiti in forma non imprenditoriale, con carattere occasionale e saltuario, sulla base di quanto disposto dalla disciplina statale, avvalendosi esclusivamente della propria organizzazione familiare. Per coloro che dispongono di più di tre camere fino a un massimo di 6 si applicano – con vantaggi e svantaggi – le norme previste per le imprese turistiche.
L’altra novità sono le norme sui “marina resort”. In pratica i porticcioli e le darsene potranno offrire, oltre al posto barca e ai servizi accessori come l’acqua e l’elettricità, anche ristorazione, bar, sauna, idromassaggi, fitness. I “marina resort” possono fornire tali servizi ricettivi esclusivamente alle unità da diporto in transito e per un periodo di soggiorno non superiore a trentacinque giorni consecutivi. La Liguria è la terza Regione italiana ad introdurre questa norma.
Per gli utenti e i turisti vengono confermate una serie di garanzie come la trasparenza dei prezzi e dei servizi, l’obbligatorietà dell’assicurazione per responsabilità civile, la garanzia di un decoro dello stabile e delle strutture corrispondente alle stelle e ai soli che vengono indicati. A questo proposito vengono stabilite anche sanzioni amministrative pecuniarie che possono variare da un minimo di 500 a un massimo di 15.000 euro, ma anche comportare la perdita delle stelle e la sospensione dell’attività.
Sul piano normativo la legge suddivide aziende, enti e associazioni sulla base delle seguenti tipologie: strutture ricettive alberghiere; strutture ricettive all’aria aperta; mini aree di sosta; marina resort; stabilimenti balneari, spiagge libere attrezzate e spiagge asservite; parchi divertimento permanenti, inclusi i parchi acquatici; agenzie di viaggio e turismo; imprese che esercitano prevalentemente attività economiche organizzate per la produzione, la commercializzazione e la gestione di prodotti e di servizi turistici concorrenti alla formazione dell’offerta turistica regionale.
Per gli edifici esistenti di interesse storico, culturale, architettonico i comuni possono prevedere deroghe ai requisiti igienico sanitari previsti.
Nei complessi ricettivi all’aria aperta è vietato: il mutamento della destinazione d’uso dei manufatti; la vendita delle piazzole, l’affitto delle stesse per periodi pluriennali o indeterminati; ogni forma di utilizzazione delle piazzole che possa in alcun modo configurarsi come privatizzazione o limitazione dell’offerta al pubblico. Non costituisce limitazione dell’offerta al pubblico la concessione in uso di piazzole o di unità abitative, per periodi contrattualmente definiti, ad agenzie di viaggio o a tour operator.
La Giunta regionale, sentite le associazioni più rappresentative a livello regionale, approva le disposizioni attuative della legge che disciplinano: i requisiti tecnico-estetici, igienico-sanitari, le dotazioni e le caratteristiche che devono possedere le strutture ricettive e le altre tipologie di alloggio turistico disciplinate dalla presente legge nonché i servizi che devono essere forniti dalle stesse.
Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente) ha annunciato una astensione «fiduciosa che la giunta possa intervenire migliorando il provvedimento».

Nomina di quattro consiglieri regionali nell’Osservatorio regionale
Il Consiglio regionale ha eletto Giacomo Conti, Antonino Oliveri, Francesco Bruzzone e Gino Garibaldi membri dell’Osservatorio regionale istituito sulla base della legge 7 aprile 2014, n. 56 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di Comuni) e dell’Accordo tra Stato e Regioni sulle funzioni oggetto di riordino. L’Osservatorio regionale e composto in modo che sia assicurata la presenza di rappresentanti di ANCI, UPI e del Sindaco della Città metropolitana. L’Osservatorio regionale ligure è stato deliberato dalla Giunta il 3 ottobre 2014, e sarà composto, tra gli altri, dai consiglieri regionali scelti dal Consiglio regionale-Assemblea legislativa della Liguria in rappresentanza delle forze politiche di maggioranza e minoranza presenti in Consiglio regionale.

