Plebiscito Padova – Rapallo Pallanuoto: 11-2
Plebiscito Padova: Teani, Barzon 1, Savioli I. 2, Gottardo, Savioli M., Casson, Millo 1, Dario 3, Fisco, Robinson 2, Nencha 1, Lascialandà 1, Franceschino. All. Posterivo
Rapallo Pallanuoto: Lavi, Zanetta, Casanova 1, Avegno 1, Sessarego, Antonucci, Tankeeva, Criscuolo S., Arbus, Criscuolo C., Cotti, Ioannou, Maiorino. All. Antonucci.
Parziali: 4-0, 3-0, 2-1, 2-1
Superiorità numeriche: Plebiscito Padova 1(5); Rapallo Pallanuoto 2(7)
Non c’è storia per il Rapallo Pallanuoto nella trasferta di questo pomeriggio a Padova contro la capolista Plebiscito. Finisce 11-2. Ora gialloblu subito al lavoro in vista del match casalingo contro il Cosenza (oggi sconfitto in casa dal Messina) e la Final Six nella Città dello Stretto.
Primo tempo e Rapallo subito a rincorrere, con le padrone di casa (prive della ex gialloblu Elisa Queirolo, assente per uno sfortunato infortunio) in vantaggio 4-0 grazie alle reti di Ilaria Savioli (in superiorità), Robinson, Dario e Barzon.
Secondo tempo e Padova che incrementa il vantaggio portandosi sul 7-0 e ipotecando il match: i gol sono di Nencha, Lascialandà e Dario.
Cambio campo, ancora Plebiscito con Ilaria Savioli e Alessia Millo; a 7.55 arriva finalmente il primo gol del Rapallo, la sigla è della veterana Casanova in superiorità.
Si va al quarto tempo, gialloblu ancora a segno con la giovane Avegno, che continua a scalare la classifica marcatori generale, poi la capolista chiude la pratica con Dario e Robinson. Finisce 11-2.
«Purtroppo abbiamo sbagliato l’approccio alla partita incassando subito quattro gol: a quel punto, andare a rincorrere contro una squadra forte e coriacea come il Padova diventa davvero difficile – commenta il tecnico gialloblu Luca Antonucci – Diciamo che, dopo aver raggiunto l’obiettivo primario stagionale, ossia l’ingresso alla Final Six, la testa è già a Messina e non eravamo abbastanza concentrati sul match di oggi, anche se perdere in questo modo non è mai una bella cosa e sarebbe da evitare. Sotto il profilo psicologico c’è quindi molto da lavorare, soprattutto se vogliamo fare bella figura in Final Six».





