E chi nasce in Liguria è ligure, ha precisato sui social il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, rispondendo ai troppi post razzisti che hanno fatto seguito ai suoi auguri ai nuovi nati (“Siete la nostra speranza, il nostro futuro, la forza per non mollare in questo nuovo anno che è appena iniziato”). Per fortuna gli inqualificabili messaggi di odio contro bimbi di poche ore di vita sono stati rimossi: e confidiamo che le forze dell’ordine possano perseguirne gli autori. Ma non è stato rimosso dal suo post, e ce ne dispiace, il capogruppo della Lega in Regione, Stefano Mai, che ha attaccato il leader della sua stessa maggioranza asserendo, in maniera patetica, che “non si può definire italiano, né ligure, chi nasce sul nostro territorio da genitori stranieri”. perché, insiste Mai, “per essere italiani e liguri è necessario intraprendere un percorso ben definito” concludendo con il suo no allo Ius Soli, cioè il diritto alla cittadinanza per chi nasce sul nostro territorio. Ci dispiace che Stefano Mai abbia in mente un concetto di identità che è quella che gli rimanda il suo specchio: ancora una volta si scopre come il ritornello sull’identità si sviluppi maggiormente quando chi vive in un mondo che cambia sente minacciate le sue certezze, mai messe alla prova. Ci fanno piacere le parole di Toti: ci farebbe piacere che tutta la sua maggioranza lo seguisse, lasciando l’identitario Mai a rimirarsi da solo allo specchio. E intanto, buona vita ai piccolini e alle loro famiglie, nella loro Liguria!
Massimo Bisca
Presidente ANPI Genova






