Borgomaro, storico punto di riferimento per la valle del Maro, alto Impero, si conferma una delle capitali italiane del gioco popolare.
22 e 23 agosto, fa caldo, ma il fuoco arde nel cuore dell’abitato. Sono i giorni del torneo di pallonetto o balètta: due squadre, una palla da tennis, mani, muri, fatica, urla e gioia in una frazione di secondo. Si gioca nella via principale, via Merano, che ritorna ad essere quello che era sempre stata, spazio pulsante di vita, non uno stadio, ma un luogo proprio dei cittadini. Perché Borgomaro va pensata come città, dato il suo passato. Perché è lì che ci si diverte, con una palla che rimbalza come viene bene a lei e i cuori pieni di emozione. Il passato si fa presente perché si parla sempre di mani fasciate, di muri che trasudano storia, di sguardi, di parole. che raccontano storie di vite vissute. Si è all’undicesima edizione di una formula nuova e competitiva. Peraltro, quelle pietre hanno già visto competizioni sferistiche fin dagli anni Settata del Novecento, mentre in anni precedenti, con memoria dal dopoguerra, si giocava persino con il pallone da pallapugno. Al lungo, botte pesanti. Questa manifestazione di oggi non è più una scommessa, è una certezza. Organizza l’Associazione U Castellu, un gruppo di volontari che da anni è anima del posto e opera nel pieno rispetto della missione sociale. Ne è prova il presidente, Agostino Gandalino, il quale, che, dichiarando di non volere visibilità, è punto di riferimento, ma condivide i meriti (e gli oneri) con tutti i soci. Il dato di fatto rilevante è che non si parla di una festa sportiva da strapaese, ma di una competizione di respiro nazionale, ove le squadre liguri incontrano quelle della val Sabbia, nel Bresciano (di fatto, quasi sempre, i favoriti della vigilia), quelle di Pieve San Lorenzo, nella Lucchesia, tra le regioni storiche di Garfagnana e Lunigiana e c’è persino la squadra di Gemona del Friuli, che percorre l’intero Nord Italia per giocare in Liguria. Va da sé, le regole sono più o meno le stesse. C’è tradizione, in Italia, e oltre. In tutto ci sono sedici squadre. Nessuno sconto, perché si riesce a giocare in due modalità. Il campo più grande, nella parte centrale della strada selciata, prevede l’impiego della palla da tennis priva di rivestimento. Palla, dunque, veloce, dal rimbalzo assassino, imprevedibile: ogni spigolo è un tracollo per il pubblico. Nel campo più piccolo, nella sezione a monte della via si usa la palla rivestiva, insomma, quella da tennis vera e propria. Però non hai una racchetta. Fa male, è lenta, costringe a sforzi di braccio ed è ugualmente perfida. Le squadre si sfidano sui due campi. Non può che vincere, davvero, il migliore, con una buona dose di fortuna, beninteso, perché gli ostacoli non mancano. Due giorni di gare continue, di valori, di rispetto, di amicizie che si rinsaldano, di vecchie e nuove rivalità e di piacevoli ritorni in campo per qualche volpone della pallapugno. La kermesse dei gironi, vero tritacarne, vede il passaggio ai quarti delle terne liguri di Valerio Russo, di Ventimiglia, che da anni si trova molto bene su queste pietre, del pievese Luca Molli, dei toscani di Metra in Pieve San Lorenzo, del bresciano Patrick Silvini, di Omar e di “Giombe” Semeria. Minor fortuna per altri pretedenti, tra cui le squadre liguri capitanate da Mucignat e Somà tra gli altri. Non sono mancate squadre meritevoli, ma non giunte ai quarti, come quella toscana di Vinacciara, abbonata a sconfitte per 4 a 3.
Spettacolo ancora più rilevante nei quarti, dunque. Valerio Russo si esprime molto bene, memore del suo gioco nello stretto, figlio della val Prino. Ventimiglia deve arrendersi. Molli regola Metra e affina i colpi. Silvini lotta molto di fronte a Lorenzo Semeria e Semeria passa per un solo gioco nella differenza punti rispetto a Omar il bresciano.
Semifinali al calor bianco, perché Silvini naviga in mezzo al mare degli squali della Liguria occidentale. Luca Molli e soci hanno la meglio sulla squadra di Semeria, facendosi preferire nel secondo campo, dove emerge la forza impressa alla palla. Merita la citazione letteraria l’altra semifinale, dove la terna di Valerio Russo perde a zero sul campo corto, ma rimonta sul campo principale con lo stesso punteggio. Valerio azzecca la battuta per quattro giochi di seguito. Si vede il battitore di pallapugno e i bresciani sono intimiditi. Si va ai giochi supplementari, ma il meccanismo del battitore ligure si inceppa, anche se non basta il primo supplementare. Valerio Russo è però in palla e si rifà per il terzo e quarto posto su Semeria. Meritano più di una citazione Giorgio Merano e Pietro Tambone, compagni di Valerio e Davide Iberto (che peccato si veda in campo solo in queste occasioni) e Claudio Merlo. Superfinale tra Patrick Silvini, Lorenzo Bonera e Jacopo Bignotti vs Luca Molli, Simone Pellegrino e Marco Simone. Ora…parterre interessantissimo: i tosti bresciani e una terna ligure in cui ci sono la potenza e l’elasticità di Molli, l’esperienza del campo per l’enfant du pays Pellegrino e la sagacia tattica del finissimo Simone. Le attese non solo deluse. Si disputa al meglio dei sei giochi. Si va sempre ai vantaggi senza limite, come nel caso del terzo gioco, con un quaranta pari e due cacce ripetuti dieci volte. In questo caso Molli e soci vincono il braccio di ferro, ma Silvini non molla mai, insegue e si porta sul cinque pari per poi collocare la stoccata vincente. Un’ora e mezza di spettacolo autentico. Gli astanti convengono: “Si sono regalate emozioni antiche e autentiche a tutto il pubblico disseminato in ogni anfratto dei caruggi, pur di ammirare uno spettacolo unico”:
Appare importante dare rilievo agli sponsor della manifestazione, i quali hanno offerto, tra l’altro, i premi, molto graditi dalle squadre intervenute.
Bruna Bevande, F.lli Merano, Di Zio trasporti, Pandorà, Le 2 Mele, Olio Anfosso, Tallone Sandro, Uliveti del Maro, Ranise, Agriturismo Ca’ Sottane, Saponificio Artigianale F.lli Risso, Pellegrino G.&L., Azienda Agricola Lorenzo Ramò, Delizie di Gaia, Olio Ansaldi, Azienda Olivicola Damiano, Il Forno di Nonna Pierina, Tallone Carni, Relais del Maro, Etta Enosteria, Censin da Bea, Bar Peter Pan, Pizzeria Le Logge, Trattoria da Linda.







