Il campione della nazionale italiana di pallavolo Ivan Zaytsev, gioca nel ruolo di schiacciatore e opposto nel Modena, sostiene il neo movimento politico delle sardine, lo abbiamo visto in piazza alla manifestazione di Modena
Nei giorni scorsi si e schierato politicamente per il candidato del centro sinistra alle prossime elezioni in Emilia Romagna, ritratto nell’immagine sotto di lui.
Tutto normale, tutto regolare, tutto lecito, lui è e resta un campione per il quale io faccio e farò sempre il tifo.
Qualche critica, qualche insulto.
Nulla di trascendentale insomma.
In alto a destra, non avrebbe bisogno di presentazioni, ma lo farò con piacere.
Sinisa Mihajlovic, grande calciatore ieri e grande allenatore oggi.
Da molti mesi combatte la sua battaglia personale contro la leucemia, nonostante sia un percorso duro e delicato, non perde mai la sua positività.
Nei giorni scorsi si é schierato anche lui, sostenendo la candidata alla stessa tornata elettorale, questa volta però quella del centrodestra, ritratta nell’immagine sotto di lui.
Su di lui si è scatenato l’inferno.
Una vera e propria tempesta di insulti, di auguri di morte, di minacce.
Ovviamente ad opera di migliaia di leoni da tastiera, che se ne stanno ben nascosti dietro le loro scatolette di plastica a vomitare le peggio parole.
Impavidi perché protetti da un social, vigliacchi, perché augurare la morte ad una persona non si fa mai, e farlo con un uomo che la sua vita se la sta giocando davvero è la peggiore delle meschinità.
Evidentemente o pensi sinistro, o non puoi pensare affatto.
E poco importa se qualche insulto lo ha preso anche Zaytsev.
È nel gioco delle parti.
Ma la violenza verbale che ha subito Sinisa, la gogna mediatica per non avere un pensiero allineato, è frutto di quell’italietta mediocre, senza valore e senza valori.
Vale tutto, per chi non è “omologato”.
È voi sareste quelli che predicano la tolleranza.
Voi siete la vergogna, nulla di più.
Siete degli odiatori che annegano la loro frustrazione consumando i polpastrelli sulle tastiere.
Non meritavate tutto questo spazio forse, ma davanti alla sofferenza umana, è doveroso ricordarvi il nulla che siete.
Che non vi capiti mai nulla, questo vi auguro. Perché voi, davanti ad una battaglia come quella di Sinisa, sareste sconfitti in partenza.