Disciplina delle Aziende pubbliche di servizi alla persona
Il Consiglio ha approvato con 21 voti a favore (il Disegno di legge n. 367: “Disciplina delle Aziende pubbliche di servizi alla persona e fondazioni derivanti dalla trasformazione delle IPAB”.
La legge disciplina le Aziende pubbliche di servizi alla persona (ASP) derivanti dalla trasformazione delle IPAB sulla base del decreto legislativo 4 maggio 2001, n. 207 (Riordino del sistema delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza) e disciplina le fondazioni e le associazioni derivanti dalla trasformazione delle IPAB.
Le Aziende pubbliche di servizi alla persona hanno natura di ente pubblico senza fini di lucro, con autonomia statutaria, patrimoniale, contabile, gestionale e tecnica ed operano con criteri imprenditoriali. Nell’ambito della loro autonomia, le Aziende possono porre in essere tutti gli atti, anche di diritto privato, funzionali al perseguimento dei propri scopi istituzionali e all’assolvimento degli impegni assunti in sede di programmazione regionale: possono costituire società o istituire associazioni temporanee di scopo, possono provvedere alla gestione ed alla manutenzione del proprio patrimonio. Le Aziende costituiscono un Coordinamento per la trattazione di temi di interesse comune il quale  individua propri rappresentanti per la partecipazione ai tavoli della programmazione regionale o locale. Con ben precise condizioni i comuni singoli o associati possono avvalersi delle Aziende per la erogazione di servizi.
Gli organi dell’aziende, definiti tramite Statuto approvato dalla giunta regionale, sono il Consiglio di amministrazione; il Presidente; il Revisore unico; l’Assemblea dei Soci (per le sole Aziende aventi origine da IPAB di natura associativa).
Il Consiglio di amministrazione è composto da non più di cinque consiglieri, scelti tra persone che siano in possesso di competenza ed esperienza in materia gestionale o nei settori in cui si esplicano le finalità istituzionali dell’ente; l’incarico di componente del Consiglio di amministrazione e di Presidente è svolto a titolo gratuito. Il Consiglio di amministrazione delle Aziende svolge funzioni di indirizzo e di verifica dell’azione amministrativa e gestionale dell’ente, definisce gli obiettivi ed i programmi di attività, nomina il Direttore sulla base dei criteri e secondo le modalità stabilite dallo Statuto, approva i bilanci, le modifiche dello Statuto e i regolamenti interni.
L’azione di controllo e verifica amministrativo contabile nelle Aziende è svolta da un Revisore unico nominato dalla Giunta regionale tra gli iscritti al registro dei revisori legali.
Il direttore è il responsabile della gestione tecnica, finanziaria ed amministrativa dell’Azienda, risponde del raggiungimento degli obiettivi programmati dal Consiglio di amministrazione e della loro realizzazione; è nominato dal Consiglio di amministrazione sulla base dei criteri e secondo le modalità stabilite dallo Statuto. Il rapporto di lavoro del Direttore è regolato da un contratto di diritto privato di durata non superiore a quella del Consiglio di amministrazione che lo ha nominato. Il trattamento economico è stabilito dal Consiglio di amministrazione e non può comunque superare il 50 per cento della retribuzione dei Direttori generali della Regione. La carica di Direttore è incompatibile con qualsiasi altro lavoro, dipendente o autonomo; il Consiglio di amministrazione può deliberare di avvalersi per la gestione dell’Azienda, e tramite convenzione, dell’attività a tempo parziale del dirigente di altra Azienda.
Al fine di ridurre i costi di gestione le Aziende possono prevedere forme di collaborazione con altre Aziende e altri soggetti gestori di strutture erogatrici di servizi alla persona per la gestione di servizi e funzioni comuni.
Il patrimonio delle Aziende è costituito da tutti i beni mobili ed immobili ad esse appartenenti, nonché da tutti i beni comunque acquisiti nell’esercizio della propria attività o a seguito di atti di liberalità. I beni mobili ed immobili che le Aziende destinano ad un pubblico servizio costituiscono patrimonio indisponibile.
Il rapporto di lavoro dei dipendenti delle Aziende ha natura privatistica: fino all’istituzione di un autonomo comparto di contrattazione collettiva, le Aziende continuano ad applicare al proprio personale il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro relativo al comparto di appartenenza .           
La Regione esercita funzioni di monitoraggio e di controllo generale sui risultati di esercizio e sugli esiti della gestione delle Aziende pubbliche di servizi alla persona, le Aziende sono tenute a trasmettere annualmente alla Regione il proprio bilancio. La Regione può chiedere informazioni e chiarimenti nonché la trasmissione di ulteriore documentazione e può disporre verifiche ispettive presso le Aziende. La Giunta regionale può sciogliere il Consiglio di amministrazione delle Aziende e nominare un Commissario straordinario in alcuni casi fra cui gravi violazioni di legge, di regolamento o di statuto; gravi irregolarità nella gestione amministrativa e patrimoniale dell’Azienda.

L’assenza di alcuni consiglieri della maggioranza dalle votazioni ha suscitato aspri apprezzamenti da parte di  Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria Padania): «La  maggioranza deve garantire il numero legale, noi della minoranza siamo stufi di tenere in piedi il Consiglio».
Dopo l’intervento di Bruzzone i consiglieri di Lega Nord Liguria-Padania, Liste civiche per Biasotti presidente  e Forza Italia hanno abbandonato la seduta per rimarcare la assenze nei banchi della maggioranza.  
Gino Garibaldi ha nome del Ncd ha detto che il suo gruppo sarebbe rimasto in aula per «rendere un servizio ai liguri e non al presidente Burlando» contribuendo all’approvazione  di leggi importanti.

