«Ci sarebbe molto da dire sulla gravissima alluvione che ha colpito ancora una volta la mia città, e potremmo continuare a parlare all’infinito di malgoverno della politica locale e delle opere da fare da trent’anni,della mancata allerta o della mancanza di prevenzione nei torrenti, ma oggi sono onorato di essere il portavoce di alcune proposte lanciate dalle più importanti associazioni di categoria che rappresentano la piccola impresa (Asom/Confcommercio, Confesercenti, CNA, Confartigianato e Coldiretti)».
Lo ha detto il senatore genovese Maurizio Rossi, Gruppo Misto-Liguria Civica, intervenendo in Aula durante l’informativa del Governo sui recenti eventi alluvionali e discussione di connesse mozioni sulla difesa del suolo.
«A Genova – ha proseguito – le piccole attività, commercianti e artigiani, oltre alle migliaia di cittadini, hanno pagato il prezzo più alto e sono stati lasciati soli nel ‘fango’: ed è proprio a loro che ho voluto dare voce dato che cercano un concreto aiuto dalle Istituzioni per rialzarsi. Per questo è necessario che Governo, Regione e Comune si facciano carico, una volta per tutte, di questa emergenza».
«Dal tavolo con le associazioni di categoria – prosegue il senatore – sono emerse queste proposte molto chiare: una Legge speciale che definisca interventi ad hoc, non soltanto nel settore idraulico ma anche in quello della programmazione delle emergenze alluvionali; la sospensione delle tasse e dei tributi locali e nazionali; che siano rese disponibili entro pochi mesi le somme per gli alluvionati, cambiando le norme di legge sul risarcimento danni; la creazione di un fondo per il credito attraverso la Camera di Commercio e la Regione al fine di garantire, a tassi agevolati l’accesso al credito delle imprese colpite; attivare finanziamenti a favore di tutti i commercianti e gli artigiani che si trovano nelle zone a rischio per l’installazione di barriere di protezione; prevedere piani di evacuazione che definiscano le modalità di comportamento di ciascun imprenditore in caso di emergenza. Chiediamo di essere ascoltati dalle Istituzioni affinché si eviti che la situazione di panico che si è creata possa trasformarsi in continui “allarmi” tali da impedire lo svolgimento delle nostre attività, così come già verificatosi dopo gli eventi del 2011».






