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Alla scoperta del borgo di Sardara

Un giro nel centro storico

Passeggiando lungo i viottoli di Sardara vi troverete ad ammirare le case a corte con i bei portali padronali che conservano ancora inciso sull’architrave il simbolo dell’attività lavorativa che vi si svolgeva all’interno. Vi muoverete tra strade ordinate, acciottolate o lastricate, immersi in un’atmosfera d’altri tempi, persi tra il profumo inebriante dei fiori colorati che adornano le finestre racchiuse in intrecci di trachite e gli aromi intensi che ne fuoriescono: l’odore del pane civraxiu appena sfornato, dei sughi che bollono sul fuoco, dello zafferano e degli amaretti. Collocata al centro del paese, in cima a una scalinata, vi accoglie la chiesa parrocchiale della Beata Vergine Assunta affiancata da un campanile a canna quadrata. A pochi passi sorgono la chiesa di San Gregorio Magno, interessante esempio di transizione dal romanico al gotico, e la piccola chiesa tardogotica di Sant’Anastasia. Di fronte potete vedere l’omonimo tempio nuragico a pozzo situato presso una sorgente di acque curative. Il pozzo sacro era detto funtana de is dolus, fonte dei dolori, perché l’acqua minerale della vicina sorgente sacra era ritenuta salutare. La visita al museo Villa Abbas e all’intera area archeologica di Sant’Anastasia vi emozionerà certamente. Oltre al percorso museale visivo potrete sperimentare un analogo percorso tattile e ammirare reperti che vanno dal periodo pre-nuragico a quello medievale.
Nei dintorni del borgo di Sardara

Poco distante dal centro abitato avrete l’occasione di ammirare una serie di filoni di barite e fluorite incassati negli scisti di origine paleozoica molto interessanti dal punto di vista geologico. In località Santa Maria de is Acquas, presso il santuario omonimo oggi meta di pellegrinaggio nei giorni della festa intitolata alla Madonna delle acque, rilassatevi anche per una giornata intera nel complesso termale. In questa piccola vallata, circondata da nuraghi e attraversata dal Rio Sacer, sgorgano a una temperatura di 60-70° C cinque sorgenti di acqua mineralcarbonato-alcalina dalle qualità benefiche e rigeneranti. La zona fu interessata dall’insediamento umano nell’eneolitico e nel periodo nuragico e solo in età romana le acque termali vennero utilizzate a scopo terapeutico con l’edificazione di un grande complesso e solo alla fine dell’Ottocento Filippo Birocchi realizzò un attrezzato stabilimento termale che inglobò i resti delle antiche terme. Dello stabilimento romano sono ora distinguibili una vasca quadrata e le fondamenta di vari edifici. Vicino alla zona delle terme, potete imboccare la strada che porta su una collina dove sorge il castello di Monreale, recentemente restaurato.
Suggestioni: a lezione di ceramica insieme ai più piccoli

Rilassatevi alle terme o in alternativa fate delle escursioni in mountain bike con una guida abilitata: sono oltre 300 i chilometri di percorsi immersi nella natura e adatti a ogni livello di biker. Tantissime le offerte di laboratori artigianali: c’è quello di ceramica, per cimentarsi nella riproduzione dell’askos nuragico, di anfore puniche e romane, nonché ciotole medievali; per i più piccini provate sa Pintadera, i vostri bambini potranno riprodurre un modello di pintadera per poi portarlo a casa come souvenir; c’è quello di cosmesi naturale dove imparare a preparare il sapone o quello di tintura della lana. Ampia scelta anche tra quelli culinari: perché non partecipate a un laboratorio di pasta fresca o di panificazione?
Per chi il cibo preferisce solo gustarlo, a Sardara è possibile assaggiare ottimi prodotti: olio d’oliva, formaggi, salsiccia, lardo e filetto di maiale aromatizzato con i profumi della macchia mediterranea, mandorle e miele, dal classico millefiori al più pregiato di corbezzolo. Pregiatissimo lo zafferano; tra i piatti tipici del medio campidano provate le fave con lardo, l’agnello con carciofi o finocchietti selvatici e il pane civraxiu. Infine non dimenticate di accompagnare il tutto con del buon vino, magari partecipando a una degustazione organizzata al vitigno autoctono Semidano. Tra i momenti di folclore più sentiti a Sardara non perdete la festa de su binu nou, l’8 dicembre e la sagra del grano a settembre.

 Informazioni

www.comunitaospitali.it

http://www.meteweekend.it