Contabilità uniforme e triennale
All’unanimità è stato approvato il disegno di legge: “Adeguamento delle disposizioni in materia di ordinamento contabile della Regione Liguria”. In base al provvedimento i bilanci della Regione Liguria saranno uniformati a quelli delle altre Regioni e degli enti locali. Questo consentirà il pieno confronto dei dati e delle spese. Inoltre il bilancio di previsione non avrà più  base annuale ma triennale consentendo una programmazione delle spese su un arco temporale più vasto. La legge adegua la normativa a quanto previsto dal decreto legislativo nazionale 118/2011 il quale dispone che a partire dal 2015 i bilanci di tutti gli enti locali (Comuni e Province) e delle Regioni siano redatti con gli stessi principi e siano quindi perfettamente comparabili.
Il Consiglio regionale ha approvato la legge oggi per consentire la redazione del bilancio 2015-2017 entro il 2014, vista anche l’imminente scadenza elettorale regionale.
In pratica il bilancio di previsione annuale costituirà la prima annualità del bilancio pluriennale che potrà autorizzare le spese per l’intero triennio nel rispetto degli equilibri di bilancio e delle nuove regole contabili. Il bilancio finanziario di previsione verrà invece aggiornato annualmente in occasione della sua approvazione e le  previsioni di  entrata e di spesa verranno elaborate distintamente per ciascun esercizio escludendo  ogni  quantificazione basata sul criterio della spesa storica.  
Il bilancio finanziario 2015-2017 svolgerà una funzione autorizzatoria anche negli esercizi successivi al  primo. Il primo esercizio presenta stanziamenti di competenza e cassa, gli esercizi successivi al primo presentano stanziamenti di sola competenza sui quali, nel corso della gestione, si potranno gestire le fasi di accertamento ed impegno, secondo i nuovi principi contabili.
Il piano dei conti regionale sarà articolato secondo le specificità dei singoli comparti, ma nel suo insieme sarà ricondotto alle aggregazioni previste dal comune piano dei conti previsto per tutta la Pubblica amministrazione al fine di consentire il consolidamento ed il monitoraggio dei conti pubblici.

Bollette Iren più basse per gli alluvionati
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno, primo firmatario Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) e sottoscritto da capigruppo di maggioranza e minoranza, che impegna la giunta ad ” attivarsi presso i vertici aziendali di Iren affinché vengano intraprese tutte le iniziative utili per venire incontro a coloro che hanno subìto danni alluvionali e vengano, quindi, trovate soluzioni volte a alleggerire la maggior bolletta loro indirizzata il cui importo sarà sicuramente molto alto proprio a causa del rapporto maggior consumo/maggio costo”. Nel documento si ricorda che i titolari dei negozi devastati dall’alluvione del 9 e 10 ottobre scorso, per ripulire i locali invasi da melma e fango, hanno dovuto utilizzare grandi quantità di acqua e che gli importi delle relative bollette inviate nei giorni scorsi da Iren erano elevatissimi; la stessa società, in considerazione delle circostanze, ha accordato la sospensione delle bollette scadute da inizio ottobre fino al 30 aprile 2015 a tutti i clienti colpiti dall’alluvione senza chiedere gli interessi di mora.

Sostegno ad Arte Genova
All’unanimità è stato approvato un ordine del giorno (primo firmatario Lorenzo Pellerano,  di Liste civiche per Biasotti presidente), sottoscritto da consiglieri di maggioranza ed opposizione,  relativo alla situazione di Arte che, secondo quanto scritto nel documento, si trova a fronteggiare  la crescente domanda di edilizia residenziale pubblica, come drammatica conseguenza della crisi economica che tocca migliaia di famiglie in situazione di povertà e a rischio povertà. Si sottolinea che in provincia di Genova risultano 4 mila persone  e famiglie in graduatoria per l’assegnazione dell’alloggio  e che «da una tabella del ministero dell’economia e delle finanze  risulta che – come conseguenza dell’acquisizione di patrimonio regionale –  dal 2009 al 2011  il debito di Arte Genova  è salito da 21 milioni  e 719 mila euro a 102 milioni e 884 mila euro, con un aumento del 373 per cento». Si rimarca, inoltre, che dal bilancio 2012 di Arte risulta un ulteriore  aumento del debito  fino a 173 milioni  e 736 mila euro e «pare che il bilancio 2013 si chiuda in pareggio solo grazie a poste attive derivanti  da operazioni straordinarie». L’ordine del giorno impegna, quindi, la giunta ad adottare quanto prima le determinazioni eventualmente necessarie per continuare a garantire  la sostenibilità nel medio e lungo periodo  del debito di Arte Genova, a garantire ad Arte Genova le risorse finanziarie necessarie per far fronte  alla domanda abitativa espressa dalle fasce sociali a minor reddito nel presente contesto di crisi economica. Infine si impegna la giunta a far pervenire alla II Commissione del Consiglio  una relazione scritta di aggiornamento sull’operazione  di dismissione del patrimonio immobiliare approvata a dicembre 2011 e sulle prospettive dell’operazione stessa.

Assenti: Barbero, Conti, Monteleone e Muratore (motivi personali)
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