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Attività giovanile dell’Imperia Rugby nella prima decade di ottobre: un impegno ad ampio raggio

Si respirava aria buona mercoledì 3 ottobre al Pino Valle di Imperia.

Tutte le squadre sul campo, prima le giovanili, poi le seniores con qualche old. I giovani hanno timbrato importanti risultati nel fine settimana e si apprestano ad ambiziose trasferte. Comincia a dare i suoi frutti la collaborazione con le Province dell’Ovest. Sì, come Western Province in Sud Africa. Siamo o non siamo il Far West d’Italia ? Però Imperia rilancia e apre i confini, regionali e nazionali. Con le Province dell’Ovest di Paolo Ricchebono si è creata una collaborazione a livello di under 16. Ed è cosa grossa: due giocatori nella franchigia di ambito genovese, Enrico Prato e Roberto Orlandi. E una qualificazione al campionato Elite ottenuta con una prestigiosa vittoria per 13 a 5 sul Ghial Fiumicello Brescia. Questo significa un campionato oltre i confini regionali, in Lombardia, Piemonte, Emilia, contro Torino, Milano, Viadana, Calvisano, Brianza. Si dovrebbe così arrivare a fare una Under 16 Elite e una di rilevanza regionale. Anche la under 20 delle Province è impegnata nel rapporto con Imperia e venerdì 5 ottobre sarà al Pino Valle per giocare contro la seniores di Imperia, rivolta ad un altro impegno per la C territoriale. Prima dell’evento si terrà tra l’altro l’assemblea ordinaria dei soci dell’Imperia rugby, nella nuova tensostruttura-club house. Ovviamente si respira soddisfazione fra i capaci allenatori delle squadre giovanili di media età, come Giardina, Zorniotti, Mori e Castaldo, mentre Giandomenico Lisco ed Enrico Abbo preparano i più piccoli.
Tutti protagonisti quindi per sabato 6 e domenica 7, quando si varca il confine per una giornata di rinnovato gemellaggio con la Webb Ellis di Mentone: torneo con massimale di anni dispari secondo l’uso francese: sabato per gli under 13 e domenica per gli under 7, 9 e 11. Tutti dovranno mettere a punto competenza ed attenzione con il confronto rispetto alle preparate equipes francesi. E così con il rugby si impara anche un po’ di cultura internazionale.

Luigi Ardoino