Si sta svolgendo in queste ore a Roma in Corte di Cassazione, il processo che vede imputato Enzo Canepa per l’ordinanza sindacale di tutela sanitaria emessa nel 2015, durante il suo mandato di primo cittadino della città di Alassio.
L’urgenza dell’atto, era stata determinata dalla richiesta della Prefettura alle Forze dell’Ordine dell’elenco degli alberghi dismessi con l’intenzione di requisirli ( 6 strutture in zona centrale ) da destinare all’accoglienza.
Enzo Canepa, per aver cercato di tutelare i suoi concittadini, è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Savona al pagamento di 4mila euro di multa, e in secondo grado dalla Corte d’Appello di Genova.
Lo difesi in allora e, con ancora più convinzione lo faccio adesso.
Il panorama dell’attuale situazione sanitaria è preoccupante da mesi, stiamo combattendo una guerra difficile, complessa, che si trascinerà dietro conseguenze che forse nemmeno immaginiamo.
Ho fatto il Sindaco per tanti anni, e so quanto difficile possa essere il compito degli amministratori: sempre in prima linea, con responsabilità, affrontando i problemi delle comunità, spesso con risorse assolutamente non commisurate alle effettive necessità, carenza di organico e ostaggi della burocrazia.
Garantire servizi ai cittadini significa anche e soprattutto tutelare la loro salute ed Enzo così ha fatto.
Enzo non ha mai, nella sua storia personale e politica, adottato misure e /o comportamenti discriminanti nei confronti di persone provenienti da altri paesi.
La storia recente ci ha insegnato, ( o almeno avrebbe dovuto farlo) che le misure di tutela della salute devono riguardare tutti in egual misura.
Pieno diritto che chi vuol vivere qui, proveniendo da un’altra realtà possa farlo, rispettando però tutte le norme, anche quella sanitarie, come facciamo noi.
Non la considero un’idea folle, ma un procedimento di buon senso per TUTTI.
Ora come allora, io sto con Enzo.
#iostoconenzocanepa
Angelo Vaccarezza







