
Sabato e domenica prossimi, presso il Paladiamante di Via Maritano 36 a Teglia, andrà in scena il 19° Trofeo Nazionale Gino Bianchi, organizzato dall’asd Tegliese in collaborazione con l’Associazione Italiana Ju Jitsu.
Saranno 306 i partecipanti, in forza a 19 società: Akyama Savona (un atleta), Forza e Coraggio (3), Anteros Spezia (16), Pol. San Siro (9), Avant. Garde (3), Pol. Prati Fornola (15), Lino Team (21), Damun Genova (11), Kombat League (14), Tegliese (26), Link (10), Cambiano (4), Scuola Ju Jitsu (5), Pieve Ligure (83), Don Bosco (22), California (16), Shobukai (9), Alta Valle Scrivia (10) e Spazio Danza (28). Appuntamento molto importante, nel calendario dell’Associazione presieduta dal genovese Dario Quenza, in vista dei Campionati Italiani di Pieve di Cento (13-14 febbraio) e in previsione degli appuntamenti internazionali della stagione 2016: i Mondiali Junior (19-20 marzo) di Madrid, la Coppa Europa (4-5 giugno) di Gent, gli Europei Aspiranti (1-2 ottobre) in Germania e i Mondiali Senior (25-27 novembre) in Polonia.
Il trofeo concorre all’assegnazione dei punti per i passaggi di grado, in ricordo del pioniere del Ju Jitsu italiano. Si comincia sabato 23 alle 12.30, con la registrazione delle società e il rilascio dei pass per le aree di gara. A seguire il controllo iscrizioni per gli atleti non agonisti, agonistica, fighting e accademia, delle categorie Bambini A (6 e 7 anni), Bambini B (8 e 9 anni) e Ragazzi (10 e 11 anni) e per quelli Ne Waza delle categorie Esordienti (di età compresa tra i 12 e i 14 anni), Speranze (tra i 15 e i 17 anni), Juniores (tra i 18 e i 20 anni), Seniores (oltre i 21 anni). La conclusione delle procedure preliminari è prevista per le 13.30, mentre alle 14 si darà il via alle gare, che vedranno impegnati prima i Bambini A dell’Agonistica, poi i Bambini B e i Ragazzi del Fighting System; alle 17 sarà invece il turno delle categorie del Ne Waza. Domenica 24 l’appuntamento è dalle 8 alle 9 per le operazioni analoghe a quelle del giorno precedente, che questa volta interessano gli atleti Agonisti delle categorie Esordienti, Speranze, Juniores e Seniores. Alle 9.30 l’inizio della competizione, cui prenderanno parte le categorie Fighting System, mentre alle 14.30 sarà la volta delle categorie Accademia Maschi-Femmine-Mista.
Verranno premiati con medaglie i primi tre atleti o coppie di ciascuna categoria; le prime quattro società per la competizione del sabato di agonistica e fighting per le categorie non agoniste riceveranno invece una coppa. Il medesimo riconoscimento sarà conferito alle prime quattro società per la competizione del sabato e della domenica di accademia per tutte le categorie, e alle prime quattro società per la competizione del sabato di Ne Waza e della domenica di Fighting System per le categorie agoniste. Queste classifiche, inoltre, concorreranno a formare un’ulteriore graduatoria per l’assegnazione del Trofeo Gino Bianchi (Katana).
GINO BIANCHI E IL SUO METODO
Già campione militare di savate, è impegnato durante la Seconda Guerra mondiale col contingente italiano nella colonia giapponese di Tien Sing (Tianjin) in Cina dove viene a contatto col jujitsu, Bianchi ne rimane colpito per l’efficacia e decide di diffonderlo una volta tornato in Italia. L’opera di diffusione inizia a Genova, nella palestra di via Ogerio Pane, dove il Maestro Bianchi insegna gratuitamente a cinque/sei allievi nel difficile clima di ristrettezze del secondo dopoguerra. Con la fine degli anni Quaranta la palestra si trasferisce nella sede storica di Salita Famagosta. L’opera di diffusione del jujitsu “stile Bianchi” procede a pieno ritmo anche grazie alle varie dimostrazioni pubbliche svolte col gruppo dei Kaze Hito (uomini vento). Il libro “La dolce arte del Samurai” scritto nel 1956 da Gino Bianchi rappresenta la più grande eredità, a livello di testi, trasmessa dal Maestro ai suoi allievi e contenente tutti i suoi pensieri sulla difesa personale. Il metodo Bianchi si basa sull’efficacia al di là della forma (libertà di esecuzione e di forma), sulla prontezza di riflessi, la calma, la serenità ed il controllo dell’emotività. Il seme del maestro Bianchi germoglia rapidamente. Dopo la scomparsa del Maestro, avvenuta nel 1964, la palestra di salita Famagosta viene tenuta in vita sino al 1973 dai suoi allievi. Nel 1965 la Federazione Italiana Autonoma Ju Jitsu (creata da Bianchi) si trasforma in Federazione Nazionale Ju Jitsu mentre nel 1987 nasce l’Associazione Italiana Ju Jitsu di cui oggi Dario Quenza è presidente.







